V_V - 2°ch - INFO IMPORTANTI
8.94K subscribers
40K photos
17K videos
474 files
83.1K links
- VI VERI VENIVERSUM VIVUS VICI - CHANNEL
@vvincvvv
Download Telegram
Forwarded from Evolutamente.it
🔴 IL CDC SAPEVA. NON HA FATTO NULLA. I DATI DEL MIT SONO CLAMOROSI.

Ricercatori del MIT (Retsef Levi e Nelson Lu) hanno analizzato i dati del sistema V-SAFE del CDC — l'app smartphone usata per monitorare la salute post-vaccino COVID su quasi 10 milioni di persone.

Risultato: 185.285 persone (1,87%) hanno dichiarato un peggioramento della salute durato almeno 3 mesi, attribuito al vaccino COVID. Di questi, circa 1% del totale ha descritto outcome gravi: impossibilità di lavorare, ospedalizzazione, sintomi potenzialmente invalidanti.

Su 10 milioni di partecipanti, quasi 2 milioni di persone che credono di aver subito danni prolungati dal vaccino. Se questi tassi si traducono alla popolazione USA, parliamo di milioni di persone.

I sintomi? Affaticamento, cefalee, dolori articolari, vertigini, dispnea, dolore toracico, palpitazioni, nausea, eruzioni, linfonodi gonfiati, insonnia, acufene. Quadro multisistemico. Identico alla sindrome post-vaccinazione (PACVS) descritta da React19.

La "rechallenge": molti che hanno ricevuto la seconda dose hanno riportato gli stessi sintomi che tornavano o peggioravano. Questo pattern rafforza il sospetto che il vaccino c'entri.

Il CDC aveva i dati. Non li ha guardati.

Il CDC aveva un piano di follow-up telefonico per i partecipanti V-SAFE con reazioni avverse. Non l'ha eseguito. Aveva i numeri di telefono. Aveva i protocolli. Non ha chiamato. Non ha indagato. Non ha spiegato perché questo segnale di sicurezza è stato ignorato.

I dati sono rimasti inaccessibili ai ricercatori indipendenti fino a quando una causa FOIA di ICAN (Informed Consent Action Network) ne ha forzato la divulgazione.

Il professor Levi, del Sloan School of Management del MIT, è categorico: "Il fatto che quasi il 2% dei partecipanti riporti un peggioramento prolungato attribuito al vaccino — e quasi l'1% descriva disabilità a lungo termine — è molto preoccupante."

E il dato che completa il quadro: secondo il Bureau of Labor Statistics, gli americani over 16 che dichiarano una disabilità hanno raggiunto il record di 37 milioni a luglio — in aumento del 23% da febbraio 2021, quando il rollout vaccinale è accelerato.

23% di aumento delle disabilità. 1,87% dei vaccinati con danni prolungati auto-riferiti. Il CDC non ha indagato. I media non ne parlano. E chi alza la mano viene bollato come complottista.

Intanto in Pennsylvania due morti "associate" al morbillo fanno il giro dei TG. Quasi 2 milioni di danni da vaccino COVID nel database del CDC restano nel cassetto.

La sproporzione non è un caso. È una strategia.

📄 Fonte: Levi R, Lu N. Preprint, DOI 10.21203/rs.3.rs-10768889/v1; Maryanne Demasi Reports, 26/08/2026; Bureau of Labor Statistics, luglio 2026.

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#CDC #VSAFE #MIT #VaccinoCOVID #SicurezzaVaccinale #EvolutaMente
🤬2
Forwarded from Evolutamente.it
🔬 STUDIO SU 4 MILIONI DI RAGAZZI: "IL VACCINO PROTEGGE DALLA MIOCARDITE". VERIFICATO: È UNA TRUFFA STATISTICA.

Il professor Retsef Levi del MIT (non "pizza e fichi") — membro del comitato consultivo vaccini del CDC nominato da RFK Jr. — ha appena fatto a pezzi uno studio pubblicato sulla rivista Vaccine (Elsevier) che concludeva che il rischio di miocardite negli adolescenti è maggiore dopo l'infezione di quello che chiamano "COVID" rispetto allo stesso rischio post "vaccinazione" Pfizer.

Lo studio copre 4 milioni di individui dal dicembre 2020 al settembre 2025.

Levi scrive: "Lo studio è così oltraggiosamente difettoso che sorge il dubbio se Vaccine sia una rivista scientifica o un'operazione di propaganda".

Ecco il problema. Lo studio copre 5 anni di dati in una popolazione in cui la stragrande maggioranza è stata infettata ed anche "vaccinata". Eppure i numeri dicono che:

Più del 93% dei partecipanti risulta NON INFETTO. Meno del 7% risulta VACCINATO.

Dal dicembre 2020 al settembre 2025. In uno studio su 4 milioni di adolescenti e giovani adulti. In paesi dove la copertura vaccinale ha superato l'80% e dove praticamente tutti sono passati attraverso l'infezione. Il 93% non infettato e il 7% vaccinato è una impossibilità statistica. Come ci sono arrivati?

Truccando il campione.

Primo: hanno considerato come "vaccinati" solo gli individui che erano non infetti o infetti prima della vaccinazione. Tutti i vaccinati che si sono infettati dopo il vaccino — cioè la maggioranza — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.

Secondo: hanno considerato come "infetti" solo gli individui che hanno cercato assistenza medica. Tutti gli infetti asintomatici o paucisintomatici — cioè la maggioranza delle infezioni in quella fascia d'età — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.

Risultato: un campione che non esiste nella realtà. Un campione costruito su misura per produrre la conclusione desiderata — che il vaccino riduce il rischio di miocardite rispetto all'infezione.

Questa non è scienza. È selection bias portato all'estremo. Quando elimini dal confronto tutti i vaccinati che si sono ammalati dopo il vaccino e tutti gli infetti che non sono andati dal medico, il risultato è predeterminato. Non è un'analisi — è una campagna di marketing con il marchio di una rivista scientifica.

E la domanda di Levi è la domanda giusta: Vaccine è una rivista scientifica o un'operazione di propaganda? Perché se i revisori di una rivista scientifica non si accorgono che il 93% di un campione di 4 milioni di persone risulta non infettato in 5 anni di pandemia, allora non stanno revisionando — stanno timbrando.

La miocardite post-vaccino mRNA nei giovani maschi è un segnale reale, documentato da decine di studi su Nature, JAMA Cardiology, BMJ. Non è un'invenzione dei no-vax. È farmacovigilanza. Ma ogni volta che uno studio cerca di minimizzare il problema, lo fa con trucchi statistici come questo — campioni truccati, comparazioni scorrette, finestre temporali manipolate. E ogni volta viene pubblicato su una rivista "scientificamente" e presentato dai media come prova definitiva che il vaccino è sicuro.

I fatti sono questi. Lo studio è metodologicamente truccato. Il campione è impossibile. La conclusione è predeterminata. E il professor Levi dal MIT lo ha spiegato in un tweet.

📄 Fonte: Retsef Levi (@RetsefL), MIT, 30/08/2026 — https://x.com/RetsefL/status/2093856186516803938 📄 Fonte: Studio originale — Vaccine (Elsevier), 2026 — "Cardiac outcomes following SARS-CoV-2 infection versus BNT162b2 vaccination in adolescents and young adults: a cohort study of 4 million individuals" 📄 Fonte: Politico, 14/12/2025 — Retsef Levi, ACIP vaccine adviser 📄 Fonte: Boston Globe, 21/10/2025 — "MIT professor at center of RFK Jr. vaccine policy"

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#Miocardite #mRNA #Vaccini #RetsefLevi #MIT #Scienza #PharmaceuticalPropaganda #EvolutaMente
🤬4🤯1💩1
Forwarded from Evolutamente.it
🔴 RIFIUTATO SENZA NESSUNA REVISIONE. IL MOTIVO? L'ARGOMENTO "NON INTERESSA I LETTORI". Sì, l'argomento è: i danni prolungati da vaccino.

Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.

Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:

1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.

La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.

Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.

I dettagli che rendono la cosa indecente:

— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.

La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".

Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.

E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.

Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.

📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)

Seguiteci sul nostro canale Telegram: https://t.me/evolutamente

#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
🔥4💩2👍1