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1° FESTIVAL DELLA SCIENZA di ContiamoCi!
Intervento del prof. Marco Cosentino: "Il medico è anche uno scienziato?"
▶️ https://youtu.be/bVgikNTl0mw
Il 14 dicembre 2024, presso Ca' Sagredo Hotel a Venezia, si è tenuto il 1° Festival della Scienza, organizzato da Associazione ContiamoCi!
Attraverso approcci multidisciplinari è stata affrontata la tematica dei rischi che l'umanità corre quando la scienza, che dovrebbe porsi in antitesi all’ideologia, finisce per essere utilizzata non solo come strumento, ma come la base su cui poggia l’apparato ideologico stesso.
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1° FESTIVAL DELLA SCIENZA di ContiamoCi!
Intervento del prof. Marco Cosentino: "Il medico è anche uno scienziato?"
Il 14 dicembre 2024, presso Ca' Sagredo Hotel a Venezia, si è tenuto il 1° Festival della Scienza, organizzato da Associazione ContiamoCi!…
Intervento del prof. Marco Cosentino: "Il medico è anche uno scienziato?"
Il 14 dicembre 2024, presso Ca' Sagredo Hotel a Venezia, si è tenuto il 1° Festival della Scienza, organizzato da Associazione ContiamoCi!…
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FEMMINICIDIO 🌺🌺🌺
"Donne e uomini ricchi hanno oppresso e opprimono donne e uomini poveri: questa è la semplice realtà che oggi si cerca di ignorare e nascondere dietro tanto almanaccare sulle questioni di genere.
𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ “𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮” 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗻𝗲́ 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶 (𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲), 𝗻𝗲́, 𝘁𝗮𝘂𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶 𝘃𝗶𝗿𝗶𝗹𝗶. Piuttosto è la conseguenza inevitabile di dinamiche economiche evidenti a tutti e di una progressiva trasformazione del mondo che ci sta portando verso un futuro in cui ci sarà un solo, enorme, alveare, popolato da miliardi di fuchi e dominato da poche api regine. Adesso, sarà interessante osservare come questo processo proseguirà, dovendosi adattare al permanente stato di eccezione e guerra globale che, a partire dal COVID, caratterizza i nostri anni."
Emilio Mordini
https://www.facebook.com/emilio.mordini/posts/pfbid02Midc9TfEoffB79EbVfiHwL8Ts9VNxh82bLWAK2ekV9py4TBYrcmHfDQgyt1vbCvgl
"Donne e uomini ricchi hanno oppresso e opprimono donne e uomini poveri: questa è la semplice realtà che oggi si cerca di ignorare e nascondere dietro tanto almanaccare sulle questioni di genere.
𝗟𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ “𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮” 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗻𝗲́ 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶 (𝗰𝗵𝗲 𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲), 𝗻𝗲́, 𝘁𝗮𝘂𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶 𝘃𝗶𝗿𝗶𝗹𝗶. Piuttosto è la conseguenza inevitabile di dinamiche economiche evidenti a tutti e di una progressiva trasformazione del mondo che ci sta portando verso un futuro in cui ci sarà un solo, enorme, alveare, popolato da miliardi di fuchi e dominato da poche api regine. Adesso, sarà interessante osservare come questo processo proseguirà, dovendosi adattare al permanente stato di eccezione e guerra globale che, a partire dal COVID, caratterizza i nostri anni."
Emilio Mordini
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Emilio Mordini
𝗟'𝗘𝗡𝗜𝗚𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗘𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗖𝗜𝗗𝗜𝗢
𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗱𝗼. 𝗠𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗳𝗮 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘃𝗮 𝗱𝗶 “𝗲𝗺𝗮𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”, 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗶 “𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼” e di sostituzione di valori...
𝗜𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗱𝗼. 𝗠𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗳𝗮 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘃𝗮 𝗱𝗶 “𝗲𝗺𝗮𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”, 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗶 “𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼” e di sostituzione di valori...
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VIRUS O VACCINO? 🌺🌺🌺
Offre molti spunti di discussione questo studio giapponese pubblicato il 3 aprile scorso sul Journal of Clinical Neuroscience, una discreta rivista internazionale indicizzata dedicata alle neuroscienze e appartenente al colosso dell'editoria scientifica Elsevier.
I ricercatori hanno avuto accesso ai tessuti prelevati in corso di operazione chirurgica da 19 pazienti colpiti da ictus emorragico e in questi hanno ricercato la presenza della proteina Spike e del suo RNA, correlandola alla storia infettivologica e vaccinale di ognuno dei soggetti.
Di questi 19 soggetti, 16 avevano una storia di vaccinazione covid con vaccino Moderna (gli autori non lo dichiarano, ma i reagenti che utilizzano per cercare l'RNA vaccinale identificano Moderna secondo la scheda tecnica sul sito del produttore), e solo uno aveva precedenti per positività a SARS-CoV-2.
Lo studio trova la proteina Spike nella parete delle arterie cerebrali di 7 dei 16 soggetti vaccinati e di 2 dei 3 soggetti non vaccinati. In nessun caso viene ritrovata la proteina del nucleocapside virale. L'RNA della Spike viene invece ricercato in soli tre soggetti, non si capisce perché non in tutti. Tutti e tre questi soggetti erano stati in precedenza vaccinati, 17, 12 e 11 mesi prima. In tutti e tre i soggetti i ricercatori trovano sia l'RNA vaccinale che quello virale.
Infine, sebbene i tessuti analizzati non mostrino segni di infiammazione (ma i ricercatori dichiarano che si tratta di tessuti adiacenti al danno ictale e non direttamente lesi), in tutti i casi in cui è presente la Spike sono presenti anche infiltrati linfocitari.
Che dire? Lo studio è interessante la inconcludente, specificamente in quanto non distingue tra Spike virale e vaccinale. Se da un lato è impossibile distinguere la proteina, dall'altro l'RNA è invece identificabile. Ma. Ma nello studio vengono analizzati per l'RNA solo 3 soggetti e non tutti, e tutti e tre vaccinati sebbene ce ne fossero almeno due non vaccinati ma positivi alla proteina. Perché? E in tutti e tre i casi si trova RNA sia virale che vaccinale. Sarebbe bastato almeno aggiungere un non vaccinato per avere la ragionevole certezza che l'identificazione dell'RNA vaccinale fosse attendibile.
Strano poi che in tutto lo studio non venga mai dichiarato il tipo di vaccino, se Moderna o Pfizer. Il reagente utilizzato per l'RNA apparentemente identifica solo Moderna (ma dovrebbe essere verificata la sequenza), e tuttavia a proposito dei tre soggetti analizzati gli autori nei risultati menzionano anche Pfizer.
L'unica ragione che mi viene in mente per non aver detto quale vaccino sia stato somministrato ai 16 soggetti vaccinati potrebbe essere il timore di essere in qualche modo citati legalmente, come accadde a quei ricercatori che pubblicarono uno studio sugli effetti avversi del vaccino covid indiano, ma è una mera ipotesi.
Tutte questioni che, se fosse capitato a me questo studio da valutare prima della pubblicazione, avrei chiesto di chiarire.
In sintesi, da questo studio non si ricava nulla di concreto sul potenziale lesivo dei vaccini a RNA, se non in maniera indiziaria. Rimane il dato, legato a un solo soggetto ma comunque indicativo, della presenza di RNA vaccinale ben 17 mesi dopo la vaccinazione (in acordo con lo studio di Yale ancora in preprint che trova Spike circolante nei danneggiati oltre 700 giorni dopo la vaccinazione), e per di più (in tutti i 7 positivi) nelle arterie cerebrali. Il che dovrebbe portare a smettere di considerare le poche settimane dalla vaccinazione come "plausibile finestra temporale( per il nesso causale (assurdi criteri WHO AEFI). E nel frattempo, come concludono anche gli autori, gli studi dovrebbero continuare più intensi e approfonditi che mai. E invece le agenzie regolatorie autorizzano i vaccini a RNA autoreplicante continuando a ignorare bellamente questioni enormi di sicurezza.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096758682500195X
Offre molti spunti di discussione questo studio giapponese pubblicato il 3 aprile scorso sul Journal of Clinical Neuroscience, una discreta rivista internazionale indicizzata dedicata alle neuroscienze e appartenente al colosso dell'editoria scientifica Elsevier.
I ricercatori hanno avuto accesso ai tessuti prelevati in corso di operazione chirurgica da 19 pazienti colpiti da ictus emorragico e in questi hanno ricercato la presenza della proteina Spike e del suo RNA, correlandola alla storia infettivologica e vaccinale di ognuno dei soggetti.
Di questi 19 soggetti, 16 avevano una storia di vaccinazione covid con vaccino Moderna (gli autori non lo dichiarano, ma i reagenti che utilizzano per cercare l'RNA vaccinale identificano Moderna secondo la scheda tecnica sul sito del produttore), e solo uno aveva precedenti per positività a SARS-CoV-2.
Lo studio trova la proteina Spike nella parete delle arterie cerebrali di 7 dei 16 soggetti vaccinati e di 2 dei 3 soggetti non vaccinati. In nessun caso viene ritrovata la proteina del nucleocapside virale. L'RNA della Spike viene invece ricercato in soli tre soggetti, non si capisce perché non in tutti. Tutti e tre questi soggetti erano stati in precedenza vaccinati, 17, 12 e 11 mesi prima. In tutti e tre i soggetti i ricercatori trovano sia l'RNA vaccinale che quello virale.
Infine, sebbene i tessuti analizzati non mostrino segni di infiammazione (ma i ricercatori dichiarano che si tratta di tessuti adiacenti al danno ictale e non direttamente lesi), in tutti i casi in cui è presente la Spike sono presenti anche infiltrati linfocitari.
Che dire? Lo studio è interessante la inconcludente, specificamente in quanto non distingue tra Spike virale e vaccinale. Se da un lato è impossibile distinguere la proteina, dall'altro l'RNA è invece identificabile. Ma. Ma nello studio vengono analizzati per l'RNA solo 3 soggetti e non tutti, e tutti e tre vaccinati sebbene ce ne fossero almeno due non vaccinati ma positivi alla proteina. Perché? E in tutti e tre i casi si trova RNA sia virale che vaccinale. Sarebbe bastato almeno aggiungere un non vaccinato per avere la ragionevole certezza che l'identificazione dell'RNA vaccinale fosse attendibile.
Strano poi che in tutto lo studio non venga mai dichiarato il tipo di vaccino, se Moderna o Pfizer. Il reagente utilizzato per l'RNA apparentemente identifica solo Moderna (ma dovrebbe essere verificata la sequenza), e tuttavia a proposito dei tre soggetti analizzati gli autori nei risultati menzionano anche Pfizer.
L'unica ragione che mi viene in mente per non aver detto quale vaccino sia stato somministrato ai 16 soggetti vaccinati potrebbe essere il timore di essere in qualche modo citati legalmente, come accadde a quei ricercatori che pubblicarono uno studio sugli effetti avversi del vaccino covid indiano, ma è una mera ipotesi.
Tutte questioni che, se fosse capitato a me questo studio da valutare prima della pubblicazione, avrei chiesto di chiarire.
In sintesi, da questo studio non si ricava nulla di concreto sul potenziale lesivo dei vaccini a RNA, se non in maniera indiziaria. Rimane il dato, legato a un solo soggetto ma comunque indicativo, della presenza di RNA vaccinale ben 17 mesi dopo la vaccinazione (in acordo con lo studio di Yale ancora in preprint che trova Spike circolante nei danneggiati oltre 700 giorni dopo la vaccinazione), e per di più (in tutti i 7 positivi) nelle arterie cerebrali. Il che dovrebbe portare a smettere di considerare le poche settimane dalla vaccinazione come "plausibile finestra temporale( per il nesso causale (assurdi criteri WHO AEFI). E nel frattempo, come concludono anche gli autori, gli studi dovrebbero continuare più intensi e approfonditi che mai. E invece le agenzie regolatorie autorizzano i vaccini a RNA autoreplicante continuando a ignorare bellamente questioni enormi di sicurezza.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096758682500195X
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METODOLOGIA DELLA MOSTRIFICAZIONE 🌺🌺🌺
Mentre il mondo, almeno quello dei migliori, politicamente corretti e benpensanti, si straccia le vesti per gli interventi in USA dell'amministrazione Trump in materia di sanità e ricerca scientifica, il solito Vinay Prasad, oncoematologo all'UCSF con un profilo clinico e scientifico ben oltre ogni attaccabilità, pubblica sul suo blog un post che mostra:
(i) che i "tagli" al personale della sanità USA stanno semplicemente riportando il numero di impiegati ai livelli di qualche anno fa, dopo una crescita vertiginosa sotto l'amministrazione Biden;
(ii) che i "tagli" ai finanziamenti per la ricerca colpiscono ambiti di "ricerca" di nessun rilievo e talora pseudo/antiscientifici;
(iii) che la parte di sistema sanitario USA che oggi viene penalizzata è di fatto quella che si è resa responsabile della scriteriata gestione pandemica.
Davvero si tratta di provvedimenti così irragionevoli?
https://www.drvinayprasad.com/p/3-ways-the-media-coverage-of-health
Mentre il mondo, almeno quello dei migliori, politicamente corretti e benpensanti, si straccia le vesti per gli interventi in USA dell'amministrazione Trump in materia di sanità e ricerca scientifica, il solito Vinay Prasad, oncoematologo all'UCSF con un profilo clinico e scientifico ben oltre ogni attaccabilità, pubblica sul suo blog un post che mostra:
(i) che i "tagli" al personale della sanità USA stanno semplicemente riportando il numero di impiegati ai livelli di qualche anno fa, dopo una crescita vertiginosa sotto l'amministrazione Biden;
(ii) che i "tagli" ai finanziamenti per la ricerca colpiscono ambiti di "ricerca" di nessun rilievo e talora pseudo/antiscientifici;
(iii) che la parte di sistema sanitario USA che oggi viene penalizzata è di fatto quella che si è resa responsabile della scriteriata gestione pandemica.
Davvero si tratta di provvedimenti così irragionevoli?
https://www.drvinayprasad.com/p/3-ways-the-media-coverage-of-health
Drvinayprasad
3 ways the media coverage of health care is dishonest
Here are 3 ways the media coverage of medicine and health policy is dishonest.
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MEDICE CURA TE IPSUM 🌺🌺🌺
E' passata in cavalleria la riforma dell'accesso a medicina, approvata dal Parlamento e ora in attesa dei decreti attuativi. Le nuove norme saranno devastanti per le università Si tornerà alla didattica a distanza come in pandemia poiché nessuno, nemmeno le università più grandi, dispone delle aule necessarie e nemmeno dei docenti che sarebbero richiesti. Qualcuno sta addirittura pensando alla follia di ammettere gli studenti in aula a turni, questa settimana in aula dalla A alla F e gli altri in video, la prossima dalla G alla M e così via. Un inferno e un'operetta al tempo stesso. Gli esami poi saranno necessariamente standardizzati dovendo compilare una graduatoria nazionale, e dunque sempre a crocette. Col che si sdogana definitivamente quella che è già una tendenza inarrestabile in università: lezioni a distanza e talora proprio registrate ed esami a crocette senza docente. Un suicidio cui troppi universitari pare vadano incontro come lemming. E ovviamente nemmeno un euro per costruire aule e strutture, per consolidare gli ospedali o assumere altri docenti. Come ho già scritto più volte, l'unica riforma sensata per l'università e la scuola sarebbe una legge che abolisca *tutte* le riforme degli ultimi trent'anni e istituisca una moratoria vietando riforme di sorta per altri sessant'anni. E ovviamente soldi per le strutture e il personale, e possibilmente non per banchi a rotelle e lavagne multimediali.
E' passata in cavalleria la riforma dell'accesso a medicina, approvata dal Parlamento e ora in attesa dei decreti attuativi. Le nuove norme saranno devastanti per le università Si tornerà alla didattica a distanza come in pandemia poiché nessuno, nemmeno le università più grandi, dispone delle aule necessarie e nemmeno dei docenti che sarebbero richiesti. Qualcuno sta addirittura pensando alla follia di ammettere gli studenti in aula a turni, questa settimana in aula dalla A alla F e gli altri in video, la prossima dalla G alla M e così via. Un inferno e un'operetta al tempo stesso. Gli esami poi saranno necessariamente standardizzati dovendo compilare una graduatoria nazionale, e dunque sempre a crocette. Col che si sdogana definitivamente quella che è già una tendenza inarrestabile in università: lezioni a distanza e talora proprio registrate ed esami a crocette senza docente. Un suicidio cui troppi universitari pare vadano incontro come lemming. E ovviamente nemmeno un euro per costruire aule e strutture, per consolidare gli ospedali o assumere altri docenti. Come ho già scritto più volte, l'unica riforma sensata per l'università e la scuola sarebbe una legge che abolisca *tutte* le riforme degli ultimi trent'anni e istituisca una moratoria vietando riforme di sorta per altri sessant'anni. E ovviamente soldi per le strutture e il personale, e possibilmente non per banchi a rotelle e lavagne multimediali.
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RIDURRE, RIUSARE O RICICLARE? 🌺🌺🌺
Dal blog sul web della Società di Chimica Italiana un breve post sul riciclaggio della plastica, dove vengono presentati dati secondo cui solo il 50% della plastica è riciclabile e di questa ad esempio in Francia solo il 15% viene effettivamente riciclato. E comunque, anche riciclando:
"La filiera della plastica non comporta la produzione di un materiale secondario identico a quello primario. Inoltre laddove era possibile separare il solo PET, solo una piccola percentuale poteva essere aggiunta a PET vergine per rifare una bottiglia per la presenza di additivi e per accorciamento delle catene polimeriche durante i processi di riciclaggio. Per cui, paradossalmente qualora tutto il PET fosse riutilizzato dovendo aggiungere sempre materia vergine bisognerebbe aumentare progressivamente il numero di bottiglie prodotte, alimentando la domanda…!"
Il punto sarebbe dunque riusare e soprattutto ridurre. La mia generazione ricorda certo quando in ospedale la platica era pochissima. Augurandovi si non dover mai finire in ospedale vi invito comunque alla prossima visita a notare quanta plastica venga quotidianamente utilizzata e smaltita peraltro come rifiuto speciale, il che credo precluda qualsiasi forma di riciclo.
Può essere che l'usa e getta abbia portato benefici, e negli ambienti sanitari verosimilmente ha ridotto ad esempio il rischio di infezioni e contaminazioni, semplificando anche la quotidianità del personale. Ma, insomma, in un mondo nel quale le microplastiche sono ormai ovunque, compresa la nostra circolazione e la placenta dei neonati, forse qualche riflessione andrebbe fatta.
https://ilblogdellasci.wordpress.com/2025/04/06/la-plastica-e-riciclabile/
Dal blog sul web della Società di Chimica Italiana un breve post sul riciclaggio della plastica, dove vengono presentati dati secondo cui solo il 50% della plastica è riciclabile e di questa ad esempio in Francia solo il 15% viene effettivamente riciclato. E comunque, anche riciclando:
"La filiera della plastica non comporta la produzione di un materiale secondario identico a quello primario. Inoltre laddove era possibile separare il solo PET, solo una piccola percentuale poteva essere aggiunta a PET vergine per rifare una bottiglia per la presenza di additivi e per accorciamento delle catene polimeriche durante i processi di riciclaggio. Per cui, paradossalmente qualora tutto il PET fosse riutilizzato dovendo aggiungere sempre materia vergine bisognerebbe aumentare progressivamente il numero di bottiglie prodotte, alimentando la domanda…!"
Il punto sarebbe dunque riusare e soprattutto ridurre. La mia generazione ricorda certo quando in ospedale la platica era pochissima. Augurandovi si non dover mai finire in ospedale vi invito comunque alla prossima visita a notare quanta plastica venga quotidianamente utilizzata e smaltita peraltro come rifiuto speciale, il che credo precluda qualsiasi forma di riciclo.
Può essere che l'usa e getta abbia portato benefici, e negli ambienti sanitari verosimilmente ha ridotto ad esempio il rischio di infezioni e contaminazioni, semplificando anche la quotidianità del personale. Ma, insomma, in un mondo nel quale le microplastiche sono ormai ovunque, compresa la nostra circolazione e la placenta dei neonati, forse qualche riflessione andrebbe fatta.
https://ilblogdellasci.wordpress.com/2025/04/06/la-plastica-e-riciclabile/
La Chimica e la Società
La Plastica è riciclabile?
Diego Tesauro Recentemente in questo blog è stato meritoriamente riportato un intervento su un report del JRC della commissione europea sul riciclaggio della plastica. In quel report, analizzando i…
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JERUSALEMA 🌺🌺🌺
Qualche giorno fa, il blog della giornalista investigativa Maryanne Demasi dava conto dell'incredibile circostanza per cui all'ospedale Newton-Wellesley di Boston un numero imprecisato di infermiere, sicuramente non inferiore a 5 (ma qualcuno parla addirittura di ben 17), si sarebbe ammalato di vari tipi di tumori cerebrali. Si tratta di forme tumorali estremamente rare e dunque la coincidenza ha dell'incredibile. Le autorità avrebbero avviato un'indagine che tuttavia non sembra fin qui aver portato a nulla.
https://blog.maryannedemasi.com/p/surge-in-brain-tumours-among-nurses
Difficile non accostare a questa notizia la vicenda accaduta qui in Italia nel marzo, quando alcuni notiziari locali riferirono di ben quattro pompieri in servizio ad Arezzo deceduti per lo stesso tipo di tumore cerebrale.
https://www.today.it/cronaca/vigili-del-fuoco-morti-tumore-indagini.html
Della vicenda italiana non si è più saputo nulla. Chissà se avremo qualche aggiornamento su quella statunitense. Nel frattempo, si tenga conto che ad esempio il glioblastoma, da cui pare siano stati colpiti i pompieri aretini, ha un'incidenza di 2-3 casi per 100.000 abitanti. Facile calcolare la probabilità che "casualmente" si verifichino quattro casi a distanza di breve tempo nel medesimo luogo.
Qualche giorno fa, il blog della giornalista investigativa Maryanne Demasi dava conto dell'incredibile circostanza per cui all'ospedale Newton-Wellesley di Boston un numero imprecisato di infermiere, sicuramente non inferiore a 5 (ma qualcuno parla addirittura di ben 17), si sarebbe ammalato di vari tipi di tumori cerebrali. Si tratta di forme tumorali estremamente rare e dunque la coincidenza ha dell'incredibile. Le autorità avrebbero avviato un'indagine che tuttavia non sembra fin qui aver portato a nulla.
https://blog.maryannedemasi.com/p/surge-in-brain-tumours-among-nurses
Difficile non accostare a questa notizia la vicenda accaduta qui in Italia nel marzo, quando alcuni notiziari locali riferirono di ben quattro pompieri in servizio ad Arezzo deceduti per lo stesso tipo di tumore cerebrale.
https://www.today.it/cronaca/vigili-del-fuoco-morti-tumore-indagini.html
Della vicenda italiana non si è più saputo nulla. Chissà se avremo qualche aggiornamento su quella statunitense. Nel frattempo, si tenga conto che ad esempio il glioblastoma, da cui pare siano stati colpiti i pompieri aretini, ha un'incidenza di 2-3 casi per 100.000 abitanti. Facile calcolare la probabilità che "casualmente" si verifichino quattro casi a distanza di breve tempo nel medesimo luogo.
Maryannedemasi
Surge in brain tumours among nurses at Boston hospital triggers urgent inquiry
Experts call for a full-scale inquiry—including potential Covid-19 vaccine-related risks.
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Forwarded from ContiamoCi!
🎥 Vaccini RNA auto-replicanti: come funzionano davvero? E perché nessuno ne parla?
Guarda la 2ª puntata sui vaccini RNA autoreplicanti di ContiamoCi!
👉 https://youtu.be/WQjawswu9To
con il dott. Maurizio Federico (Istituto Superiore di Sanità), il dott. Dario Giacomini, il prof. Giovanni Frajese, il prof. Mariano Bizzarri ed il prof. Marco Cosentino
In questa puntata analizziamo una tecnologia vaccinale innovativa approvata senza studi completi sulla sua sicurezza.
🧬 Il dott. Federico spiega con precisione scientifica cosa accade nel corpo dopo l’iniezione di un RNA auto-replicante:
– come si comporta all’interno delle cellule
– come può diffondersi ad altri tessuti
– e perché si avvicina molto al meccanismo biologico di un virus
📌 Viene mostrato come queste molecole potrebbero accumularsi nei polmoni e rilasciarsi attraverso vescicole in grado di infettare altre cellule.
⚠️ Tutto questo senza studi pubblicati su biodistribuzione, mutagenesi o durata dell’effetto.
🎙 “Non è una teoria. È un dato biologico noto, ma mai considerato dagli enti regolatori”
❓Come può un prodotto con queste caratteristiche essere autorizzato senza approfondite valutazioni di rischio?
❓Perché la comunità accademica tace?
👉 Guarda il video completo. Capirai perché questa tecnologia richiede molta più cautela di quanta ne sia stata usata finora. Serve maggiore rigore scientifico, senza ignorare oggi rischi che potrebbero avere conseguenze importanti domani.
📺 Per chi si fosse perso la prima puntata: "Vaccini Auto-Replicanti e Trattato OMS: Salute o Sottomissione?" ecco il link per recuperarla:
https://youtu.be/p7IOKlP9T7Q
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– come può diffondersi ad altri tessuti
– e perché si avvicina molto al meccanismo biologico di un virus
📌 Viene mostrato come queste molecole potrebbero accumularsi nei polmoni e rilasciarsi attraverso vescicole in grado di infettare altre cellule.
⚠️ Tutto questo senza studi pubblicati su biodistribuzione, mutagenesi o durata dell’effetto.
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MIRA MIRA L'OLANDESINA 🌺🌺🌺
Come spesso accade, mi arriva l'invito a partecipare a un'indagine di un'università olandese tramite un questionario in rete, volta a indagare il rilievo attribuito dal medico all'impatto ambientale dei medicinali.
Ora, fino a che si tratta di indovinare l'impatto del paracetamolo, tutto bene. Ma quando si inizia a chiedersi se l'impatto ambientale di una medicina dovrebbe influenzare la scelta se prescriverla, qualcosa non torna. Tanto più che subito dopo viene introdotta l'idea che l'impatto delle medicine dovrebbe essere introdotto nei protocolli, insegnato agli studenti e considerato in prescrizione.
Parrebbe al massimo una eccentricità, ma non scordiamoci che la nostra Costituzione ha incluso la "Tutela [del]l’ambiente, [del]la biodiversità e [de]gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni", accanto alla vecchia "tutela [del]la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Poi, non ci resta che sperare per il meglio.
Come spesso accade, mi arriva l'invito a partecipare a un'indagine di un'università olandese tramite un questionario in rete, volta a indagare il rilievo attribuito dal medico all'impatto ambientale dei medicinali.
Ora, fino a che si tratta di indovinare l'impatto del paracetamolo, tutto bene. Ma quando si inizia a chiedersi se l'impatto ambientale di una medicina dovrebbe influenzare la scelta se prescriverla, qualcosa non torna. Tanto più che subito dopo viene introdotta l'idea che l'impatto delle medicine dovrebbe essere introdotto nei protocolli, insegnato agli studenti e considerato in prescrizione.
Parrebbe al massimo una eccentricità, ma non scordiamoci che la nostra Costituzione ha incluso la "Tutela [del]l’ambiente, [del]la biodiversità e [de]gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni", accanto alla vecchia "tutela [del]la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Poi, non ci resta che sperare per il meglio.
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LA RANA, LO SCORPIONE E I VACCINI COVID 🌺🌺🌺
Tre giorni fa, l'autorevolissima rivista scientifica Neurology ha pubblicato una revisione della letteratura su vaccini covid e sindrome di Guillain Barré (GBS). La GBS è una infiammazione acuta dei nervi periferici su base autoimmunitaria che in uno-due casi su dieci richiede ventilazione assistita e può essere fatale. La GBS è stata associata al vaccino covid AstraZeneca mentre ancora oggi in tanti negano la connessione con i vaccini a RNA. Ora questa revisione analizza 103 sudi pubblicati per un totale di 175 casi di GBS, più frequenti con AstraZeneca ma presenti anche con Pfizer e Moderna, e tanto più gravi quanto più a insorgenza tardiva rispetto alla vaccinazione (con buona pace della "plausibile finestra temporale" di due settimane). Per dire, che ritengo da sempre pretestuosa la differenziazione così netta tra diversi tipi di vaccini covid: indubbiamente alcune caratteristiche li differenziano, ma alla fine tutti contengono in un modo o nell'altro la tossina virale, e questo li accomuna costituendo la loro natura, come lo scorpione della nota favoletta. Inoltre, dubito fortemente che Neurology avrebbe pubblicato uno studio del genere anche solo un paio di anni fa. Forse anche certe riviste meriterebbero una medaglia al merito della sanità.
https://www.neurology.org/doi/10.1212/WNL.0000000000212163
Guillain-Barré Syndrome After COVID-19 Vaccination: A Systematic Review and Analysis of Case Reports (P8-10.009) | Neurology
Tre giorni fa, l'autorevolissima rivista scientifica Neurology ha pubblicato una revisione della letteratura su vaccini covid e sindrome di Guillain Barré (GBS). La GBS è una infiammazione acuta dei nervi periferici su base autoimmunitaria che in uno-due casi su dieci richiede ventilazione assistita e può essere fatale. La GBS è stata associata al vaccino covid AstraZeneca mentre ancora oggi in tanti negano la connessione con i vaccini a RNA. Ora questa revisione analizza 103 sudi pubblicati per un totale di 175 casi di GBS, più frequenti con AstraZeneca ma presenti anche con Pfizer e Moderna, e tanto più gravi quanto più a insorgenza tardiva rispetto alla vaccinazione (con buona pace della "plausibile finestra temporale" di due settimane). Per dire, che ritengo da sempre pretestuosa la differenziazione così netta tra diversi tipi di vaccini covid: indubbiamente alcune caratteristiche li differenziano, ma alla fine tutti contengono in un modo o nell'altro la tossina virale, e questo li accomuna costituendo la loro natura, come lo scorpione della nota favoletta. Inoltre, dubito fortemente che Neurology avrebbe pubblicato uno studio del genere anche solo un paio di anni fa. Forse anche certe riviste meriterebbero una medaglia al merito della sanità.
https://www.neurology.org/doi/10.1212/WNL.0000000000212163
Guillain-Barré Syndrome After COVID-19 Vaccination: A Systematic Review and Analysis of Case Reports (P8-10.009) | Neurology
Neurology
Guillain-Barré Syndrome After COVID-19 Vaccination: A Systematic Review and Analysis of Case Reports (P8-10.009) | Neurology
Objective: Our work aims to investigate the incidence of GBS after COVID-19 vaccination, and
describe its clinical characteristics and potential confounders. Background: Cases of Guillain-Barré Syndrome (GBS) have been believed to be associated with ...
describe its clinical characteristics and potential confounders. Background: Cases of Guillain-Barré Syndrome (GBS) have been believed to be associated with ...
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Forwarded from ContiamoCi!
Sono ufficialmente iniziati i lavori del 2° Congresso di ContiamoCi! "OLTRE"
È stato presentato il nuovo Consiglio Direttivo, che guiderà ContiamoCi! con dedizione, trasparenza e spirito di servizio.
In un clima di partecipazione viva e consapevole, stiamo affrontando i punti programmatici fondamentali che guideranno il cammino della nostra associazione.
Si parte dai principi più alti: sacralità della vita e libertà individuale, valori irrinunciabili che ispirano ogni nostra azione, ogni nostra scelta, ogni nostro impegno.
E' il momento di costruire insieme.
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