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🔴#SPERANZA USA LA DIGOS CONTRO I DANNEGGIATI+++
⚠️ECCO IL VIDEO CHE MI HA MANDATO GIUSEPPE SANACORE, COME TANTI DANNEGGIATO, UMILIATO E ABBANDONATO

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Riunione del CTS.
Giorgio Palù non si accorge di avere il microfono aperto. E dice al telefono”: “NON CAPISCO PERCHÉ IL MINISTERO DELLA SALUTE FACCIA PRESSIONI PER SOMMINISTRARE ASTRAZENECA E JOHNSON NELLE DONNE SOTTO I 60ANNI. È PERICOLOSO”.
Locatelli è imbarazzato e chiede a Palù di scollegarsi.
E’ L’ 11 GIUGNO 2021. CAMILLA CANEPA ERA MORTA IL GIORNO PRIMA.
#Speranza #Vaccini #CamillaCanepa #Astrazeneca
🇮🇹 𝐍𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐋𝐢𝐧𝐞𝐚𝐬𝐞𝐫𝐚 | 𝐂𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 Seguici anche su Telegram https://t.me/notizieoggilineaseraufficiale
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🧠 SPERANZA ALLA FESTA DELL'UNITÀ: PARLA DI SPESA, MA LA PAROLA "PREVENZIONE" NON LA NOMINA NEANCHE PER SBAGLIO

Roberto Speranza, ex ministro della Salute, ospite alla Festa dell'Unità di Terni. Tema dell'edizione 2026: la salute. Lui rilancia: "più spesa sanitaria", "la salute è un diritto fondamentale", sanità pubblica, finanziamento, territorio.

Ascoltate l'intervento. Cercate la parola prevenzione. Non c'è. Non la pronuncia. Non la pensa. Non la concepisce.

Per la classe politica che gestisce la sanità italiana, la salute inizia quando ti ammali. Prima no. La salute è un budget da distribuire quando il danno è fatto — farmaci, ospedali, rimborsi, liste d'attesa. La prevenzione vera — quella che costa zero e vale tutto — non esiste nel loro vocabolario.

Prevenzione significa: luce solare, movimento, alimentazione reale, sonno qualitativo, riduzione dello stress, vita all'aperto. Non costa niente allo Stato. Non genera appalti. Non crea commissioni. Non arricchisce nessuno. E quindi non interessa a nessuno.

Speranza parla di spesa sanitaria ma non si chiede mai perché la gente si ammala. Si preoccupa di come pagarla, la malattia — non di come evitarla. È la differenza tra un medico e un ragioniere.

E la domanda sorge spontanea ed è quella che mi fanno tutti i giorni: scusi, ma lei è medico?

No. Non lo è. E si vede.

La Festa dell'Unità è l'unico posto in Italia dove Speranza può ancora parlare senza essere fischiato. Provate a portarlo in una piazza qualsiasi, davanti a genitori che hanno visto i figli danneggiati dalle sue scelte durante la pandemia — lì la voce non gli arriva alla fine della frase.

Ma la cosa più grave non è Speranza. È il sistema che rappresenta: un sistema che spende miliardi per curare ciò che non ha prevenuto, e chiama "diritto" quello che dovrebbe essere "ultima spiaggia". Il diritto vero sarebbe non ammalarsi. Il diritto vero sarebbe crescere una generazione che non ha bisogno di farmaci a 40 anni. Ma per quello ci vorrebbe qualcuno che dica la parola proibita: prevenzione.

E Speranza quella parola non la dice. Perché la prevenzione non ha budget. Non ha appalti. Non ha lobby. Non ha festa dell'Unità.

Poi si incazzano se gli dici che sono finanziati da BIG PHARMA.

FONTE: https://www.facebook.com/share/v/1ByFUDTnMp/

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#Speranza #FestaDellUnità #Prevenzione #SpesaSanitaria #SanitàPubblica #Salute #EvolutaMente
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⚖️ IL BUSINESS DELL'INSULTO: CHI VI HA CHIUSI IN CASA ORA VUOLE I SOLDI DI CHI HA INSULTATO.

Un'inchiesta di Maddalena Loy su La Verità (28/9/2026) racconta un capitolo che merita attenzione: il recupero crediti delle stelle del Covid. Il quadro, stando a quanto documentato dall'inchiesta, è questo:

▪️ Matteo Bassetti, per via della Talento Company, avrebbe messo in piedi un sistema di richieste di danaro a cifre piene (si parla di richieste da 12.000 e 15.000 euro) verso cittadini che sui social lo hanno insultato.

▪️ Roberto Burioni è assistito da un avvocato di grido, specializzato in cause di diffamazione: anche per lui, stando all'inchiesta, le richieste di risarcimento girano.

▪️ Roberto Speranza, l'ex ministro che ha firmato i provvedimenti che ci hanno tenuti chiusi in casa, avrebbe già incassato 284.361 euro da persone condannate per averlo offeso. La Cassazione, su di lui, ha scritto che ha subito "una lesione dell'onore e della reputazione" degna di questo risarcimento.

Adesso tiriamo il fiato e facciamo il ragionamento da ingegnere, che è un ragionamento di asimmetrie.

Per due anni, queste persone hanno avuto il comando della vita di 60 milioni di persone: hanno deciso quando uscire, chi vedere, dove lavorare, se un nonno poteva abbracciare i nipoti. Chi dissentiva veniva appellato "negazionista", "cretino", "no vax": insulti somministrati in televisione, sui giornali, sui social, con l'immunità perfetta del "parere scientifico". Di tutto quello che loro hanno detto e fatto in quegli anni, nessuno risponde davanti a nessun giudice: la responsabilità politica delle proprie scelte non si quantifica in euro, finisce quando non muore nel buio delle commissioni parlamentari.

I cittadini che hanno risposto a quegli insulti con altri insulti, invece, pagano. PEC dell'avvocato, richiesta di transazione, cifra a cinque cifre, condanna. L'onore del ministro vale 284.361 euro. L'onore del cittadino che ha subito lockdown, DPCM, divieti e umiliazioni collettive vale zero, perché per quello non c'è tribunale: c'è solo il ricordo.

Nessuno qui legittima la diffamazione vera: insulti, minacce e oscenità sono reati, e la legge che li punisce è giusta che esista. Il punto è l'asimmetria, ed è un punto tecnico, non politico: quando chi ha comandato e insultato in prima linea recupera dai singoli cittadini il costo degli insulti di ritorno, senza rispondere di nulla di ciò che ha comandato, la bilancia puzza. Non è più la tutela dell'onore: è un modello di business a doppio binario, dove la libertà di parola è un privilegio della platea televisiva e un rischio a cartellino per chi commenta da casa.

L'inchiesta la definisce "pesca a strascico". È l'immagine giusta: si getta la rete dei ritrovamenti di citazioni e screenshot sui social, si vagliano i pesci con l'avvocato, e si incassa quello che frutta. Con una differenza da parte di chi scrive: io gli insulti li ho ricevuti per due anni da una parte del mondo scientifico e mediatico, e non ho mai spedito una PEC a nessuno. La risposta alle idee sbagliate sono le idee giuste e le fonti: è l'unica linea che tiene in piedi un mestiere.

Ai lettori il giudizio, come sempre.

📄 Fonte: Maddalena Loy, "La Verità", 28 settembre 2026: [LINK LA VERITÀ]

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#Speranza #Bassetti #Burioni #Covid #LibertàDiParola #Diffamazione #Diritti
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⚖️ IL BUSINESS DELL'INSULTO: CHI VI HA CHIUSI IN CASA ORA VUOLE I SOLDI DI CHI HA INSULTATO.

Un'inchiesta di Maddalena Loy su La Verità (28/9/2026) racconta un capitolo che merita attenzione: il recupero crediti delle stelle del Covid. Il quadro, stando a quanto documentato dall'inchiesta, è questo:

▪️ Matteo Bassetti, per via della Talento Company, avrebbe messo in piedi un sistema di richieste di danaro a cifre piene (si parla di richieste da 12.000 e 15.000 euro) verso cittadini che sui social lo hanno insultato.

▪️ Roberto Burioni è assistito da un avvocato di grido, specializzato in cause di diffamazione: anche per lui, stando all'inchiesta, le richieste di risarcimento girano.

▪️ Roberto Speranza, l'ex ministro che ha firmato i provvedimenti che ci hanno tenuti chiusi in casa, avrebbe già incassato 284.361 euro da persone condannate per averlo offeso. La Cassazione, su di lui, ha scritto che ha subito "una lesione dell'onore e della reputazione" degna di questo risarcimento.

Adesso tiriamo il fiato e facciamo il ragionamento da ingegnere, che è un ragionamento di asimmetrie.

Per due anni, queste persone hanno avuto il comando della vita di 60 milioni di persone: hanno deciso quando uscire, chi vedere, dove lavorare, se un nonno poteva abbracciare i nipoti. Chi dissentiva veniva appellato "negazionista", "cretino", "no vax": insulti somministrati in televisione, sui giornali, sui social, con l'immunità perfetta del "parere scientifico". Di tutto quello che loro hanno detto e fatto in quegli anni, nessuno risponde davanti a nessun giudice: la responsabilità politica delle proprie scelte non si quantifica in euro, finisce quando non muore nel buio delle commissioni parlamentari.

I cittadini che hanno risposto a quegli insulti con altri insulti, invece, pagano. PEC dell'avvocato, richiesta di transazione, cifra a cinque cifre, condanna. L'onore del ministro vale 284.361 euro. L'onore del cittadino che ha subito lockdown, DPCM, divieti e umiliazioni collettive vale zero, perché per quello non c'è tribunale: c'è solo il ricordo.

Nessuno qui legittima la diffamazione vera: insulti, minacce e oscenità sono reati, e la legge che li punisce è giusta che esista. Il punto è l'asimmetria, ed è un punto tecnico, non politico: quando chi ha comandato e insultato in prima linea recupera dai singoli cittadini il costo degli insulti di ritorno, senza rispondere di nulla di ciò che ha comandato, la bilancia puzza. Non è più la tutela dell'onore: è un modello di business a doppio binario, dove la libertà di parola è un privilegio della platea televisiva e un rischio a cartellino per chi commenta da casa.

L'inchiesta la definisce "pesca a strascico". È l'immagine giusta: si getta la rete dei ritrovamenti di citazioni e screenshot sui social, si vagliano i pesci con l'avvocato, e si incassa quello che frutta. Con una differenza da parte di chi scrive: io gli insulti li ho ricevuti per due anni da una parte del mondo scientifico e mediatico, e non ho mai spedito una PEC a nessuno. La risposta alle idee sbagliate sono le idee giuste e le fonti: è l'unica linea che tiene in piedi un mestiere.

Ai lettori il giudizio, come sempre.

📄 Fonte: Maddalena Loy, "La Verità", 28 settembre 2026: [LINK LA VERITÀ]

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