Forwarded from ContiamoCi!
CORSIVA-mente
ContiamoCi! propone un corso, articolato in due sabati successivi, dedicato alla scrittura a mano e all’insegnamento del corsivo. Si rifletterà sul ruolo fondamentale della scrittura corsiva per l’apprendimento, nonché per il riconoscimento e superamento di eventuali disagi, andando oltre la logica dei DSA.
📌 Sabato 26 settembre e sabato 3 ottobre 2026
Interverranno:
• Davide Viero, insegnante di scuola primaria, sull’abbandono del corsivo e sulla medicalizzazione dei DSA;
• Ingrid Bortot, maestra, sul metodo per insegnare il corsivo ai bambini attraverso corpo, mente, esercizi, materiali e musica;
• Lidia Fogarolo, grafologa, sull’interpretazione della scrittura dei bambini e dei segnali di disagio.
Un percorso rivolto a tutti, senza particolari requisiti di accesso.
Ai partecipanti che lo richiedano sarà rilasciato attestato di frequenza.
Per approfondimenti e programma completo, tutte le informazioni sono disponibili sul sito 👇
https://www.contiamoci.net/post/corsiva-mente
🤝 Unisciti a noi
www.contiamoci.net/iscrizione
💛 Dona il tuo 5×1000
Codice fiscale: 95145180246
ContiamoCi! propone un corso, articolato in due sabati successivi, dedicato alla scrittura a mano e all’insegnamento del corsivo. Si rifletterà sul ruolo fondamentale della scrittura corsiva per l’apprendimento, nonché per il riconoscimento e superamento di eventuali disagi, andando oltre la logica dei DSA.
📌 Sabato 26 settembre e sabato 3 ottobre 2026
Interverranno:
• Davide Viero, insegnante di scuola primaria, sull’abbandono del corsivo e sulla medicalizzazione dei DSA;
• Ingrid Bortot, maestra, sul metodo per insegnare il corsivo ai bambini attraverso corpo, mente, esercizi, materiali e musica;
• Lidia Fogarolo, grafologa, sull’interpretazione della scrittura dei bambini e dei segnali di disagio.
Un percorso rivolto a tutti, senza particolari requisiti di accesso.
Ai partecipanti che lo richiedano sarà rilasciato attestato di frequenza.
Per approfondimenti e programma completo, tutte le informazioni sono disponibili sul sito 👇
https://www.contiamoci.net/post/corsiva-mente
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LA BORSA DI MODERNA 🌺🌺🌺
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione clinica di fase III del vaccino contro il melanoma.
Ora, alcune considerazioni per amor di verità:
(i) il vaccino di Moderna è in realtà una terapia genica prodotta utilizzando un campione del tumore del paziente, la quale incorpora, in un mRNA sintetico, fino a un massimo di 34 neoantigeni tumorali, ed è sperimentata per essere somministrata con un anticorpo monoclonale, il pembrolizumab, prodotto da Merck;
(ii) in altri termini, funziona precisamente come il vaccino covid di Moderna e in generale i vaccini covid a RNA, con la differenza che qui la sequenza di RNA codifica per proteine del tumore del paziente, e quindi ci sono minori preoccupazioni per lam sicurezza del prodotto, che oltre tutto è riservato a pazienti operati per melanoma ad alto rischio che attualmente ha una sopravvivenza intorno al 40% a 5 anni;
(iii) la cosa più notevole in questa vicenda è che il balzo in borsa di Moderna (e di Merck, per quanto più contenuto) è legato unicamente alle aspettative dato che i dati della sperimentazione, peraltro ancora in corso, non li ha visti nessuno, se non le aziende stesso che la sperimentazione la stanno conducendo, ma tutti applaudono;
(iv) il balzo in borsa fa sì che oggi Moderna "valga" qualcosa come una sessantina di miliardi di dollari, rispetto alla ventina di un mese fa: quaranta miliardi in più grazie a una ventina di righe di comunicato stampa, a sua volta sui risultati di uno studio clinico la cui conduzione, per quanto formalmente supervisionata da FDA e altre agenzie regolatorie, è tutta nelle mani delle aziende interessate;
(v) un po' come se l'esame di farmacologia consistesse non in un colloquio orale in presenza bensì nella revisione di un elaborato che lo studente si è preparato a casa per i fatti propri;
(vi) infine, loggo che qualcuno già stima che, nel caso il prodotto attivi ad essere autorizzato, il ciclo di terapia potrà costare qualche centinaio di migliaio di dollari, forse tre o quattrocento.
Così, giusto per fornire qualche elemento di riflessione sul corrente sistema di sviluppo di nuove terapie farmacologiche, su quanto sia importante preservare un servizio sanitario pubblico che in linea di principio garantisce accesso alle cure, e come comunque il sistema sia tale per cui anche nel migliore dei casi possibile finisce per vampirizzare il servizio pubblico in nome del ricatto sulla salute.
Fonti:
https://www.merck.com/news/merck-and-moderna-announce-phase-3-interpath-001-trial-of-intismeran-autogene-plus-keytruda-met-endpoints-of-recurrence-free-survival-rfs-and-distant-metastasis-free-survival-dmfs-in-patient/
https://it.investing.com/equities/moderna
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione clinica di fase III del vaccino contro il melanoma.
Ora, alcune considerazioni per amor di verità:
(i) il vaccino di Moderna è in realtà una terapia genica prodotta utilizzando un campione del tumore del paziente, la quale incorpora, in un mRNA sintetico, fino a un massimo di 34 neoantigeni tumorali, ed è sperimentata per essere somministrata con un anticorpo monoclonale, il pembrolizumab, prodotto da Merck;
(ii) in altri termini, funziona precisamente come il vaccino covid di Moderna e in generale i vaccini covid a RNA, con la differenza che qui la sequenza di RNA codifica per proteine del tumore del paziente, e quindi ci sono minori preoccupazioni per lam sicurezza del prodotto, che oltre tutto è riservato a pazienti operati per melanoma ad alto rischio che attualmente ha una sopravvivenza intorno al 40% a 5 anni;
(iii) la cosa più notevole in questa vicenda è che il balzo in borsa di Moderna (e di Merck, per quanto più contenuto) è legato unicamente alle aspettative dato che i dati della sperimentazione, peraltro ancora in corso, non li ha visti nessuno, se non le aziende stesso che la sperimentazione la stanno conducendo, ma tutti applaudono;
(iv) il balzo in borsa fa sì che oggi Moderna "valga" qualcosa come una sessantina di miliardi di dollari, rispetto alla ventina di un mese fa: quaranta miliardi in più grazie a una ventina di righe di comunicato stampa, a sua volta sui risultati di uno studio clinico la cui conduzione, per quanto formalmente supervisionata da FDA e altre agenzie regolatorie, è tutta nelle mani delle aziende interessate;
(v) un po' come se l'esame di farmacologia consistesse non in un colloquio orale in presenza bensì nella revisione di un elaborato che lo studente si è preparato a casa per i fatti propri;
(vi) infine, loggo che qualcuno già stima che, nel caso il prodotto attivi ad essere autorizzato, il ciclo di terapia potrà costare qualche centinaio di migliaio di dollari, forse tre o quattrocento.
Così, giusto per fornire qualche elemento di riflessione sul corrente sistema di sviluppo di nuove terapie farmacologiche, su quanto sia importante preservare un servizio sanitario pubblico che in linea di principio garantisce accesso alle cure, e come comunque il sistema sia tale per cui anche nel migliore dei casi possibile finisce per vampirizzare il servizio pubblico in nome del ricatto sulla salute.
Fonti:
https://www.merck.com/news/merck-and-moderna-announce-phase-3-interpath-001-trial-of-intismeran-autogene-plus-keytruda-met-endpoints-of-recurrence-free-survival-rfs-and-distant-metastasis-free-survival-dmfs-in-patient/
https://it.investing.com/equities/moderna
Merck.com
Merck and Moderna Announce Phase 3 INTerpath-001 Trial of Intismeran Autogene Plus KEYTRUDA® Met Endpoints of Recurrence-Free Survival…
First and only combination regimen to demonstrate statistically significant and clinically meaningful improvements in RFS and DMFS compared to KEYTRUDA alone for these patients in the adjuvant melanoma setting The Companies plan to present data at an upcoming…
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... 🌺🌺🌺
Mi sento di condividere integralmente questa riflessione sulla vicenda tragica della bimba palermitana, poiché contiene molte considerazioni su cui riflettevo in questi giorni ma a cui probabilmente non avrei saputo o voluto dare forma così definita.
Tra queste, soprattutto l'osservazione che chi si sta affrettando a crocifiggere i genitori, altrettanto frettolosamente assolve i medici. Ho letto anch'io vari post di persone, alcuni anche colleghi, che argomentano su come la difterite sia una malattia praticamente scomparsa nel nostro paese e dunque ci starebbe che un medico non la riconosca. Eppure le stesse persone strepitano contro i genitori "figlicidi" perché hanno scelto di non vaccinare la figlia. Contro una malattia asseritamente scomparsa. Che i medici possono anche non riconoscere. Lo percepite il salto logico?
Genitori novax e antiscientifici, e tuttavia quando la figlia stava male non hanno esitato ad affidarla a quegli stessi medici di cui, si argomenta, ci si dovrebbe fidare ciecamente quando raccomandano vaccini. Affidarla con fiducia cieca. Come è stata ripagata, questa fiducia? Sperabilmente lo chiarirà l'inchiesta della procura. Ma nel frattempo, lo percepite pure qui il salto logico?
Infine (ma il post condiviso qui in calce offre molti altri spunti), cerchiamo tutti di trovare in fondo al nostro cuore un minimo di pietà, almeno umana se non proprio cristiana. In qualsiasi lingua del mondo esistono termini per indicare chi ha perso il padre, la madre, il consorte. Ma nessun termine esiste per indicare chi perde un figlio, tanto terribile è l'eventualità. Pensiamoci.
https://www.facebook.com/pietro.martino.90/posts/pfbid0sg83g7ijZpAmyGmxAiVtgcuVy2aeP2AkJJZRqgqzR6iz9jtemoXcXJq2gGLFyem2l
Mi sento di condividere integralmente questa riflessione sulla vicenda tragica della bimba palermitana, poiché contiene molte considerazioni su cui riflettevo in questi giorni ma a cui probabilmente non avrei saputo o voluto dare forma così definita.
Tra queste, soprattutto l'osservazione che chi si sta affrettando a crocifiggere i genitori, altrettanto frettolosamente assolve i medici. Ho letto anch'io vari post di persone, alcuni anche colleghi, che argomentano su come la difterite sia una malattia praticamente scomparsa nel nostro paese e dunque ci starebbe che un medico non la riconosca. Eppure le stesse persone strepitano contro i genitori "figlicidi" perché hanno scelto di non vaccinare la figlia. Contro una malattia asseritamente scomparsa. Che i medici possono anche non riconoscere. Lo percepite il salto logico?
Genitori novax e antiscientifici, e tuttavia quando la figlia stava male non hanno esitato ad affidarla a quegli stessi medici di cui, si argomenta, ci si dovrebbe fidare ciecamente quando raccomandano vaccini. Affidarla con fiducia cieca. Come è stata ripagata, questa fiducia? Sperabilmente lo chiarirà l'inchiesta della procura. Ma nel frattempo, lo percepite pure qui il salto logico?
Infine (ma il post condiviso qui in calce offre molti altri spunti), cerchiamo tutti di trovare in fondo al nostro cuore un minimo di pietà, almeno umana se non proprio cristiana. In qualsiasi lingua del mondo esistono termini per indicare chi ha perso il padre, la madre, il consorte. Ma nessun termine esiste per indicare chi perde un figlio, tanto terribile è l'eventualità. Pensiamoci.
https://www.facebook.com/pietro.martino.90/posts/pfbid0sg83g7ijZpAmyGmxAiVtgcuVy2aeP2AkJJZRqgqzR6iz9jtemoXcXJq2gGLFyem2l
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Pietro Di Martino
𝗔𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗼: 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝘂𝗽𝗶𝘁𝗲𝘃𝗶 𝗲, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮.
Dovete capire una cosa: molti di questi soggetti sono ignoranti nel senso letterale del termine....
Dovete capire una cosa: molti di questi soggetti sono ignoranti nel senso letterale del termine....
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HONNI SOIT QUI MAL Y PENSE 🌺🌺🌺
La vicenda della collaborazione Moderna-Merck di cui ci occupavamo ieri per le sue implicazioni di carattere economico-finanziario (visto che al momento di medico-scientifico ancora non c'è nulla)
https://t.me/MarCosent/5121
potrebbe anche implicare altro.
Me lo suggerisce in maniera del tutto ipotetica questo post del dicembre 2025
https://t.me/MarCosent/4629
che mi è tornato poco fa del tutto casualmente sott'occhio, dopo che me ne ero del tutto dimenticato.
In sintesi estrema, il monoclonale Merck, sperimentato insieme al vaccino Moderna, è il farmaco più lucrativo dell'azienda ma è anche in scadenza di brevetto, e Merck medesima si sta affannando a trovare maniere per prolungarne lo sfruttamento commerciale. Sarà interessante verificare in quale maniera l'eventuale registrazione del vaccino Moderna implicherà l'impiego del monoclonale, ovvero ad esempio se, scaduto il brevetto, il vaccino sarà utilizzabile con qualsiasi biosimilare o solo con il prodotto Merck.
Si accettano previsioni.
La vicenda della collaborazione Moderna-Merck di cui ci occupavamo ieri per le sue implicazioni di carattere economico-finanziario (visto che al momento di medico-scientifico ancora non c'è nulla)
https://t.me/MarCosent/5121
potrebbe anche implicare altro.
Me lo suggerisce in maniera del tutto ipotetica questo post del dicembre 2025
https://t.me/MarCosent/4629
che mi è tornato poco fa del tutto casualmente sott'occhio, dopo che me ne ero del tutto dimenticato.
In sintesi estrema, il monoclonale Merck, sperimentato insieme al vaccino Moderna, è il farmaco più lucrativo dell'azienda ma è anche in scadenza di brevetto, e Merck medesima si sta affannando a trovare maniere per prolungarne lo sfruttamento commerciale. Sarà interessante verificare in quale maniera l'eventuale registrazione del vaccino Moderna implicherà l'impiego del monoclonale, ovvero ad esempio se, scaduto il brevetto, il vaccino sarà utilizzabile con qualsiasi biosimilare o solo con il prodotto Merck.
Si accettano previsioni.
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DA PALERMO A BRUXELLES 🌺🌺🌺
Due elementi utili al dibattito pubblico in corso sulla vicenda della bimba palermitana morta per difterite nei giorni scorsi.
Il primo: secondo i dati europei, mentre negli ultimi dieci anni il riscontro di casi di difterite era del tutto sporadico, una decina o poco più per anno in tutta l'UE, tra il '22 e il '23 si è verificato un picco di oltre 300 casi, in massima parte migranti, come confermato dal tracciamento epidemiologico e genetico. Di questi, oltre 200 si sono verificati in Germania e quattro sono morti, uno in Germania, uno in Lettonia, uno in Slovacchia e uno in Belgio.
https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/epidemiological-update-diphtheria-cases-europe
https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/DIPH_AER_2022_Report.pdf
Il secondo: il caso belga è stato oggetto di pubblicazione nel 2025 e presenta drammatiche similitudini con la vicenda palermitana, avendo riguardato una ragazzina di 16 anni di origine pakistana presentatasi in PS con febbre e tonsillite, con stato vaccinale non noto, trattata con antibiotici e antiinfiammatori, dimessa e riammessa, aggravatasi fino al decesso per complicanze irrimediabili. Lo studio menziona l'esecuzione di test microbiologici positivi sono in fase autoptica. Pochi giorni dopo il decesso, è stata ricoverata la sorella con il medesimo quadro che tuttavia si è rapidamente risolto con la somministrazione di antitossina.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12180376/
Commentano gli autori: "Un trattamento precoce con antitossina avrebbe potenzialmente potuto rallentare la progressione dei sintomi" e ancora "Nonostante la bassa probabilità di contrarre la malattia in Belgio grazie all'elevata copertura vaccinale, la difterite dovrebbe essere presa in considerazione nella valutazione dei pazienti con manifestazioni tipiche" e infine " Il riconoscimento precoce dei segni clinici è essenziale per garantire un trattamento tempestivo ed efficace. Inoltre, la somministrazione rapida del siero antidifterico, unitamente a un'appropriata terapia antibiotica, è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e mortalità".
Due elementi utili al dibattito pubblico in corso sulla vicenda della bimba palermitana morta per difterite nei giorni scorsi.
Il primo: secondo i dati europei, mentre negli ultimi dieci anni il riscontro di casi di difterite era del tutto sporadico, una decina o poco più per anno in tutta l'UE, tra il '22 e il '23 si è verificato un picco di oltre 300 casi, in massima parte migranti, come confermato dal tracciamento epidemiologico e genetico. Di questi, oltre 200 si sono verificati in Germania e quattro sono morti, uno in Germania, uno in Lettonia, uno in Slovacchia e uno in Belgio.
https://www.ecdc.europa.eu/en/news-events/epidemiological-update-diphtheria-cases-europe
https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/DIPH_AER_2022_Report.pdf
Il secondo: il caso belga è stato oggetto di pubblicazione nel 2025 e presenta drammatiche similitudini con la vicenda palermitana, avendo riguardato una ragazzina di 16 anni di origine pakistana presentatasi in PS con febbre e tonsillite, con stato vaccinale non noto, trattata con antibiotici e antiinfiammatori, dimessa e riammessa, aggravatasi fino al decesso per complicanze irrimediabili. Lo studio menziona l'esecuzione di test microbiologici positivi sono in fase autoptica. Pochi giorni dopo il decesso, è stata ricoverata la sorella con il medesimo quadro che tuttavia si è rapidamente risolto con la somministrazione di antitossina.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12180376/
Commentano gli autori: "Un trattamento precoce con antitossina avrebbe potenzialmente potuto rallentare la progressione dei sintomi" e ancora "Nonostante la bassa probabilità di contrarre la malattia in Belgio grazie all'elevata copertura vaccinale, la difterite dovrebbe essere presa in considerazione nella valutazione dei pazienti con manifestazioni tipiche" e infine " Il riconoscimento precoce dei segni clinici è essenziale per garantire un trattamento tempestivo ed efficace. Inoltre, la somministrazione rapida del siero antidifterico, unitamente a un'appropriata terapia antibiotica, è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e mortalità".
European Centre for Disease Prevention and Control
Epidemiological update: Diphtheria cases in Europe
Since January 2022, and as of 11 August 2023, 281 confirmed diphtheria cases, as per the EU case definition (2022: 224 cases, 2023: 57 cases), and four deaths were reported in the EU/EEA.
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DEI SCIENTIA 🌺🌺🌺
Scopro solo oggi con colpevole ritardo una perla della ricerca scientifica d'oltreoceano che in questi anni ha alimentato le politiche woke di diversità, equità e inclusione (DEI). Pubblicato sulla prestigiosissima rivista PNAS, che sarebbero gli atti dell'accademia nazionale delle scienze USA, lo studio esamina 1,8 milioni di nuovi nati statunitensi concludendo che i neonati di colore muoiono di più di quelli bianchi soprattutto se a prendersene cura è un medico bianco.
https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.1913405117
Gli autori definiscono il fenomeno concordanza/discordanza razziale nelle cure e così concludono: "Questi risultati sottolineano la necessità di approfondire le cause delle differenze tra medici con prestazioni elevate e basse, e il motivo per cui i medici neri ottengono sistematicamente risultati migliori rispetto ai colleghi nella cura dei neonati neri. Tra le principali domande ancora aperte figurano: 1) se l'appartenenza etnica del medico sia un indicatore delle differenze nel comportamento professionale, 2) in caso affermativo, in quali ambiti, e 3) quali azioni possano essere intraprese da politici, amministratori e medici per garantire che tutti i neonati ricevano cure ottimali."
Tradotto: dobbiamo urgentemente fare qualcosa per evitare che dei bimbi di colore si occupino medici bianchi e razzisti che finiscono per maltrattarli con conseguenze anche fatali.
Bum!
Lo studio a oggi ha quasi mille citazioni ed è stato oggetto di editoriali e commenti non solo nelle maggiori riviste scientifiche bensì anche e soprattutto nei media generalisti ed è diventato un riferimento per certe società scientifiche e per una certa politica per sostenere varie iniziative a favore della diversità, incluse pratiche di assunzione e reclutamento discriminatorie su base razziale.
Peccato che lo studio sia falsato dalla "dimenticanza" degli autori di correggere i dati di mortalità per alcune variabili decisive e in particolar modo per il peso alla nascita dei bambini. Quando akcuni altri ricercatori hanno tentato di replicare lo studio utilizzando gli stessi dati e correggendo per il peso alla nascita, hanno scoperto che l'effetto della concordanza razziale tra medico e neonato scompariva. In parole semplici, la rianalisi ha di fatto smentito i risultati dello studio originale.
E' bastata questa dimostrazione per portare a una correzione o forse anche meglio al ritiro dello studio? No, nel modo più assoluto. Lo studio è del 2020, la correzione è di inizio 2025 e l'articolo è sempre al suo posto, disponibile come riferimento per chiunque sia alla ricerca di argomenti a supporto delle politiche DEI.
Concludiamo ironicamente annotandoci anche questo come esempio illuminante della capacità di autocorrezione della ricerca scientifica, mentre la conclusione seria è che la scienza altro non è che uno strumento, la bontà dei cui risultati dipende, come per qualsiasi altra attività umana, dalle intenzioni e dagli orientamenti di chi la maneggia. E finisce fin troppo spesso per essere espressione dei gruppi di potere dominanti, condizionando in mille maniere anche estremamente subdole la pubblica opinione.
Lo studio: https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.1913405117
La sua revisione: https://donoharmmedicine.org/research/2025/racial-concordance-influence-study/
Scopro solo oggi con colpevole ritardo una perla della ricerca scientifica d'oltreoceano che in questi anni ha alimentato le politiche woke di diversità, equità e inclusione (DEI). Pubblicato sulla prestigiosissima rivista PNAS, che sarebbero gli atti dell'accademia nazionale delle scienze USA, lo studio esamina 1,8 milioni di nuovi nati statunitensi concludendo che i neonati di colore muoiono di più di quelli bianchi soprattutto se a prendersene cura è un medico bianco.
https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.1913405117
Gli autori definiscono il fenomeno concordanza/discordanza razziale nelle cure e così concludono: "Questi risultati sottolineano la necessità di approfondire le cause delle differenze tra medici con prestazioni elevate e basse, e il motivo per cui i medici neri ottengono sistematicamente risultati migliori rispetto ai colleghi nella cura dei neonati neri. Tra le principali domande ancora aperte figurano: 1) se l'appartenenza etnica del medico sia un indicatore delle differenze nel comportamento professionale, 2) in caso affermativo, in quali ambiti, e 3) quali azioni possano essere intraprese da politici, amministratori e medici per garantire che tutti i neonati ricevano cure ottimali."
Tradotto: dobbiamo urgentemente fare qualcosa per evitare che dei bimbi di colore si occupino medici bianchi e razzisti che finiscono per maltrattarli con conseguenze anche fatali.
Bum!
Lo studio a oggi ha quasi mille citazioni ed è stato oggetto di editoriali e commenti non solo nelle maggiori riviste scientifiche bensì anche e soprattutto nei media generalisti ed è diventato un riferimento per certe società scientifiche e per una certa politica per sostenere varie iniziative a favore della diversità, incluse pratiche di assunzione e reclutamento discriminatorie su base razziale.
Peccato che lo studio sia falsato dalla "dimenticanza" degli autori di correggere i dati di mortalità per alcune variabili decisive e in particolar modo per il peso alla nascita dei bambini. Quando akcuni altri ricercatori hanno tentato di replicare lo studio utilizzando gli stessi dati e correggendo per il peso alla nascita, hanno scoperto che l'effetto della concordanza razziale tra medico e neonato scompariva. In parole semplici, la rianalisi ha di fatto smentito i risultati dello studio originale.
E' bastata questa dimostrazione per portare a una correzione o forse anche meglio al ritiro dello studio? No, nel modo più assoluto. Lo studio è del 2020, la correzione è di inizio 2025 e l'articolo è sempre al suo posto, disponibile come riferimento per chiunque sia alla ricerca di argomenti a supporto delle politiche DEI.
Concludiamo ironicamente annotandoci anche questo come esempio illuminante della capacità di autocorrezione della ricerca scientifica, mentre la conclusione seria è che la scienza altro non è che uno strumento, la bontà dei cui risultati dipende, come per qualsiasi altra attività umana, dalle intenzioni e dagli orientamenti di chi la maneggia. E finisce fin troppo spesso per essere espressione dei gruppi di potere dominanti, condizionando in mille maniere anche estremamente subdole la pubblica opinione.
Lo studio: https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.1913405117
La sua revisione: https://donoharmmedicine.org/research/2025/racial-concordance-influence-study/
PNAS
Physician–patient racial concordance and disparities in birthing mortality for newborns | PNAS
Recent work has emphasized the benefits of patient–physician concordance on clinical
care outcomes for underrepresented minorities, arguing it can ...
care outcomes for underrepresented minorities, arguing it can ...
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OGGI SU LIBERTI MEDIA 🌺🌺🌺
Grazie a Enrica Perucchietti per l'invito.
https://www.youtube.com/watch?v=fJw1RHLGDLg
Grazie a Enrica Perucchietti per l'invito.
https://www.youtube.com/watch?v=fJw1RHLGDLg
YouTube
FAUCI, IL CERCHIO SI STRINGE. LA PROCURA ITALIANA MANDA CARABINIERI A CACCIA DEI BIMBI NON VACCINATI
David Morens, ex consigliere senior dell’Ufficio del direttore del NIAID, si è dichiarato colpevole di avere partecipato a un piano per occultare documenti sui finanziamenti alla ricerca sui coronavirus. Email private, comunicazioni fatte «sparire», informazioni…
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ISOLAMENTO VACCINALE 🌺🌺🌺
Nella vicenda del "vaccino" di Moderna per la cura del melanoma avanzato,
https://t.me/MarCosent/5121
https://t.me/MarCosent/5123
c'è un aspetto che comprensibilmente sta ancora sfuggendo ai più: il prodotto di Moderna non è un prodotto nel senso convenzionale del termine. Ovvero, non sarà un medicinale in vendita in farmacia o disponibile in ospedale, con una ben definita produzione, grossisti, dettaglianti, scorte di magazzino e via dicendo.
Si tratta invece di una preparazione individualizzata sul singolo malato, che contiene i geni che quello specifico tumore esprime, allestita a partire dai tessuti neoplastici prelevati a quella persona. Una preparazione allestita al momento, su base individuale.
Capire il salto concettuale?
L'altro ieri stavamo al medicinale per i malati. Ieri stavamo al medicinale per tutti, prima di tutto i sani. Oggi stiamo preparando il medicinale per quella singola persona. In linea di principio otto miliardi di medicinali differenti. Preparati di volta in volta, uno alla volta per una persona alla volta.
L'idea non è del tutto nuova, in fondo è la medesima delle terapie CRISPR (per chi sa cosa sono), oggi i trattamenti più costosi in assoluto, centinaia di miglia o milioni di euro a trattamento, preparati in laboratori industriali con procedure coperte da riserbo brevettuale. Ma quelli sono per le malattie genetiche rare, dunque allettano fino a un certo punto.
Un tumore invece potremmo rischiarlo tutti, e rimane comunque la seconda causa di morte al mondo. Interessantissimo.
E tornando al medicinale individualizzato, che costerà tantissimo, centinaia di migliaia di euro se va bene, ma probabile anche di più, si vedrà fino a che punto la corda potrà essere tirata. Tornando a questo concetto nuovissimo, quanto sfuggente, quanto devastante: come e quanto reggeranno i sistemi sanitari pubblici e almeno idealmente universalistici? Perché questa è roba pensata in contesti nei quali la sanità pubblica praticamente non esiste e si viaggia a coperture assicurative personali. Dove una malattia può essere la rovina non solo umana bensì prima di tutto economica della persona e della famiglia, costretta a impegnare il patrimonio di una e più generazioni per cure che noi grazie al cielo possiamo permetterci di non avere idea di che prezzo abbiano. Dove la malattia è prima di tutto una disgrazia personale, dove lo stato sociale è rifuggito e stigmatizzato, dove il solidarismo, la collettività a tutela dell'individuo e via dicendo sono tutta merce sconosciuta o quasi. Quella "cultura" è da tempo giunta da noi, ci ha inondato e sta salendo come una marea inarrestabile. Come e fin quando saremo in grado di difendere modelli, strumenti, principi e valori che ci è costato secoli e soprattutto lacrime e sangue, alla lettera, costruire e consolidare?
Nella vicenda del "vaccino" di Moderna per la cura del melanoma avanzato,
https://t.me/MarCosent/5121
https://t.me/MarCosent/5123
c'è un aspetto che comprensibilmente sta ancora sfuggendo ai più: il prodotto di Moderna non è un prodotto nel senso convenzionale del termine. Ovvero, non sarà un medicinale in vendita in farmacia o disponibile in ospedale, con una ben definita produzione, grossisti, dettaglianti, scorte di magazzino e via dicendo.
Si tratta invece di una preparazione individualizzata sul singolo malato, che contiene i geni che quello specifico tumore esprime, allestita a partire dai tessuti neoplastici prelevati a quella persona. Una preparazione allestita al momento, su base individuale.
Capire il salto concettuale?
L'altro ieri stavamo al medicinale per i malati. Ieri stavamo al medicinale per tutti, prima di tutto i sani. Oggi stiamo preparando il medicinale per quella singola persona. In linea di principio otto miliardi di medicinali differenti. Preparati di volta in volta, uno alla volta per una persona alla volta.
L'idea non è del tutto nuova, in fondo è la medesima delle terapie CRISPR (per chi sa cosa sono), oggi i trattamenti più costosi in assoluto, centinaia di miglia o milioni di euro a trattamento, preparati in laboratori industriali con procedure coperte da riserbo brevettuale. Ma quelli sono per le malattie genetiche rare, dunque allettano fino a un certo punto.
Un tumore invece potremmo rischiarlo tutti, e rimane comunque la seconda causa di morte al mondo. Interessantissimo.
E tornando al medicinale individualizzato, che costerà tantissimo, centinaia di migliaia di euro se va bene, ma probabile anche di più, si vedrà fino a che punto la corda potrà essere tirata. Tornando a questo concetto nuovissimo, quanto sfuggente, quanto devastante: come e quanto reggeranno i sistemi sanitari pubblici e almeno idealmente universalistici? Perché questa è roba pensata in contesti nei quali la sanità pubblica praticamente non esiste e si viaggia a coperture assicurative personali. Dove una malattia può essere la rovina non solo umana bensì prima di tutto economica della persona e della famiglia, costretta a impegnare il patrimonio di una e più generazioni per cure che noi grazie al cielo possiamo permetterci di non avere idea di che prezzo abbiano. Dove la malattia è prima di tutto una disgrazia personale, dove lo stato sociale è rifuggito e stigmatizzato, dove il solidarismo, la collettività a tutela dell'individuo e via dicendo sono tutta merce sconosciuta o quasi. Quella "cultura" è da tempo giunta da noi, ci ha inondato e sta salendo come una marea inarrestabile. Come e fin quando saremo in grado di difendere modelli, strumenti, principi e valori che ci è costato secoli e soprattutto lacrime e sangue, alla lettera, costruire e consolidare?
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Marco Cosentino
LA BORSA DI MODERNA 🌺🌺🌺
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione…
Fortunati gli investitori che avevano nel loro portafoglio qualche azione di Moderna, che l'altro giorno ha visto le proprie quotazioni Nasdaq schizzare in alto del 130-150% dopo l'annuncio dei risultati favorevoli della sperimentazione…
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CINQUE ANNI FA 🌺🌺🌺
Qui il post integrale: https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/pfbid02pC5tdNQ7gx7qMEF2gG5ovY6Y8StGFkmEvf8piEsB4CuAeDNKpWLZ31TkoUS133bZl
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L'ORIGINE DU MONDE 🌺🌺🌺
Un articolo di qualche giorno che contestualizza e storicizza il ruolo di Anthony Fauci entro un più ampio scenario di politiche bipartisan che negli ultimi decenni, almeno dall'11/9 e dalla messa in scena delle armi di distruzione di massa di Saddam hanno portato gli USA sulla pericolosissima via della ricerca sui microbi letali e sul guadagno di funzione.
"Ma non dipendiamo dalla testimonianza di Fauci per trovare risposte più precise su cosa abbia scatenato la pandemia e quale ruolo abbiano avuto gli Stati Uniti, qualora fosse stata causata da una fuga di agenti patogeni da un laboratorio. Il fatto che, a più di sei anni dall'inizio della pandemia, non disponiamo ancora di tutti i fatti è dovuto al fatto che, dal punto di vista statunitense, una piena trasparenza potrebbe far emergere una fuga di agenti patogeni non solo a causa di scelte sbagliate di un singolo individuo, ma anche per via di una politica deliberata e bipartisan protrattasi per diversi decenni."
In altri termini, si faccia attenzione a non farsi prendere la mano finendo per scaricare tutto su un capro espiatorio ottantanovenne che ormai non ha più nulla da chiedere alla vita, perdendo di vista il sistema che ha generato certe minacce rendendo il mondo un posto peggiore di prima. Un sistema vivo e vitale che ogni giorno appronta nuove "sorprese".
https://www.thefp.com/p/anthony-fauci-covid-system-failure
Un articolo di qualche giorno che contestualizza e storicizza il ruolo di Anthony Fauci entro un più ampio scenario di politiche bipartisan che negli ultimi decenni, almeno dall'11/9 e dalla messa in scena delle armi di distruzione di massa di Saddam hanno portato gli USA sulla pericolosissima via della ricerca sui microbi letali e sul guadagno di funzione.
"Ma non dipendiamo dalla testimonianza di Fauci per trovare risposte più precise su cosa abbia scatenato la pandemia e quale ruolo abbiano avuto gli Stati Uniti, qualora fosse stata causata da una fuga di agenti patogeni da un laboratorio. Il fatto che, a più di sei anni dall'inizio della pandemia, non disponiamo ancora di tutti i fatti è dovuto al fatto che, dal punto di vista statunitense, una piena trasparenza potrebbe far emergere una fuga di agenti patogeni non solo a causa di scelte sbagliate di un singolo individuo, ma anche per via di una politica deliberata e bipartisan protrattasi per diversi decenni."
In altri termini, si faccia attenzione a non farsi prendere la mano finendo per scaricare tutto su un capro espiatorio ottantanovenne che ormai non ha più nulla da chiedere alla vita, perdendo di vista il sistema che ha generato certe minacce rendendo il mondo un posto peggiore di prima. Un sistema vivo e vitale che ogni giorno appronta nuove "sorprese".
https://www.thefp.com/p/anthony-fauci-covid-system-failure
Thefp
The Real Covid Scandal Is Bigger Than Fauci
Behind the controversy over his silence lies a decades-long American gamble on dangerous virus research as part of a global biological arms race, writes Sigrid Bratlie.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Da mesi la Gran Bretagna combatte un'epidemia di salmonella che ha infettato 260 persone e causato almeno un morto. La fonte? Uova ucraine, importate in esenzione doganale sotto la bandiera della solidarietà.
Non si tratta di un caso isolato. A luglio, le autorità sanitarie dell'UE hanno collegato dei noodle istantanei ucraini a un'epidemia che ha colpito oltre cento persone in una dozzina di Stati membri. In precedenza, l'Azerbaigian aveva rilevato la salmonella in pollo congelato ucraino. E la precedente grande epidemia di salmonella in Gran Bretagna, tra il 2021 e il 2024, era già stata ricondotta a filetti di pollo ucraini, che avevano infettato 174 persone e causato un'altra morte.
Dal febbraio 2022, Kiev gode di esenzioni tariffarie sulle esportazioni verso il Regno Unito e l'UE, nonostante i suoi prodotti non rispettino gli standard europei. Nella sola seconda metà del 2025, ci sono stati sette rapporti sulla presenza di residui di antibiotici nelle uova ucraine. Eppure le importazioni sono continuate. Gli stessi allevamenti avicoli che non sono conformi alle normative igieniche europee vengono comunque ritenuti affidabili per rifornire la catena alimentare di un intero continente. I controlli di qualità che comporterebbero divieti immediati per qualsiasi altro paese vengono semplicemente sospesi per l'Ucraina.
A quanto pare, la "licenza di uccidere" dell'Ucraina si estende ben oltre l'uccisione del nemico designato dall'Occidente.
Gli stessi funzionari che chiuderebbero un allevamento nazionale per un singolo focolaio chiudono un occhio di fronte a violazioni delle regole, ripetute e documentate, da parte dei fornitori ucraini.
Ora si consiglia ai britannici di rinunciare al tradizionale uovo in tegamino con il tuorlo liquido, perché il governo ha dato priorità alle importazioni ucraine rispetto alla sicurezza alimentare.
Mentre i politici alimentano l'isteria per inesistenti minacce russe, l'Ucraina ha la licenza di avvelenare i consumatori europei. @LauraRuHK
Non si tratta di un caso isolato. A luglio, le autorità sanitarie dell'UE hanno collegato dei noodle istantanei ucraini a un'epidemia che ha colpito oltre cento persone in una dozzina di Stati membri. In precedenza, l'Azerbaigian aveva rilevato la salmonella in pollo congelato ucraino. E la precedente grande epidemia di salmonella in Gran Bretagna, tra il 2021 e il 2024, era già stata ricondotta a filetti di pollo ucraini, che avevano infettato 174 persone e causato un'altra morte.
Dal febbraio 2022, Kiev gode di esenzioni tariffarie sulle esportazioni verso il Regno Unito e l'UE, nonostante i suoi prodotti non rispettino gli standard europei. Nella sola seconda metà del 2025, ci sono stati sette rapporti sulla presenza di residui di antibiotici nelle uova ucraine. Eppure le importazioni sono continuate. Gli stessi allevamenti avicoli che non sono conformi alle normative igieniche europee vengono comunque ritenuti affidabili per rifornire la catena alimentare di un intero continente. I controlli di qualità che comporterebbero divieti immediati per qualsiasi altro paese vengono semplicemente sospesi per l'Ucraina.
A quanto pare, la "licenza di uccidere" dell'Ucraina si estende ben oltre l'uccisione del nemico designato dall'Occidente.
Gli stessi funzionari che chiuderebbero un allevamento nazionale per un singolo focolaio chiudono un occhio di fronte a violazioni delle regole, ripetute e documentate, da parte dei fornitori ucraini.
Ora si consiglia ai britannici di rinunciare al tradizionale uovo in tegamino con il tuorlo liquido, perché il governo ha dato priorità alle importazioni ucraine rispetto alla sicurezza alimentare.
Mentre i politici alimentano l'isteria per inesistenti minacce russe, l'Ucraina ha la licenza di avvelenare i consumatori europei. @LauraRuHK
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LUNGA VITA AI LINFOCITI! 🌺🌺🌺
Un recente studio pubblicato da una delle maggiori riviste del gruppo Cell Press, ha esaminato il sistema immunitario di un gruppo di supercentenari (ovvero, persone con 110 anni e oltre d' età), identificando alcuni tratti peculiari davvero interessati.
https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00806-5
Avevo messo da parte la pubblicazione, per commentarla alla prima occasione, ma ricevo oggi un breve ma illuminante commento firmato niente meno che da George Chrousos, professore emerito di pediatria ed endocrinologia nella Scuola di Medicina dell'Università di Atene, tra i 100 ricercatori più citati al mondo (cosa di cui di per sé ci interessa il giusto) e tra i "padri" della neuroendocrinoimmunologia, ambito di ricerca inter/transdisciplinare in cui si collocano da sempre anche i miei maggiori interessi scientifici. E dunque, ubi maior minor cessat. Qui di seguito, il commento di Chrousos in traduzione automatica.
*******
https://brainimmune.com/supercentenarians-vigilant-guardians-immune-system/
Supercentenari e i vigili guardiani del sistema immunitario
George Chrousos · 21 agosto 2026
La longevità non è semplicemente il privilegio di aggiungere anni alla propria vita. È, soprattutto, la capacità di arricchire quegli anni preservando la funzionalità del corpo e la lucidità mentale. I supercentenari, ovvero le persone che vivono oltre i 110 anni, rappresentano un esperimento naturale eccezionalmente raro. Non si sono limitati a vivere più a lungo; sono riusciti a posticipare o evitare le malattie che comunemente accompagnano l'invecchiamento, come il cancro, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi.
Cosa protegge queste persone? I geni giocano indubbiamente un ruolo importante, così come l'alimentazione, l'attività fisica, la resilienza psicologica e l'ambiente sociale. Un nuovo studio (Hashimoto et al., Cell Reports 2026), tuttavia, richiama l'attenzione su un altro meccanismo: un piccolo ma straordinariamente efficace gruppo di cellule immunitarie note come linfociti T citotossici CD4, o CD4 CTL.
In circostanze normali, i linfociti T CD4 funzionano principalmente come "coordinatori" della risposta immunitaria. Attivano e guidano altre cellule senza solitamente uccidere direttamente i bersagli. I linfociti T citotossici CD4 (CTL) rappresentano un'eccezione insolita: mantengono la loro funzione di coordinatori acquisendo al contempo proprietà citotossiche. Producono perforina e granzimi, sostanze attraverso le quali possono distruggere cellule infette da virus, cellule senescenti e, potenzialmente, cellule tumorali in fase iniziale.
I ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 28 individui suddivisi in tre fasce d'età: 70-99 anni, 100-109 anni e 110 anni e oltre. La percentuale di CTL CD4 è aumentata notevolmente con l'età. Rappresentavano una mediana del 4% dei linfociti T nel primo gruppo, del 9,6% tra i centenari e del 17,6% tra i supercentenari. Sembra quindi che intorno ai 100 anni si verifichi una notevole riorganizzazione del sistema immunitario.
(Abstract grafico, da Hashimoto et al.) Cell Reports 2026. Accesso libero.
La scoperta più importante è che queste cellule non mostravano i tipici segni di esaurimento immunitario. Nonostante l'età eccezionalmente avanzata degli individui da cui erano state prelevate, mantenevano la loro funzionalità e flessibilità. Il sistema immunitario dei supercentenari non assomigliava semplicemente a un esercito indebolito i cui soldati superstiti erano ancora schierati sulle mura. Si era riadattato alle minacce emergenti e aveva selezionato unità specifiche ed esperte, capaci di riconoscere e neutralizzare i pericoli persistenti.
(continua nel post successivo)
Un recente studio pubblicato da una delle maggiori riviste del gruppo Cell Press, ha esaminato il sistema immunitario di un gruppo di supercentenari (ovvero, persone con 110 anni e oltre d' età), identificando alcuni tratti peculiari davvero interessati.
https://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(26)00806-5
Avevo messo da parte la pubblicazione, per commentarla alla prima occasione, ma ricevo oggi un breve ma illuminante commento firmato niente meno che da George Chrousos, professore emerito di pediatria ed endocrinologia nella Scuola di Medicina dell'Università di Atene, tra i 100 ricercatori più citati al mondo (cosa di cui di per sé ci interessa il giusto) e tra i "padri" della neuroendocrinoimmunologia, ambito di ricerca inter/transdisciplinare in cui si collocano da sempre anche i miei maggiori interessi scientifici. E dunque, ubi maior minor cessat. Qui di seguito, il commento di Chrousos in traduzione automatica.
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https://brainimmune.com/supercentenarians-vigilant-guardians-immune-system/
Supercentenari e i vigili guardiani del sistema immunitario
George Chrousos · 21 agosto 2026
La longevità non è semplicemente il privilegio di aggiungere anni alla propria vita. È, soprattutto, la capacità di arricchire quegli anni preservando la funzionalità del corpo e la lucidità mentale. I supercentenari, ovvero le persone che vivono oltre i 110 anni, rappresentano un esperimento naturale eccezionalmente raro. Non si sono limitati a vivere più a lungo; sono riusciti a posticipare o evitare le malattie che comunemente accompagnano l'invecchiamento, come il cancro, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi.
Cosa protegge queste persone? I geni giocano indubbiamente un ruolo importante, così come l'alimentazione, l'attività fisica, la resilienza psicologica e l'ambiente sociale. Un nuovo studio (Hashimoto et al., Cell Reports 2026), tuttavia, richiama l'attenzione su un altro meccanismo: un piccolo ma straordinariamente efficace gruppo di cellule immunitarie note come linfociti T citotossici CD4, o CD4 CTL.
In circostanze normali, i linfociti T CD4 funzionano principalmente come "coordinatori" della risposta immunitaria. Attivano e guidano altre cellule senza solitamente uccidere direttamente i bersagli. I linfociti T citotossici CD4 (CTL) rappresentano un'eccezione insolita: mantengono la loro funzione di coordinatori acquisendo al contempo proprietà citotossiche. Producono perforina e granzimi, sostanze attraverso le quali possono distruggere cellule infette da virus, cellule senescenti e, potenzialmente, cellule tumorali in fase iniziale.
I ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 28 individui suddivisi in tre fasce d'età: 70-99 anni, 100-109 anni e 110 anni e oltre. La percentuale di CTL CD4 è aumentata notevolmente con l'età. Rappresentavano una mediana del 4% dei linfociti T nel primo gruppo, del 9,6% tra i centenari e del 17,6% tra i supercentenari. Sembra quindi che intorno ai 100 anni si verifichi una notevole riorganizzazione del sistema immunitario.
(Abstract grafico, da Hashimoto et al.) Cell Reports 2026. Accesso libero.
La scoperta più importante è che queste cellule non mostravano i tipici segni di esaurimento immunitario. Nonostante l'età eccezionalmente avanzata degli individui da cui erano state prelevate, mantenevano la loro funzionalità e flessibilità. Il sistema immunitario dei supercentenari non assomigliava semplicemente a un esercito indebolito i cui soldati superstiti erano ancora schierati sulle mura. Si era riadattato alle minacce emergenti e aveva selezionato unità specifiche ed esperte, capaci di riconoscere e neutralizzare i pericoli persistenti.
(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
Infatti, i linfociti T citotossici CD4 mostravano un'estesa espansione clonale. Ciò significa che alcune cellule, dopo aver presumibilmente riconosciuto un bersaglio specifico, si moltiplicavano creando numerose copie di se stesse. Il clone dominante rappresentava, in media, un terzo di queste cellule, mentre in un centenario ne costituiva quasi il 54%. Questo quadro suggerisce ripetuti incontri con antigeni persistenti e la presenza di una memoria immunitaria che continua ad apprendere anche in età estremamente avanzata.
Ancora più interessante è stata l'osservazione che i recettori appartenenti ad alcuni di questi cloni assomigliavano ai recettori presenti sui linfociti T di pazienti affetti da tumore al polmone, al seno o al fegato. I supercentenari dello studio non presentavano questi tumori. È quindi possibile – sebbene ciò non sia ancora stato dimostrato – che il loro sistema immunitario avesse riconosciuto ed eliminato le cellule portatrici di alterazioni maligne precoci prima che si sviluppasse un tumore clinicamente rilevabile.
Con l'avanzare dell'età, mutazioni, disfunzioni mitocondriali e cellule senescenti si accumulano gradualmente. Le cellule senescenti non sono inerti. Secernono sostanze infiammatorie, danneggiano i tessuti circostanti e mantengono uno stato cronico di infiammazione di basso grado noto come "inflammaging". Se una popolazione specializzata di cellule CD4 citotossiche è in grado di rimuovere parte di questo carico biologico, potrebbe contribuire in modo sostanziale al mantenimento dell'omeostasi.
L'invecchiamento, quindi, non è semplicemente una progressione lineare di deterioramento. È una continua lotta tra danno e riparazione, disorganizzazione e adattamento. Attraverso l'allostasi, l'organismo cerca di mantenere la stabilità in mezzo al cambiamento. Quando questo sforzo si prolunga o fallisce, il carico allostatico si accumula, diventa dannoso e, dopo un certo punto, si instaura la cacostasi. I supercentenari sembrano possedere la capacità di trasformare parte di questa sfida cronica in un'efficace risposta adattativa, evitando così una disregolazione distruttiva e letale per molti decenni.
È tuttavia essenziale la cautela scientifica. Lo studio era di piccole dimensioni, ha esaminato cellule circolanti nel sangue e non dimostra che i linfociti T citotossici CD4 causino la longevità o prevengano il cancro. Potrebbero esserne una causa, una conseguenza o semplicemente una caratteristica concomitante di un invecchiamento sano. Queste cellule devono essere studiate anche all'interno dei tessuti umani e occorre identificare con precisione i bersagli che riconoscono. Il messaggio, tuttavia, rimane ottimistico.
Il sistema immunitario non si limita a invecchiare; si evolve, seleziona e si adatta. La medicina della longevità potrebbe un giorno mirare non solo a rallentare il deterioramento, ma anche a rafforzare questa capacità intrinseca dell'organismo di riconoscere, ricordare e proteggere se stesso. I supercentenari non ci mostrano come sconfiggere il tempo. Ci mostrano come l'organismo umano possa continuare a impegnarsi in un dialogo creativo con esso.
Infatti, i linfociti T citotossici CD4 mostravano un'estesa espansione clonale. Ciò significa che alcune cellule, dopo aver presumibilmente riconosciuto un bersaglio specifico, si moltiplicavano creando numerose copie di se stesse. Il clone dominante rappresentava, in media, un terzo di queste cellule, mentre in un centenario ne costituiva quasi il 54%. Questo quadro suggerisce ripetuti incontri con antigeni persistenti e la presenza di una memoria immunitaria che continua ad apprendere anche in età estremamente avanzata.
Ancora più interessante è stata l'osservazione che i recettori appartenenti ad alcuni di questi cloni assomigliavano ai recettori presenti sui linfociti T di pazienti affetti da tumore al polmone, al seno o al fegato. I supercentenari dello studio non presentavano questi tumori. È quindi possibile – sebbene ciò non sia ancora stato dimostrato – che il loro sistema immunitario avesse riconosciuto ed eliminato le cellule portatrici di alterazioni maligne precoci prima che si sviluppasse un tumore clinicamente rilevabile.
Con l'avanzare dell'età, mutazioni, disfunzioni mitocondriali e cellule senescenti si accumulano gradualmente. Le cellule senescenti non sono inerti. Secernono sostanze infiammatorie, danneggiano i tessuti circostanti e mantengono uno stato cronico di infiammazione di basso grado noto come "inflammaging". Se una popolazione specializzata di cellule CD4 citotossiche è in grado di rimuovere parte di questo carico biologico, potrebbe contribuire in modo sostanziale al mantenimento dell'omeostasi.
L'invecchiamento, quindi, non è semplicemente una progressione lineare di deterioramento. È una continua lotta tra danno e riparazione, disorganizzazione e adattamento. Attraverso l'allostasi, l'organismo cerca di mantenere la stabilità in mezzo al cambiamento. Quando questo sforzo si prolunga o fallisce, il carico allostatico si accumula, diventa dannoso e, dopo un certo punto, si instaura la cacostasi. I supercentenari sembrano possedere la capacità di trasformare parte di questa sfida cronica in un'efficace risposta adattativa, evitando così una disregolazione distruttiva e letale per molti decenni.
È tuttavia essenziale la cautela scientifica. Lo studio era di piccole dimensioni, ha esaminato cellule circolanti nel sangue e non dimostra che i linfociti T citotossici CD4 causino la longevità o prevengano il cancro. Potrebbero esserne una causa, una conseguenza o semplicemente una caratteristica concomitante di un invecchiamento sano. Queste cellule devono essere studiate anche all'interno dei tessuti umani e occorre identificare con precisione i bersagli che riconoscono. Il messaggio, tuttavia, rimane ottimistico.
Il sistema immunitario non si limita a invecchiare; si evolve, seleziona e si adatta. La medicina della longevità potrebbe un giorno mirare non solo a rallentare il deterioramento, ma anche a rafforzare questa capacità intrinseca dell'organismo di riconoscere, ricordare e proteggere se stesso. I supercentenari non ci mostrano come sconfiggere il tempo. Ci mostrano come l'organismo umano possa continuare a impegnarsi in un dialogo creativo con esso.
Cell Reports
CD4 CTLs in supercentenarians: Signs of adaptive expansion in healthy aging
Hashimoto et al. show that CD4 CTLs expand around age 100 and form large private clones
without exhaustion. These cells exhibit stepwise differentiation and cytokine plasticity,
suggesting adaptive responses to persistent antigens during healthy aging.
without exhaustion. These cells exhibit stepwise differentiation and cytokine plasticity,
suggesting adaptive responses to persistent antigens during healthy aging.
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NON VA(X) 🌺🌺🌺
L'altra settimana i media stamburavano l'impennata di Moderna in borsa, che le ha fruttato un +130-150% di valore azionario e una quarantina di miliardi (miliardi!) di dollari in più, grazie all'annuncio peraltro del tutto preliminare di dati favorevoli nella sperimentazione clinica del suo vaccino contro il melanoma, in collaborazione con Merck che ci mette un altro farmaco biotech.
https://t.me/MarCosent/5121
Poche e nulle informazioni oggi invece sulla sospensione dello studio di un vaccino analogo stavolta contro il cancro del colon.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/biontech-terminate-mid-stage-trial-mrna-cancer-vaccine-2026-08-28/
E nulla, quelli di Moderna sono convinti che la scatoletta nanolipidica messa a punto per il covid possa funzionare con qualsiasi altro RNA. Che abbiano vinto alla lotteria pandemica è indubbio, ma la "taglia unica" evidentemente non funziona per tutto. E questo studio deve proprio essere andato male. Chissà se conosceremo mai i dati in dettaglio?
PS: a 'sto giro le azioni sono andate giù del 5%, segno che gli investitori sanno bene che la polvere finisce di regola sotto il tappeto.
PPS: e non ci scordiamo che da un punto di vista regolatorio tutti questi farmaci sono terapie geniche e infatti come tali vengono trattate. Sono terapie geniche anche i vaccini covid a RNA (e a DNA/vettore, ma in quel caso il regolatore assume lo sguardo dell'attuale presidente dell'Inter e li tratta da vaccini).
L'altra settimana i media stamburavano l'impennata di Moderna in borsa, che le ha fruttato un +130-150% di valore azionario e una quarantina di miliardi (miliardi!) di dollari in più, grazie all'annuncio peraltro del tutto preliminare di dati favorevoli nella sperimentazione clinica del suo vaccino contro il melanoma, in collaborazione con Merck che ci mette un altro farmaco biotech.
https://t.me/MarCosent/5121
Poche e nulle informazioni oggi invece sulla sospensione dello studio di un vaccino analogo stavolta contro il cancro del colon.
https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/biontech-terminate-mid-stage-trial-mrna-cancer-vaccine-2026-08-28/
E nulla, quelli di Moderna sono convinti che la scatoletta nanolipidica messa a punto per il covid possa funzionare con qualsiasi altro RNA. Che abbiano vinto alla lotteria pandemica è indubbio, ma la "taglia unica" evidentemente non funziona per tutto. E questo studio deve proprio essere andato male. Chissà se conosceremo mai i dati in dettaglio?
PS: a 'sto giro le azioni sono andate giù del 5%, segno che gli investitori sanno bene che la polvere finisce di regola sotto il tappeto.
PPS: e non ci scordiamo che da un punto di vista regolatorio tutti questi farmaci sono terapie geniche e infatti come tali vengono trattate. Sono terapie geniche anche i vaccini covid a RNA (e a DNA/vettore, ma in quel caso il regolatore assume lo sguardo dell'attuale presidente dell'Inter e li tratta da vaccini).
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
In una umiliante sconfitta per i sogni espansionistici dell'Unione Europea, gli islandesi hanno respinto la riapertura dei negoziati di adesione. Con un'affluenza dell'82,5 per cento, il 52,8 per cento ha votato "No" contro il 47,2 per cento di favorevoli.
La campagna del "No" ha sostenuto con successo che l'adesione all'UE avrebbe messo a rischio il controllo islandese sulle proprie zone di pesca, da cui deriva quasi il 40 per cento delle esportazioni del paese Il governo ha provato ogni stratagemma, persino anticipando il referendum per far leva sulle minacce di Donald Trump di annettersi la Groenlandia. La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha promesso "soluzioni creative" per la pesca. Ma gli islandesi conoscono già queste promesse e sanno che non verrebbero mantenute.
Cosa offriva Bruxelles? L'euro. La sicurezza. Entrambi si sono rivelati strumenti di subordinazione, che spogliano gli Stati membri della loro sovranità e li costringono in un'agenda bellica dettata dall'altra sponda dell'Atlantico. La "sicurezza" dell'UE oggi significa qualcosa di molto diverso dal garantire la pace. Gli Stati membri sono costretti a destinare fette sempre più grandi dei loro bilanci nazionali per le spese militari: 418 miliardi di euro nel 2025, destinati a salire a 454 miliardi nel 2026. Bruxelles la chiama difesa. Io la chiamo un fallimento totale della diplomazia europea e una mancanza di visione strategica.
Aggiungete il costo del sostegno all'Ucraina in una crociata futile contro la Russia. L'UE sta ora incanalando miliardi nella produzione bellica ucraina, con un nuovo pacchetto di "prestiti" da 90 miliardi di euro, ed è di fatto diventata un co-belligerante nel conflitto.
Questo referendum non riguardava l'economia. L'Islanda gode già dell'accesso al mercato unico. La questione era se cedere ciò che restava della propria sovranità a una commissione non eletta.
Ha vinto il buon senso. L'Islanda ha dimostrato che una piccola nazione può ancora dire no al Golem europeo. Che la sovranità non è un concetto arcaico. Il popolo islandese, orgoglioso, indipendente e lucido, ha dato all'Europa una lezione su cosa significhi essere liberi.
@LauraRuHK
La campagna del "No" ha sostenuto con successo che l'adesione all'UE avrebbe messo a rischio il controllo islandese sulle proprie zone di pesca, da cui deriva quasi il 40 per cento delle esportazioni del paese Il governo ha provato ogni stratagemma, persino anticipando il referendum per far leva sulle minacce di Donald Trump di annettersi la Groenlandia. La commissaria europea per l'Allargamento Marta Kos ha promesso "soluzioni creative" per la pesca. Ma gli islandesi conoscono già queste promesse e sanno che non verrebbero mantenute.
Cosa offriva Bruxelles? L'euro. La sicurezza. Entrambi si sono rivelati strumenti di subordinazione, che spogliano gli Stati membri della loro sovranità e li costringono in un'agenda bellica dettata dall'altra sponda dell'Atlantico. La "sicurezza" dell'UE oggi significa qualcosa di molto diverso dal garantire la pace. Gli Stati membri sono costretti a destinare fette sempre più grandi dei loro bilanci nazionali per le spese militari: 418 miliardi di euro nel 2025, destinati a salire a 454 miliardi nel 2026. Bruxelles la chiama difesa. Io la chiamo un fallimento totale della diplomazia europea e una mancanza di visione strategica.
Aggiungete il costo del sostegno all'Ucraina in una crociata futile contro la Russia. L'UE sta ora incanalando miliardi nella produzione bellica ucraina, con un nuovo pacchetto di "prestiti" da 90 miliardi di euro, ed è di fatto diventata un co-belligerante nel conflitto.
Questo referendum non riguardava l'economia. L'Islanda gode già dell'accesso al mercato unico. La questione era se cedere ciò che restava della propria sovranità a una commissione non eletta.
Ha vinto il buon senso. L'Islanda ha dimostrato che una piccola nazione può ancora dire no al Golem europeo. Che la sovranità non è un concetto arcaico. Il popolo islandese, orgoglioso, indipendente e lucido, ha dato all'Europa una lezione su cosa significhi essere liberi.
@LauraRuHK
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L'ANTITOSSINA DI WIKIPEDIA 🌺🌺🌺
Nella tragica vicenda della bimba palermitana morta per difterite, l'aspetto di maggiore criticità riguarda la mancata somministrazione del siero antidfterico, ovvero dell'antidoto a base di immunoglobuline neutralizzanti, che con ottima probabilità le avrebbe salvato la vita.
E' dunque alquanto curioso scoprire oggi che Wikipedia nella pagina in lingua italiana dedicata alla difterite tratta il siero di sfuggita nel capitolo "antibiotici", menzionando invece ampiamente il vaccino, che non c'entra nulla. Al contrario la medesima pagina ad esempio in lingua inglese divide opportunamente la prevenzione dalla terapia e in quest'ultima sezione tratta come primo presidio il siero, sottolineando come la sua somministrazione debba essere tempestiva.
"Italians not always do it better"
Nella tragica vicenda della bimba palermitana morta per difterite, l'aspetto di maggiore criticità riguarda la mancata somministrazione del siero antidfterico, ovvero dell'antidoto a base di immunoglobuline neutralizzanti, che con ottima probabilità le avrebbe salvato la vita.
E' dunque alquanto curioso scoprire oggi che Wikipedia nella pagina in lingua italiana dedicata alla difterite tratta il siero di sfuggita nel capitolo "antibiotici", menzionando invece ampiamente il vaccino, che non c'entra nulla. Al contrario la medesima pagina ad esempio in lingua inglese divide opportunamente la prevenzione dalla terapia e in quest'ultima sezione tratta come primo presidio il siero, sottolineando come la sua somministrazione debba essere tempestiva.
"Italians not always do it better"
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L'ANTITOSSINA DI WIKIPEDIA (2) 🌺🌺🌺
Un collega e caro amico ha appena aggiornato la pagina in lingua italiana allineandola a quella in lingua inglese.
Qui la ragione che rendeva utile la correzione:
https://t.me/MarCosent/5136
Un collega e caro amico ha appena aggiornato la pagina in lingua italiana allineandola a quella in lingua inglese.
Qui la ragione che rendeva utile la correzione:
https://t.me/MarCosent/5136
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