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✅ Il colesterolo è davvero un nemico?

▶️ Il dott. Benjamin Bikman evidenzia come livelli più alti di colesterolo siano spesso associati a una maggiore longevità.

📊 Secondo alcune osservazioni, ridurre eccessivamente il colesterolo potrebbe avere effetti indesiderati, anche sul piano neurologico. Non a caso, il colesterolo è fondamentale per numerosi processi vitali ed è prodotto naturalmente da ogni cellula del nostro corpo.

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💥 LA DOTTORESSA NINA TEICHOLZ NEL 2017 HA SVELATO LA VERITÀ... ABBASSARE IL COLESTEROLO HA EFFETTIVAMENTE AUMENTATO LA MORTALITÀ NEGLI UOMINI!

❗- L'esperimento coronarico del Minnesota (9.000 partecipanti, 4,5 anni): Per ogni riduzione di 30 mg/dL del colesterolo, il rischio di morte per tutte le cause aumentava del 22%.
Più gli uomini riducevano il colesterolo, maggiore era la probabilità di morire per un infarto. Risultati nascosti per 16 anni! [Analisi dei dati recuperati]

❗- Studio Sydney Diet Heart Study (458 uomini, 5 anni): la sostituzione dei grassi saturi con oli vegetali ha aumentato la mortalità per malattie cardiache del 62% e la mortalità per tutte le cause del 70%. Dati grezzi non pubblicati hanno rivelato i pericoli degli oli di semi.

❗- Bassi livelli di LDL e rischio di ictus (Studio Kailuan, 96.043 partecipanti, follow-up di 9 anni): un livello di LDL inferiore a 70 mg/dL è stato associato a un rischio di ictus emorragico superiore dal 65% al ​​169%. Nello specifico, al di sotto di 50 mg/dL: rischio 2,69 volte maggiore; da 50 a 69 mg/dL: rischio 1,65 volte maggiore. Una meta-analisi su 476.173 persone ha confermato questa correlazione in tutte le etnie.


❗- Livelli elevati di LDL e longevità (Revisione sistematica, 19 studi, oltre 6 milioni di partecipanti): Livelli elevati di LDL-C sono stati associati a una longevità pari o superiore nella maggior parte delle coorti. È stata riscontrata una relazione inversa con la mortalità negli anziani; nessun legame con una riduzione dell'aspettativa di vita. Ciò contraddice i miti che circondano le statine.

I grassi saturi e il colesterolo sono essenziali per la salute:

- Aiutano l'assorbimento delle vitamine A, D, E e K
- Supportano la digestione e la produzione di acidi biliari
- Rafforzano il sistema immunitario contro infezioni, batteri e virus
- Riducono il rischio di cancro, depressione e suicidio
- Sono ideali per il cervello (60% grassi, 30% colesterolo)
- Aiutano a prevenire l'osteoporosi, gli ictus e la demenza
- Proteggono dalle tossine e dalla mortalità per tutte le cause

Eliminare gli oli di semi tossici come soia, mais e colza che causano ossidazione e infiammazione. Scegliere grassi salutari per il cuore: burro, ghee, sego, strutto, grasso d'oca e olio di cocco vergine.

https://www.youtube.com/live/2_kEmYTiHtc?si=3wQXxD9D8sBoPf1p
#COLESTEROLO

https://x.com/i/status/2049401538112528667
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Forwarded from Evolutamente.it
💣 LO ZUCCHERO PAGÒ HARVARD PER INCOLPARE IL GRASSO. LO SAPPIAMO DAL 2016. E ADESSO DITEMI CHI FINANZIA IL TERRORE SUL SOLE.

Settembre 2016, JAMA Internal Medicine. Kearns, Schmidt e Glantz, Università della California San Francisco, pubblicano un'analisi storica dei documenti interni della Sugar Research Foundation. Non un'opinione: carte d'archivio.

Cosa dicono le carte, in fatti. Negli anni Cinquanta emergevano i primi segnali che lo zucchero (saccarosio) fosse un rischio per le malattie coronariche. Nel 1965 la Sugar Research Foundation sponsorizza la sua prima ricerca sul tema: una revisione della letteratura poi pubblicata sul New England Journal of Medicine. La fondazione ne stabilì l'obiettivo, contribuì con articoli da includere e ricevette le bozze. Il finanziamento e il ruolo dell'industria non furono dichiarati. La revisione indicò grassi e colesterolo come cause alimentari della malattia coronarica e minimizzò le prove sul saccarosio. Gli autori concludono che l'industria sponsorizzò un programma di ricerca negli anni Sessanta e Settanta che riuscì a mettere in dubbio i rischi dello zucchero, indicando nel grasso il colpevole.

Una rivista tra le più autorevoli al mondo, un ente finanziatore con un interesse commerciale, nessuna dichiarazione. Il verdetto è nei documenti.

Ora la domanda da ingegnere, che è tutta mia e te la lascio come ragionamento, non come dato: se un settore ha già dimostrato di poter plasmare per decenni ciò che i medici credono e le linee guida raccomandano senza dichiararsi, come si guarda al resto?

Il grasso demonizzato per mezzo secolo: scelta alimentare di massa costruita su una revisione finanziata da chi vendeva l'alternativa. Il colesterolo come nemico pubblico: ancora oggi si discute quanto il bersaglio fosse giusto. I "livelli" di riferimento: di vitamina D, di ferritina, di colesterolo, scritti da comitati che non sempre dichiarano chi li ha finanziati. E il sole.

Sul sole la storia è la stessa, rovesciata. Per decenni un messaggio unico: evitalo, copriti, proteggiti, sempre. Intanto la letteratura ci dice un'altra cosa: l'esposizione solare è associata a minor rischio di alcuni tumori e di sclerosi multipla (articoli del blog, fonti citate), l'esposizione mattutina protegge, la luce regola l'orologio circadiano e il metabolismo. E la capsula di vitamina D, che dovrebbe sostituire il sole, nei trial randomizzati di questi mesi ha alzato il numero senza spostare la clinica (serie 2026 sul blog, PMID in ogni articolo). Chi guadagna se la gente evita il sole e compra la molecola? La domanda non è un'accusa. È un metodo: quello della storia dello zucchero.

Il metodo è semplice e non richiede di credere a niente: chiedere sempre chi ha pagato lo studio, chi ha scritto la linea guida, chi vende la soluzione al problema che quella stessa linea guida ha definito. Lo zucchero ha insegnato che quando la risposta è "la stessa industria", la scienza di quegli anni va riletta. Sarà così anche altrove? Non lo so. Ma pretendere le carte, come hanno fatto Kearns, Schmidt e Glantz, è l'unico atteggiamento che questo canale riconosce.

Il paper è del 2016. Il sole, intanto, è ancora lì, gratis, e non ha un ufficio marketing.

📄 Fonte: Kearns CE, Schmidt LA, Glantz SA. "Sugar Industry and Coronary Heart Disease Research: A Historical Analysis of Internal Industry Documents". JAMA Internal Medicine, 2016;176(11):1680-1685. DOI: 10.1001/jamainternmed.2016.5394 (pubblicato online il 12 settembre 2016, corretto il 3 ottobre 2016).

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#Zucchero #ConflittoDiInteressi #Sole #VitaminaD #Colesterolo #Trasparenza