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18a AZK – Dr. Astrid Stuckelberger: L'OMS, l'ONU e il loro piano di un colpo di stato globale contro le nostre libertà

www.kla.tv/25687
Testo: www.kla.tv/25687/pdf
Trasmissione del 08.04.2023

Alla 18a conferenza della Coalizione Anti Censura AZK Astrid Stuckelberger svuota il sacco in qualità di formatrice di ministri della sanità e parla del meccanismo per minare e far crollare ogni costituzione nazionale. Svela da dietro le quinte il colpo di stato pianificato da OMS e ONU, sospinti da quello che una volta si chiamava Istituto Bill & Melinda Gates per la riduzione della popolazione.

#Coronavirus #Whistleblower #Vaccinazioni #AZK #BillGates #TestPCR #OMS #GAVI #ONU

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Forwarded from CORVELVA
IL PREZZO DELLA VERITÀ: UN MEDICO BRITANNICO STA LOTTANDO CONTRO LA RADIAZIONE DOPO AVER ROTTO IL SILENZIO SUL COVID

Mentre le istituzioni tentano di chiudere definitivamente il capitolo della gestione pandemica, la scure della censura continua a colpire chi, in nome dell'etica medica, ha osato sollevare dubbi. Il caso emblematico riportato dal Telegraph ci ricorda che la caccia alle streghe non è mai finita.

Il confine tra "scienza" e "dogma" si fa sempre più sottile, e chi prova a varcarlo rischia la fine della propria carriera. È quanto sta accadendo nel Regno Unito, dove un medico sta combattendo l'ultima, estenuante battaglia legale per mantenere la propria licenza professionale. La sua colpa? Essere un whistleblower, ovvero aver segnalato anomalie, criticità e rischi legati alla gestione dell'emergenza Covid-19 e, presumibilmente, alla campagna vaccinale.

LA CENSURA COME STRUMENTO DI CONTROLLO PROFESSIONALE
Il caso, approdato sulle pagine del Telegraph, mette a nudo un sistema che non accetta il dissenso. Sebbene il diritto alla libertà di espressione e il dovere del medico di agire secondo scienza e coscienza siano pilastri della democrazia, la realtà post-2020 ci consegna un quadro ben diverso.

Gli organismi di controllo (come il GMC britannico o i nostri Ordini dei Medici) sembrano essersi trasformati in tribunali inquisitori, pronti a radiare chiunque metta in discussione i protocolli ministeriali o la sicurezza dei farmaci immessi in commercio con procedure d'urgenza.

IL PARADOSSO DEL "WHISTLEBLOWER"
Un medico che segnala potenziali danni da vaccino o l'inefficacia di certe misure restrittive non sta compiendo un atto di ribellione politica, ma sta adempiendo al suo giuramento di Ippocrate. Eppure, la narrazione dominante etichetta questi professionisti come "pericoli per la salute pubblica".

In questo scenario, il whistleblower diventa un bersaglio:
✔️ Isolamento professionale: i colleghi spesso si allontanano per timore di ritorsioni.
✔️ Battaglie legali infinite: costi esorbitanti e anni di tribunali per difendere il diritto di aver detto la verità.
✔️ Morte civile e professionale: la minaccia costante della revoca della licenza per privare il medico della sua sussistenza.

PERCHÉ QUESTA BATTAGLIA RIGUARDA TUTTI NOI
Come Corvelva, abbiamo sempre sostenuto che la libertà di cura passa necessariamente attraverso la libertà dei medici di poter parlare e agire senza il ricatto della radiazione. Se i medici vengono ridotti a meri esecutori di direttive politiche, la relazione medico-paziente scompare, lasciando spazio a una burocrazia sanitaria cieca e potenzialmente dannosa.

Il caso riportato dal Telegraph non è un episodio isolato, ma parte di un pattern globale. La "scienza" che ha paura delle domande non è scienza, è ideologia. E quando questa ideologia usa la forza della legge per distruggere chi solleva dubbi, siamo di fronte a una deriva autoritaria che non possiamo ignorare.

Esprimiamo la nostra massima solidarietà a tutti i medici che, in ogni parte del mondo, continuano a lottare per la verità, nonostante le persecuzioni. Senza medici liberi, non ci sono cittadini liberi.

Corvelva Staff

#Corvelva #LibertàDiScelta #MedicinaEtica #Whistleblower #Covid19 #NoCensura

https://www.telegraph.co.uk/news/2026/03/12/fighting-for-medical-licence-after-blowing-covid-whistle/?WT.mc_id=tmgoff_fb_photo_licence-after-blowing-covid-whistle/
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Forwarded from Evolutamente.it
🔴 IL WHISTLEBLOWER DELLA NUOVA ZELANDA: HA DIVULGATO DATI SUI BATCH VACCINALI, GLI HANNO PERQUISITO LA CASA E ARRESTATO.

Barry Young, 56 anni, database administrator di Te Whatu Ora (Health New Zealand), ha scaricato dal sistema dell'agenzia sanitaria i dati di vaccinazione COVID della popolazione neozelandese e li ha consegnati a pubblico dominio. Ne avevamo già parlato in questo canale.

Per questo è stato arrestato. La polizia ha perquisito la sua casa. Te Whatu Ora ha ottenuto un'ingiunzione per rimuovere i dati da internet — perché contenevano date di nascita, date di vaccinazione e date di decesso potenzialmente identificabili (NZ Herald, 12/2023).

Non è un complotto. È un fatto documentato.

Cosa aveva visto Young nei dati?

L'analisi è stata affidata a Steve Kirsch (imprenditore tech e milionario, MIT), che ha pubblicato su Substack i tassi di mortalità per batch vaccinale. Numeri che non sono mai passati in una rivista peer-reviewed e che il biostatistico Jeffrey S. Morris (University of Pennsylvania) ha criticato per metodo — i dati NZ mostrano correlazione temporale, non causalità (FactCheck.org, 15/12/2023).

Ma il punto non è Kirsch. Il punto è questo: un dipendente pubblico ha visto qualcosa nei dati che lo ha spinto a rischiare la prigione. E la risposta dello Stato non è stata "indaghiamo sui batch a più alta mortalità". La risposta è stata: arresta chi parla, rimuovi i dati, insabbia.

Questo non è un caso isolato. È un pattern globale.

Mostert et al. hanno pubblicato sul BMJ uno studio su 3 milioni di morti in eccesso in 47 paesi occidentali (2024). Nel 2026 il BMJ lo ha ritirato per "misinformation". I dati erano pubblici. Gli autori erano accademici. Il metodo era epidemiologico standard. Ma i risultati erano scomodi — quindi via.

Fauci, interrogato dal Senato USA il 29/07/2026, ha invocato il Quinto Emendamento oltre 100 volte (PBS, 31/07/2026). Il Senato lo ha accusato di oltraggio al Congresso. Non ha risposto a una sola domanda.

Il NYT ha ammesso che "forse ci hanno ingannato di proposito" sulla fuga dal laboratorio (Zeynep Tufekci, 16/03/2025). Fauci, Collins e Farrar coordinavano in segreto la strategia per bollare come complottismo chi avanzava dubiti. Il NYT lo scrive ora. Quando contava, censurava.

La sequenza è sempre la stessa:

Qualcuno porta dati scomodi → viene attaccato, censurato, arrestato, ritirato.
Passano anni.
Si scopre che aveva ragione.
Nessuno chiede scusa. Nessuno viene processato. Il sistema continua.
Barry Young si sta difendendo da solo, senza avvocato, in tribunale. Ha presentato un personal grievance contro Health NZ per ritorsione (agosto 2024), appellandosi al Protected Disclosures Act 2022. Il caso è ancora aperto.

Un database administrator di 56 anni contro lo Stato della Nuova Zelanda. Per aver divulgato dati che il suo governo non voleva mostrare.

Se i dati fossero innocui, non ci sarebbe bisogno di arrestare chi li pubblica. Se i batch fossero tutti uguali, non ci sarebbe bisogno di iniettare la loro rimozione. Se il vaccino fosse sicuro come dicono, non ci sarebbe bisogno di ritirare gli studi che dicono il contrario.

La verità non ha bisogno di censure. Le menzogne sì.

📄 Fonti: NZ Herald, 12/2023; FactCheck.org, 15/12/2023; PBS, 31/07/2026; NYT, 16/03/2025; Steve Kirsch Substack; scoop.co.nz, 08/2024.

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#BarryYoung #NuovaZelanda #VaccinoCovid #Whistleblower #MortiEccesso #Mostert #BMJ #Fauci #Censura #EvolutaMente
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Forwarded from Evolutamente.it
📝 DUE VIROLOGI DI MERK CONTRO LA LORO AZIENDA: LA CAUSA CHE PARLA DEL VACCINO PAROTITE (E CHE IL TRIBUNALE NON HA MAI SMENTITO)

Aaron Siri, l'avvocato che sta dietro le azioni legali di ICAN, ha ripreso il tema dello "spezzare" il trivalente MMR in tre vaccini separati. E ha tirato fuori la storia di una causa che merita di essere raccontata per come è andata davvero.

I fatti. Nel 2010 due ex virologi di Merck, Stephen Krahling e Joan Wlochowski, depositano una causa whistleblower (resa pubblica nel 2012). L'accusa: attorno al 2005 Merck, per ottenere l'approvazione del ProQuad (MMR + varicella) e aggiornare l'etichetta del proprio MMR, doveva riconfermare l'efficacia della componente parotite dichiarata trent'anni prima. Secondo le accuse, il 95% di efficacia non saltava fuori dai test. E allora, sempre secondo le accuse: si è provato con un ceppo attenuato invece di quello selvaggio, con diluizioni diverse, conteggi degli anticorpi più "liberali", fino ad aggiungere anticorpi animali ai campioni di sangue. Quando nemmeno questo bastava, i risultati sarebbero stati semplicemente falsificati, con fogli distrutti e documenti ritoccati, con l'avallo della dirigenza.

Ora la parte che i titoli non raccontano. Nessun tribunale ha mai stabilito che queste accuse fossero false. Nel 2024 la Third Circuit ha confermato l'archiviazione della causa, ma sul criterio della "materialità": anche ammettendo che le dichiarazioni fossero inesatte, ha ritenuto che non fossero determinanti per le decisioni d'acquisto del CDC. Che è un modo elegante di dire: l'esito non dipendeva dalla veridicità dei numeri. Nel 2025 la Corte Suprema ha rifiutato di riaprire il contenzioso antitrust collegato.

Perché tutto questo importa? Perché il punto non è "il vaccino non funziona". È che la fiducia pubblica si costruisce sulla trasparenza dei dati. E intanto i fatti parlano: come ricorda Siri, i CDC documentano regolarmente focolai di parotite in popolazioni con copertura vaccinale altissima, incluso un focolaio universitario con copertura a due dosi superiore al 99%. La spiegazione ufficiale è l'indebolimento dell'immunità nel tempo. Una spiegazione ragionevole. Ma quando la misura dell'efficacia iniziale è oggetto di accuse del genere, mai processate nel merito, la domanda "quanto dura davvero la protezione dichiarata?" diventa legittima. Non complottista. Legittima.

Io ho un solo metro, da ingegnere: o un dato è verificabile, o è una promessa. E le promesse, in medicina, non si pagano 95.

📄 Fonti: causa Krahling & Wlochowski v. Merck (qui tam, depositata 2010, pubblica dal 2012), paragrafi citati nel post di A. Siri su X, 23/09/2026; Third Circuit, Krahling v. Merck, 06/08/2024 (archiviazione per non materialità); Reuters, 07/10/2024. Focolai: dati CDC MMWR citati nel post di Siri.

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#Parotite #MMR #Merck #Whistleblower #Trasparenza
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