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🔴 PER DECENNI I MEDICI L'HANNO LAVATA VIA. ERA IL PRIMO SISTEMA IMMUNITARIO DEL NEONATO.
La vernice caseosa — vernix caseosa — è quella patina bianca che ricopre la pelle del neonato. Per decenni, i reparti ostetrici l'hanno grattata via entro pochi minuti dal parto. Il motivo? Estetico. Sembrava sporco.
Non era sporco. Era un sistema biologico completo.
Le ghiandole sebacee fetali iniziano a produrla intorno alla 20ª settimana. È composta da 80% acqua, 10% lipidi, 10% proteine. La sua prima funzione è impermeabilizzare: il feto passa mesi immerso in liquido amniotico e senza vernix la pelle si macererebbe. Al momento del parto cambia funzione: regola la temperatura in un corpo che non sa ancora termoregolarsi, lubrifica il passaggio nel canale del parto, e — qui diventa straordinario — contiene proteine antimicrobiche come LL-37 e psoriasina, attive contro batteri tra cui lo streptococco di gruppo B e l'E. coli.
Ma c'è di più. Il feto la deglutisce continuamente man mano che si stacca nel liquido amniotico. Alcuni ricercatori ipotizzano che questa ingesta precoce contribuisca a preparare il microbioma intestinale prima della nascita.
Il WHO raccomanda ora di ritardare il primo bagnetto di 24 ore (minimo 6). Uno studio pilota in Libano ha riportato meno ipotermia e meno pianto con il ritardo di 24 ore (WHO, expert consensus; systematic review: nessun RCT definitivo su neonati sani, ma le evidenze fisiologiche sono schiaccianti).
Due dettagli che la rendono ancora più affascinante: i neonati pretermine ne producono di più, e quelli nati oltre le 42 settimane spesso non ne hanno affatto — l'hanno già riassorbita.
Una sostanza che il corpo impiega tre mesi a fabbricare, applicata su ogni centimetro quadrato di pelle, dotata di funzioni antimicrobiche e di preparazione del microbioma intestinale. Rimossa per decenni perché qualcuno in sala parto pensava che fosse brutta da vedere.
La medicina ha questa abitudine: quando non capisce qualcosa, la lava via e la sostituisce con goccioline e siringhe.
📄 Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9305534/ 📄 Anish Moonka, X, 27/08/2026: https://x.com/anishmoonka/status/2092952778297512441
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#VernixCaseosa #Neonatologia #Microbioma #SistemaImmunitario #WHO #EvolutaMente
La vernice caseosa — vernix caseosa — è quella patina bianca che ricopre la pelle del neonato. Per decenni, i reparti ostetrici l'hanno grattata via entro pochi minuti dal parto. Il motivo? Estetico. Sembrava sporco.
Non era sporco. Era un sistema biologico completo.
Le ghiandole sebacee fetali iniziano a produrla intorno alla 20ª settimana. È composta da 80% acqua, 10% lipidi, 10% proteine. La sua prima funzione è impermeabilizzare: il feto passa mesi immerso in liquido amniotico e senza vernix la pelle si macererebbe. Al momento del parto cambia funzione: regola la temperatura in un corpo che non sa ancora termoregolarsi, lubrifica il passaggio nel canale del parto, e — qui diventa straordinario — contiene proteine antimicrobiche come LL-37 e psoriasina, attive contro batteri tra cui lo streptococco di gruppo B e l'E. coli.
Ma c'è di più. Il feto la deglutisce continuamente man mano che si stacca nel liquido amniotico. Alcuni ricercatori ipotizzano che questa ingesta precoce contribuisca a preparare il microbioma intestinale prima della nascita.
Il WHO raccomanda ora di ritardare il primo bagnetto di 24 ore (minimo 6). Uno studio pilota in Libano ha riportato meno ipotermia e meno pianto con il ritardo di 24 ore (WHO, expert consensus; systematic review: nessun RCT definitivo su neonati sani, ma le evidenze fisiologiche sono schiaccianti).
Due dettagli che la rendono ancora più affascinante: i neonati pretermine ne producono di più, e quelli nati oltre le 42 settimane spesso non ne hanno affatto — l'hanno già riassorbita.
Una sostanza che il corpo impiega tre mesi a fabbricare, applicata su ogni centimetro quadrato di pelle, dotata di funzioni antimicrobiche e di preparazione del microbioma intestinale. Rimossa per decenni perché qualcuno in sala parto pensava che fosse brutta da vedere.
La medicina ha questa abitudine: quando non capisce qualcosa, la lava via e la sostituisce con goccioline e siringhe.
📄 Fonte: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9305534/ 📄 Anish Moonka, X, 27/08/2026: https://x.com/anishmoonka/status/2092952778297512441
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PubMed Central (PMC)
Creating careful circularities: Community composting in New York City
While matters of food waste and soil have become vital research arenas, compost remains the Cinderella of human geographical enquiry. In response, this paper brings compost to the centre of debates at the intersection of diverse economies and ...
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🔴 CEUTA: I CITTADINI CACCANO LA CROCE ROSSA. PER LA PRIMA VOLTA, IL POPOLO DICE BASTA A CHI NUTRE L'INVASIONE.
Non era mai successo. I cittadini di Ceuta — un'enclave spagnola di 85.000 abitanti nella punta nord del Marocco — hanno bloccato fisicamente i mezzi della Croce Rossa, impedendo la distribuzione di vivande e generi di prima necessità ai migranti. Un centinaio di persone ha tagliato la strada ai camion della Cruz Roja Española sulla spiaggia del Trampolín, intimando agli operatori di andarsene (Euronews, 27/08/2026; El País, 27/08/2026; RTVE, 27/08/2026).
Non si fermano lì. Un gruppo di residenti ha sfondato il cordone di polizia e dato fuoco ai campamenti improvvisati dei migranti sulla spiaggia di Benítez (Cadena SER, 27/08/2026; Hungarian Conservative, 28/08/2026). La polizia ha caricato. Dodici persone sono state arrestate (Yahoo News, 27/08/2026).
Il contesto è chiaro.
Tra il 30 e il 31 luglio 2026, oltre 70.000 migranti hanno attraversato il confine dal Marocco a Ceuta in poche ore — a nuoto o a piedi — nella più grande breccia migratoria della storia spagnola (Euronews, 03/08/2026; Reuters, 31/07/2026). Almeno 100 persone sono morte durante l'attraversamento (Al Jazeera, 06/08/2026). Ceuta ha 85.000 abitanti: in 48 ore la popolazione è quasi raddoppiata. I negozi di alimentari hanno chiuso. L'acqua è diventata scarsa.
La maggior parte — oltre 70.000 — è rientrata in Marocco nei giorni successivi. Ma circa 5.000 sono rimasti, accampati sulle spiagge, nutriti dalla Croce Rossa (Al Jazeera, 06/08/2026).
E qui la domanda diventa scomoda.
La Croce Rossa è un'organizzazione umanitaria. Il suo mandato è assistere chi soffre. Ma a Ceuta sta facendo qualcosa di più: sta rendendo sopportabile l'insostenibile. Distribuendo cibo, acqua e generi sui lungomari, diventa il nastro trasportatore logistico che trasforma un'invasione disperata in una situazione gestibile e permanente.
Senza la Croce Rossa, i migranti non mangerebbero. Senza cibo, non resterebbero. La Croce Rossa non sta salvando vite temporaneamente: sta creando le condizioni perché migliaia di persone rimangano in un territorio che non ha le risorse per accoglierle.
I cittadini di Ceuta hanno capito quello che in Europa nessuno vuole dire: la carità istituzionalizzata è il lubrificante dell'invasione. Quando lo Stato fallisce nel difendere il confine, e le ONG si sostituiscono allo Stato nel fornire logistica a chi è entrato illegalmente, il risultato non è umanitarismo. È colonizzazione assistita.
Nessuno vuole che la gente muoia di fame. Ma nessuno vuole nemmeno che la propria città venga trasformata in un campo profughi permanente mentre le ONG fanno la parte degli angioletti e i cittadini vivono il collasso dei servizi essenziali.
Quello che sta succedendo a Ceuta non è un episodio locale. È il modello.
L'Europa sta importando il problema: confini aperti, NGO che operano come servizi sociali per chi entra illegalmente, cittadini che subiscono e non vengono consultati. Quando la tolleranza collassa — e collassa sempre, perché nessuna comunità può assorbire un raddoppio della popolazione in 48 ore — la reazione non è ordinata. È quella di Ceuta: fuoco sui campamenti, blocchi sui mezzi, scontro con la polizia.
Non è un caso che la stessa Croce Rossa sia finita nel mirino. Quando un'organizzazione umanitaria diventa il braccio operativo di una politica migratoria che i cittadini non hanno mai votato, perde la sua aureola e diventa quello che è: un fornitore di servizi per chi viola il confine.
La domanda non è se i cittadini di Ceuta abbiano ragione o torto. La domanda è: quanto tempo prima che la stessa scena si ripeta altrove?
📄 Fonti: Euronews, 27/08/2026; El País, 27/08/2026; RTVE, 27/08/2026; Cadena SER, 27/08/2026; Reuters, 31/07/2026; Al Jazeera, 06/08/2026; Hungarian Conservative, 28/08/2026.
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#Ceuta #CroceRossa #Migranti #Confini #Spagna #NGO #EvolutaMente
Non era mai successo. I cittadini di Ceuta — un'enclave spagnola di 85.000 abitanti nella punta nord del Marocco — hanno bloccato fisicamente i mezzi della Croce Rossa, impedendo la distribuzione di vivande e generi di prima necessità ai migranti. Un centinaio di persone ha tagliato la strada ai camion della Cruz Roja Española sulla spiaggia del Trampolín, intimando agli operatori di andarsene (Euronews, 27/08/2026; El País, 27/08/2026; RTVE, 27/08/2026).
Non si fermano lì. Un gruppo di residenti ha sfondato il cordone di polizia e dato fuoco ai campamenti improvvisati dei migranti sulla spiaggia di Benítez (Cadena SER, 27/08/2026; Hungarian Conservative, 28/08/2026). La polizia ha caricato. Dodici persone sono state arrestate (Yahoo News, 27/08/2026).
Il contesto è chiaro.
Tra il 30 e il 31 luglio 2026, oltre 70.000 migranti hanno attraversato il confine dal Marocco a Ceuta in poche ore — a nuoto o a piedi — nella più grande breccia migratoria della storia spagnola (Euronews, 03/08/2026; Reuters, 31/07/2026). Almeno 100 persone sono morte durante l'attraversamento (Al Jazeera, 06/08/2026). Ceuta ha 85.000 abitanti: in 48 ore la popolazione è quasi raddoppiata. I negozi di alimentari hanno chiuso. L'acqua è diventata scarsa.
La maggior parte — oltre 70.000 — è rientrata in Marocco nei giorni successivi. Ma circa 5.000 sono rimasti, accampati sulle spiagge, nutriti dalla Croce Rossa (Al Jazeera, 06/08/2026).
E qui la domanda diventa scomoda.
La Croce Rossa è un'organizzazione umanitaria. Il suo mandato è assistere chi soffre. Ma a Ceuta sta facendo qualcosa di più: sta rendendo sopportabile l'insostenibile. Distribuendo cibo, acqua e generi sui lungomari, diventa il nastro trasportatore logistico che trasforma un'invasione disperata in una situazione gestibile e permanente.
Senza la Croce Rossa, i migranti non mangerebbero. Senza cibo, non resterebbero. La Croce Rossa non sta salvando vite temporaneamente: sta creando le condizioni perché migliaia di persone rimangano in un territorio che non ha le risorse per accoglierle.
I cittadini di Ceuta hanno capito quello che in Europa nessuno vuole dire: la carità istituzionalizzata è il lubrificante dell'invasione. Quando lo Stato fallisce nel difendere il confine, e le ONG si sostituiscono allo Stato nel fornire logistica a chi è entrato illegalmente, il risultato non è umanitarismo. È colonizzazione assistita.
Nessuno vuole che la gente muoia di fame. Ma nessuno vuole nemmeno che la propria città venga trasformata in un campo profughi permanente mentre le ONG fanno la parte degli angioletti e i cittadini vivono il collasso dei servizi essenziali.
Quello che sta succedendo a Ceuta non è un episodio locale. È il modello.
L'Europa sta importando il problema: confini aperti, NGO che operano come servizi sociali per chi entra illegalmente, cittadini che subiscono e non vengono consultati. Quando la tolleranza collassa — e collassa sempre, perché nessuna comunità può assorbire un raddoppio della popolazione in 48 ore — la reazione non è ordinata. È quella di Ceuta: fuoco sui campamenti, blocchi sui mezzi, scontro con la polizia.
Non è un caso che la stessa Croce Rossa sia finita nel mirino. Quando un'organizzazione umanitaria diventa il braccio operativo di una politica migratoria che i cittadini non hanno mai votato, perde la sua aureola e diventa quello che è: un fornitore di servizi per chi viola il confine.
La domanda non è se i cittadini di Ceuta abbiano ragione o torto. La domanda è: quanto tempo prima che la stessa scena si ripeta altrove?
📄 Fonti: Euronews, 27/08/2026; El País, 27/08/2026; RTVE, 27/08/2026; Cadena SER, 27/08/2026; Reuters, 31/07/2026; Al Jazeera, 06/08/2026; Hungarian Conservative, 28/08/2026.
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🔬 DIFTERITE A PALERMO: L'IPOTESI CHE NESSUNO OSA CITARE MA CHE CIRCOLA SUI SOCIAL... NEANCHE SU PROFILI COSI' COMPLOTTISTI...
Mentre l'ISS conferma la positività al batterio della difterite nei campioni della piccola Anna Rosa Bartolotto, 4 anni, deceduta all'Ospedale dei Bambini di Palermo, e mentre i media italiani costruiscono la narrazione "colpa dei genitori no-vax", si fa strada un'ipotesi inquietante che circola sui social.
I fatti accertati prima dell'ipotesi:
L'antitossina difterica (DAT) — l'unico farmaco che neutralizza la tossina circolante della difterite — non è disponibile in Italia. L'ISS lo conferma sul proprio portale EpiCentro: "La mancanza – o l'accesso limitato – all'antitossina difterica (DAT) in molti Paesi europei, inclusa l'Italia. La mancanza della DAT mette a serio rischio la salute dei pazienti che hanno contratto l'infezione". L'OMS mantiene scorte ridottissime a livello globale. Univadis conferma: "La sua disponibilità globale resta inaffidabile".
PERO' SPENDERE MILIARDI E MILIARDI PER I VACCINI COVID... VA BENISSIMO. UN FARMACO SALVAVITA? NO.
Il vaccino singolo antidifterico non esiste. È sempre in combinazione (DTaP: difterite-tetano-pertussi), con alluminio come adiuvante.
La causa di morte riportata è scompenso multiorgano — non "difterite" in senso diretto. Il referto autoptico definitivo arriverà tra due mesi.
La madre ha denunciato negligenza medica: la bambina era stata portata più volte in ospedale e il quadro era stato sottovalutato. 8 medici sono indagati dalla Procura.
L'ipotesi:
Secondo autorevoli scienziati esperti di vaccinazioni, una volta saputo che la bambina aveva la difterite e non era vaccinata, i medici dell'ospedale di Palermo POTREBBERO aver deciso di vaccinarla — come hanno fatto con i 10 familiari positivi come contatti — pensando di fermare la diffusione del batterio. In assenza di antitossina (irreperibile), un medico che segue il dogma "il vaccino salva la vita" potrebbe teoricamente aver preso questa decisione.
Se così fosse, le conseguenze potrebbero essere state devastanti. La vaccinazione durante un'infezione attiva da difterite non è protocollo standard — il vaccino è profilattico, non terapeutico. L'inoculazione del DTaP (con adiuvante in alluminio) su una bambina già in fase acuta di malattia, con il sistema immunitario già impegnato contro la tossina difterica, potrebbe aver scatenato una reazione avversa grave — ADE (Enhanced Disease) o DIC (Coagulazione Intravasale Disseminata).
La DIC, tra l'altro, può essere anche una complicanza della difterite stessa in fase avanzata — rendendo difficile distinguere la causa reale del decesso senza referto autoptico dettagliato.
Non possiamo saperlo con certezza. Forse non lo sapremo mai. Ma la matrice del rischio è lì, sotto gli occhi di chi vuole vedere: un sistema sanitario che non ha l'antitossina, che non può isolare il vaccino singolo, e dove alcuni medici credono ancora che il vaccino sia un farmaco salvavita da usare in qualsiasi fase — anche su una bambina morente.
È un'ipotesi. Non una certezza. Ma se fosse verificata, vorrebbe dire che non è stata la difterite a uccidere Anna Rosa. È stato il dogma.
📄 Fonte: ISS EpiCentro — carenza antitossina difterica (DAT) in Europa, inclusa Italia — https://www.epicentro.iss.it/difterite/spagna2015 📄 Fonte: Univadis, 2026 — "La disponibilità globale della DAT resta inaffidabile" 📄 Fonte: Rai News, 21/08/2026 — madre denuncia "medici incompetenti" 📄 Fonte: PalermoToday, 26/08/2026 — autopsia conferma infezione, referto definitivo tra 2 mesi 📄 Fonte: Protocollo X (@VinzDeCarlo1), X, 29/08/2026 — ipotesi vaccinazione post-esposizione
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#Difterite #Palermo #AntitossinaDifterica #DAT #Vaccini #SicurezzaFarmaci #EvolutaMente
Mentre l'ISS conferma la positività al batterio della difterite nei campioni della piccola Anna Rosa Bartolotto, 4 anni, deceduta all'Ospedale dei Bambini di Palermo, e mentre i media italiani costruiscono la narrazione "colpa dei genitori no-vax", si fa strada un'ipotesi inquietante che circola sui social.
I fatti accertati prima dell'ipotesi:
L'antitossina difterica (DAT) — l'unico farmaco che neutralizza la tossina circolante della difterite — non è disponibile in Italia. L'ISS lo conferma sul proprio portale EpiCentro: "La mancanza – o l'accesso limitato – all'antitossina difterica (DAT) in molti Paesi europei, inclusa l'Italia. La mancanza della DAT mette a serio rischio la salute dei pazienti che hanno contratto l'infezione". L'OMS mantiene scorte ridottissime a livello globale. Univadis conferma: "La sua disponibilità globale resta inaffidabile".
PERO' SPENDERE MILIARDI E MILIARDI PER I VACCINI COVID... VA BENISSIMO. UN FARMACO SALVAVITA? NO.
Il vaccino singolo antidifterico non esiste. È sempre in combinazione (DTaP: difterite-tetano-pertussi), con alluminio come adiuvante.
La causa di morte riportata è scompenso multiorgano — non "difterite" in senso diretto. Il referto autoptico definitivo arriverà tra due mesi.
La madre ha denunciato negligenza medica: la bambina era stata portata più volte in ospedale e il quadro era stato sottovalutato. 8 medici sono indagati dalla Procura.
L'ipotesi:
Secondo autorevoli scienziati esperti di vaccinazioni, una volta saputo che la bambina aveva la difterite e non era vaccinata, i medici dell'ospedale di Palermo POTREBBERO aver deciso di vaccinarla — come hanno fatto con i 10 familiari positivi come contatti — pensando di fermare la diffusione del batterio. In assenza di antitossina (irreperibile), un medico che segue il dogma "il vaccino salva la vita" potrebbe teoricamente aver preso questa decisione.
Se così fosse, le conseguenze potrebbero essere state devastanti. La vaccinazione durante un'infezione attiva da difterite non è protocollo standard — il vaccino è profilattico, non terapeutico. L'inoculazione del DTaP (con adiuvante in alluminio) su una bambina già in fase acuta di malattia, con il sistema immunitario già impegnato contro la tossina difterica, potrebbe aver scatenato una reazione avversa grave — ADE (Enhanced Disease) o DIC (Coagulazione Intravasale Disseminata).
La DIC, tra l'altro, può essere anche una complicanza della difterite stessa in fase avanzata — rendendo difficile distinguere la causa reale del decesso senza referto autoptico dettagliato.
Non possiamo saperlo con certezza. Forse non lo sapremo mai. Ma la matrice del rischio è lì, sotto gli occhi di chi vuole vedere: un sistema sanitario che non ha l'antitossina, che non può isolare il vaccino singolo, e dove alcuni medici credono ancora che il vaccino sia un farmaco salvavita da usare in qualsiasi fase — anche su una bambina morente.
È un'ipotesi. Non una certezza. Ma se fosse verificata, vorrebbe dire che non è stata la difterite a uccidere Anna Rosa. È stato il dogma.
📄 Fonte: ISS EpiCentro — carenza antitossina difterica (DAT) in Europa, inclusa Italia — https://www.epicentro.iss.it/difterite/spagna2015 📄 Fonte: Univadis, 2026 — "La disponibilità globale della DAT resta inaffidabile" 📄 Fonte: Rai News, 21/08/2026 — madre denuncia "medici incompetenti" 📄 Fonte: PalermoToday, 26/08/2026 — autopsia conferma infezione, referto definitivo tra 2 mesi 📄 Fonte: Protocollo X (@VinzDeCarlo1), X, 29/08/2026 — ipotesi vaccinazione post-esposizione
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Difterite in Spagna: il caso evidenzia la carenza dell’antitossina difterica DAT in Europa
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🪞 BASSETTI ATTACCA BELPIETRO SUI FONDI PUBBLICI ALL'EDITORIA. LA PAGLIUZZA E LA TRAVE.
Matteo Bassetti pubblica un post contro Maurizio Belpietro: gli rinfaccia il calo delle copie de La Verità (-27,5% in due anni) e gli 827.000 euro di contributi pubblici straordinari all'editoria ricevuti nonostante il crollo delle vendite.
Numeri veri, li lascio dove sono. Ma la crisi dell'editoria è trasversale, professore. Non è un problema solo de La Verità — è un problema di tutto un settore che sopravvive a suon di sostegni pubblici altrimenti chiuderebbe come tutte le aziende "normali", mentre realtà indipendenti come la mia T.R.U. Edizioni non prendono un euro di contributo statale e restano in piedi lo stesso perchè ricercano la verità e vendono nonostante prezzi molto più alti del mercato.
E qui arriva la trave. Lo stesso Bassetti, il 17 novembre 2025, in audizione davanti alla Commissione Parlamentare COVID, ha ammesso pubblicamente che la "collaborazione economica continuativa" con le aziende farmaceutiche costituisce "una delle parti del mio lavoro". Non è un'accusa esterna — è una sua dichiarazione a verbale. Pochi giorni dopo, oltre settanta associazioni e più di quattordicimila firmatari hanno chiesto alla ministra Bernini di rimuoverlo dalla guida della commissione MUR che decide la distribuzione dei fondi pubblici per la ricerca scientifica in Italia — proprio per quel conflitto d'interessi dichiarato.
Quindi: 827.000 euro di contributi pubblici a un giornale sono uno scandalo da sbandierare sui social (e per me lo sono). Ma i finanziamenti continuativi delle case farmaceutiche a chi poi si trova a decidere come vengono distribuiti i fondi pubblici per la ricerca — quelli sono filosoficamente equipollenti, solo con lo zero davanti diverso di qualche ordine di grandezza e senza la trasparenza di un bilancio pubblicato. La pagliuzza nell'occhio del direttore si vede benissimo. La trave nel proprio, molto meno.
Chi vive di finanziamenti — pubblici o privati che siano — dovrebbe pensarci due volte prima di fare la lezioncina sulla trasparenza a chi ne prende in percentuali ridicole al confronto.
📄 Fonte: Matteo Bassetti, Facebook, 29/08/2026 — post contro Belpietro 📄 Fonte: L'Indipendente, 31/12/2025 — "No a Bassetti a capo dei bandi sulla ricerca: i ricercatori denunciano il conflitto d'interessi" 📄 Fonte: Audizione Commissione Parlamentare COVID, 17/11/2025 — dichiarazione di Bassetti su collaborazione economica con case farmaceutiche
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#Bassetti #ConflittoDiInteressi #Editoria #RicercaScientifica #Trasparenza #EvolutaMente
Matteo Bassetti pubblica un post contro Maurizio Belpietro: gli rinfaccia il calo delle copie de La Verità (-27,5% in due anni) e gli 827.000 euro di contributi pubblici straordinari all'editoria ricevuti nonostante il crollo delle vendite.
Numeri veri, li lascio dove sono. Ma la crisi dell'editoria è trasversale, professore. Non è un problema solo de La Verità — è un problema di tutto un settore che sopravvive a suon di sostegni pubblici altrimenti chiuderebbe come tutte le aziende "normali", mentre realtà indipendenti come la mia T.R.U. Edizioni non prendono un euro di contributo statale e restano in piedi lo stesso perchè ricercano la verità e vendono nonostante prezzi molto più alti del mercato.
E qui arriva la trave. Lo stesso Bassetti, il 17 novembre 2025, in audizione davanti alla Commissione Parlamentare COVID, ha ammesso pubblicamente che la "collaborazione economica continuativa" con le aziende farmaceutiche costituisce "una delle parti del mio lavoro". Non è un'accusa esterna — è una sua dichiarazione a verbale. Pochi giorni dopo, oltre settanta associazioni e più di quattordicimila firmatari hanno chiesto alla ministra Bernini di rimuoverlo dalla guida della commissione MUR che decide la distribuzione dei fondi pubblici per la ricerca scientifica in Italia — proprio per quel conflitto d'interessi dichiarato.
Quindi: 827.000 euro di contributi pubblici a un giornale sono uno scandalo da sbandierare sui social (e per me lo sono). Ma i finanziamenti continuativi delle case farmaceutiche a chi poi si trova a decidere come vengono distribuiti i fondi pubblici per la ricerca — quelli sono filosoficamente equipollenti, solo con lo zero davanti diverso di qualche ordine di grandezza e senza la trasparenza di un bilancio pubblicato. La pagliuzza nell'occhio del direttore si vede benissimo. La trave nel proprio, molto meno.
Chi vive di finanziamenti — pubblici o privati che siano — dovrebbe pensarci due volte prima di fare la lezioncina sulla trasparenza a chi ne prende in percentuali ridicole al confronto.
📄 Fonte: Matteo Bassetti, Facebook, 29/08/2026 — post contro Belpietro 📄 Fonte: L'Indipendente, 31/12/2025 — "No a Bassetti a capo dei bandi sulla ricerca: i ricercatori denunciano il conflitto d'interessi" 📄 Fonte: Audizione Commissione Parlamentare COVID, 17/11/2025 — dichiarazione di Bassetti su collaborazione economica con case farmaceutiche
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🎬 WOODY HARRELSON CHIEDE UN'INCHIESTA SUL VACCINO COVID. E LA CHIEDE AL PRIMO MINISTRO CHE DOVREBBE APRIRLA.
Il 28 agosto 2026 Woody Harrelson ha firmato una lettera aperta indirizzata ad Andy Burnham, diventato Primo Ministro britannico a luglio 2026 dopo la caduta di Keir Starmer. Insieme all'attore hanno firmato anche leggende dello sport (da Wimbledon) e medici, organizzata dal cardiologo Dr. Aseem Malhotra, uno dei critici più autorevoli e visibili dei vaccini Covid nel mondo scientifico britannico.
La richiesta: un'"independent examination" — un'indagine indipendente — sull'efficacia e la sicurezza del vaccino Covid, con la richiesta di sospendere le vaccinazioni nel frattempo.
I firmatari citano numeri che il Governo britannico stesso ha già dovuto ammettere: quasi £30 milioni pagati a 249 persone attraverso il Vaccine Damage Payment Scheme (VDPS britannico) per danni da vaccino. I vaccini ora portano avvisi ufficiali di effetti collaterali rari ma pericolosi.
Il dettaglio che nessuno sottolinea abbastanza: questa è la quinta lettera aperta a un primo ministro su questo tema, secondo HART (Health Advisory and Recovery Team). Cinque primi ministri diversi, la stessa domanda senza risposta: perché non si vuole indagare?
Non parliamo di "complottisti" isolati. Parliamo di un cardiologo consulente NHS, di un gruppo di medici (HART, CCVAC — Children's Covid Vaccines Advisory Council, UK Medical Freedom Alliance) e di un attore hollywoodiano che mette la sua faccia pubblica su un tema che il mainstream vuole chiuso da anni.
Quando il governo stesso paga risarcimenti per danni da vaccino, e nonostante questo continua a rifiutare un'indagine indipendente, la domanda seria non è "perché la gente dubita del vaccino". È: perché chi dovrebbe indagare non lo fa.
📄 Fonte: The Telegraph, 28/08/2026 — https://www.telegraph.co.uk/news/2026/08/28/woody-harrelson-burnham-to-launch-covid-vaccine-inquiry/ 📄 Fonte lettera: HART UK, "An Open Letter to a Fifth Prime Minister", 27/08/2026 — https://hartuk.substack.com/p/an-open-letter-to-a-fifth-prime-minister 📄 Fonte VDPS: The Telegraph, 28/08/2026
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#WoodyHarrelson #AndyBurnham #CovidInquiry #HART #VDPS #UK #EvolutaMente
Il 28 agosto 2026 Woody Harrelson ha firmato una lettera aperta indirizzata ad Andy Burnham, diventato Primo Ministro britannico a luglio 2026 dopo la caduta di Keir Starmer. Insieme all'attore hanno firmato anche leggende dello sport (da Wimbledon) e medici, organizzata dal cardiologo Dr. Aseem Malhotra, uno dei critici più autorevoli e visibili dei vaccini Covid nel mondo scientifico britannico.
La richiesta: un'"independent examination" — un'indagine indipendente — sull'efficacia e la sicurezza del vaccino Covid, con la richiesta di sospendere le vaccinazioni nel frattempo.
I firmatari citano numeri che il Governo britannico stesso ha già dovuto ammettere: quasi £30 milioni pagati a 249 persone attraverso il Vaccine Damage Payment Scheme (VDPS britannico) per danni da vaccino. I vaccini ora portano avvisi ufficiali di effetti collaterali rari ma pericolosi.
Il dettaglio che nessuno sottolinea abbastanza: questa è la quinta lettera aperta a un primo ministro su questo tema, secondo HART (Health Advisory and Recovery Team). Cinque primi ministri diversi, la stessa domanda senza risposta: perché non si vuole indagare?
Non parliamo di "complottisti" isolati. Parliamo di un cardiologo consulente NHS, di un gruppo di medici (HART, CCVAC — Children's Covid Vaccines Advisory Council, UK Medical Freedom Alliance) e di un attore hollywoodiano che mette la sua faccia pubblica su un tema che il mainstream vuole chiuso da anni.
Quando il governo stesso paga risarcimenti per danni da vaccino, e nonostante questo continua a rifiutare un'indagine indipendente, la domanda seria non è "perché la gente dubita del vaccino". È: perché chi dovrebbe indagare non lo fa.
📄 Fonte: The Telegraph, 28/08/2026 — https://www.telegraph.co.uk/news/2026/08/28/woody-harrelson-burnham-to-launch-covid-vaccine-inquiry/ 📄 Fonte lettera: HART UK, "An Open Letter to a Fifth Prime Minister", 27/08/2026 — https://hartuk.substack.com/p/an-open-letter-to-a-fifth-prime-minister 📄 Fonte VDPS: The Telegraph, 28/08/2026
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#WoodyHarrelson #AndyBurnham #CovidInquiry #HART #VDPS #UK #EvolutaMente
The Telegraph
Woody Harrelson urges Burnham to launch Covid vaccine inquiry
American actor joins campaigners calling for ‘independent examination’
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💥 MRNA ANTI-TUMORE: PIÙ MORTI NEL BRACCIO VACCINATO. MA I TITOLI DICONO "VACCINO CHE PREVIENE IL CANCRO".
Il 28 agosto 2026 BioNTech — la stessa del vaccino COVID con Pfizer — ha INTERROTTO il trial di Fase 2 del suo vaccino mRNA anti-tumore (BNT122) per il colon-retto. Sviluppato con Genentech (gruppo Roche).
Il Data Safety Monitoring Board ha identificato "uno squilibrio numerico nella sopravvivenza generale tra le braccia di trattamento". Gli analisti sono stati chiari: più morti nel gruppo vaccinato rispetto al gruppo di controllo. Pazienti a cui è stato iniettato l'mRNA sono morti di più di quelli che non hanno ricevuto nulla.
Il trial aveva già superato il limite di futilità nell'ottobre 2025. BioNTech aveva continuato lo stesso. Ora il DSMB ha detto basta: altri dati non avrebbero cambiato l'esito.
Tutto questo a nove giorni di distanza dall'annuncio trionfalistico di Moderna e Merck: il loro vaccino mRNA anti-melanoma ha passato la Fase 3 con riduzione del 49% del rischio di recorrenza o morte. I media di tutto il mondo hanno titolato: "Il vaccino che previene il cancro". Nature, CNBC, NYT, CNN — tutti a festeggiare.
Nessuno ha titolato quello che è successo a BioNTech. Nessun Tg ha aperto con: "Il vaccino mRNA anti-tumore ha ucciso più pazienti del gruppo di controllo". Silenzio.
Tre cose da sapere.
Primo: questi non "prevengono il cancro". Sono terapie per pazienti che hanno già avuto un tumore, già operati. "Prevenire la ricorrenza" non è "prevenire il cancro". È una differenza enorme che i media cancellano sistematicamente.
Secondo: il trial di Moderna/Merck ha funzionato solo in combinazione con Keytruda — l'inibitore PD-1 di Merck, il farmaco oncologico più venduto al mondo (25 miliardi di dollari l'anno). Da solo, il vaccino mRNA non ha fatto nulla. Il merito — se c'è — è del sistema immunitario sbloccato dal Keytruda. Il vaccino è il passeggero sul taxi. Ma il marketing lo fa sembrare l'autista.
Terzo: il trial di BioNTech fallito era in monoterapia — senza checkpoint inibitori. E qui viene fuori la verità: senza il Keytruda a fare il lavoro pesante, l'mRNA da solo non solo non funziona — ammazza. Più morti nel gruppo "vaccinato". Il colon-retto è definito dalla stessa BioNTech un tumore "immunologicamente freddo" che non risponde all'immunoterapia. Il sistema immunitario non vede il tumore, il vaccino non lo sveglia, e nel frattempo infiammazione sistemica e stress cellulare fanno il resto.
Stessa tecnologia mRNA — nanoparticelle lipidiche, modificazioni nucleotidiche, quelle che chiamano "proteine spike" che non sono altro che residui di scarto di cui il corpo vuole disfarsi altamente infiammatori — iniettata in miliardi di persone durante il COVID con la garanzia di "sicurezza e efficacia". Ora vediamo cosa fa quando l'endpoint non è "riduzione sintomi influenzali" ma "sopravvivenza generale". Senza il Keytruda a mascherare il risultato, il vaccino mRNA non è una cura. È un rischio.
Il marketing del "vaccino che previene il cancro" è la più grande operazione di rebranding della storia farmaceutica. Chi alza la mano e dice "aspettate, nel gruppo vaccinato ci sono più morti" viene zittito come no-vax. Oppure: pregherai per farlo...
I fatti sono questi. BioNTech ha INTERROTTO il trial. I pazienti vaccinati sono morti di più. I media parlano di "vaccino che previene il cancro".
📄 Fonte: BioNTech, comunicato ufficiale, 28/08/2026 — https://www.biontech.com/us/en/home/mediaroom/news/statements/2026/08/BioNTech-Provides-Update-on-Phase-2-Clinical-Trial-of-Autogene-Cevumeran-in-Resected-Colorectal-Cancer.html 📄 Fonte: Reuters, 28/08/2026 — BioNTech halts mRNA colorectal cancer vaccine trial 📄 Fonte: FierceBiotech, 28/08/2026 — "more deaths than control in scrapped ph. 2 test" 📄 Fonte: Merck/CNBC, 19/08/2026 — Phase 3 INTerpath-001, intismeran autogene + Keytruda
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#mRNA #BioNTech #Moderna #Cancro #Keytruda #VacciniAntiTumore #Oncologia #EvolutaMente
Il 28 agosto 2026 BioNTech — la stessa del vaccino COVID con Pfizer — ha INTERROTTO il trial di Fase 2 del suo vaccino mRNA anti-tumore (BNT122) per il colon-retto. Sviluppato con Genentech (gruppo Roche).
Il Data Safety Monitoring Board ha identificato "uno squilibrio numerico nella sopravvivenza generale tra le braccia di trattamento". Gli analisti sono stati chiari: più morti nel gruppo vaccinato rispetto al gruppo di controllo. Pazienti a cui è stato iniettato l'mRNA sono morti di più di quelli che non hanno ricevuto nulla.
Il trial aveva già superato il limite di futilità nell'ottobre 2025. BioNTech aveva continuato lo stesso. Ora il DSMB ha detto basta: altri dati non avrebbero cambiato l'esito.
Tutto questo a nove giorni di distanza dall'annuncio trionfalistico di Moderna e Merck: il loro vaccino mRNA anti-melanoma ha passato la Fase 3 con riduzione del 49% del rischio di recorrenza o morte. I media di tutto il mondo hanno titolato: "Il vaccino che previene il cancro". Nature, CNBC, NYT, CNN — tutti a festeggiare.
Nessuno ha titolato quello che è successo a BioNTech. Nessun Tg ha aperto con: "Il vaccino mRNA anti-tumore ha ucciso più pazienti del gruppo di controllo". Silenzio.
Tre cose da sapere.
Primo: questi non "prevengono il cancro". Sono terapie per pazienti che hanno già avuto un tumore, già operati. "Prevenire la ricorrenza" non è "prevenire il cancro". È una differenza enorme che i media cancellano sistematicamente.
Secondo: il trial di Moderna/Merck ha funzionato solo in combinazione con Keytruda — l'inibitore PD-1 di Merck, il farmaco oncologico più venduto al mondo (25 miliardi di dollari l'anno). Da solo, il vaccino mRNA non ha fatto nulla. Il merito — se c'è — è del sistema immunitario sbloccato dal Keytruda. Il vaccino è il passeggero sul taxi. Ma il marketing lo fa sembrare l'autista.
Terzo: il trial di BioNTech fallito era in monoterapia — senza checkpoint inibitori. E qui viene fuori la verità: senza il Keytruda a fare il lavoro pesante, l'mRNA da solo non solo non funziona — ammazza. Più morti nel gruppo "vaccinato". Il colon-retto è definito dalla stessa BioNTech un tumore "immunologicamente freddo" che non risponde all'immunoterapia. Il sistema immunitario non vede il tumore, il vaccino non lo sveglia, e nel frattempo infiammazione sistemica e stress cellulare fanno il resto.
Stessa tecnologia mRNA — nanoparticelle lipidiche, modificazioni nucleotidiche, quelle che chiamano "proteine spike" che non sono altro che residui di scarto di cui il corpo vuole disfarsi altamente infiammatori — iniettata in miliardi di persone durante il COVID con la garanzia di "sicurezza e efficacia". Ora vediamo cosa fa quando l'endpoint non è "riduzione sintomi influenzali" ma "sopravvivenza generale". Senza il Keytruda a mascherare il risultato, il vaccino mRNA non è una cura. È un rischio.
Il marketing del "vaccino che previene il cancro" è la più grande operazione di rebranding della storia farmaceutica. Chi alza la mano e dice "aspettate, nel gruppo vaccinato ci sono più morti" viene zittito come no-vax. Oppure: pregherai per farlo...
I fatti sono questi. BioNTech ha INTERROTTO il trial. I pazienti vaccinati sono morti di più. I media parlano di "vaccino che previene il cancro".
📄 Fonte: BioNTech, comunicato ufficiale, 28/08/2026 — https://www.biontech.com/us/en/home/mediaroom/news/statements/2026/08/BioNTech-Provides-Update-on-Phase-2-Clinical-Trial-of-Autogene-Cevumeran-in-Resected-Colorectal-Cancer.html 📄 Fonte: Reuters, 28/08/2026 — BioNTech halts mRNA colorectal cancer vaccine trial 📄 Fonte: FierceBiotech, 28/08/2026 — "more deaths than control in scrapped ph. 2 test" 📄 Fonte: Merck/CNBC, 19/08/2026 — Phase 3 INTerpath-001, intismeran autogene + Keytruda
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🔬 STUDIO SU 4 MILIONI DI RAGAZZI: "IL VACCINO PROTEGGE DALLA MIOCARDITE". VERIFICATO: È UNA TRUFFA STATISTICA.
Il professor Retsef Levi del MIT (non "pizza e fichi") — membro del comitato consultivo vaccini del CDC nominato da RFK Jr. — ha appena fatto a pezzi uno studio pubblicato sulla rivista Vaccine (Elsevier) che concludeva che il rischio di miocardite negli adolescenti è maggiore dopo l'infezione di quello che chiamano "COVID" rispetto allo stesso rischio post "vaccinazione" Pfizer.
Lo studio copre 4 milioni di individui dal dicembre 2020 al settembre 2025.
Levi scrive: "Lo studio è così oltraggiosamente difettoso che sorge il dubbio se Vaccine sia una rivista scientifica o un'operazione di propaganda".
Ecco il problema. Lo studio copre 5 anni di dati in una popolazione in cui la stragrande maggioranza è stata infettata ed anche "vaccinata". Eppure i numeri dicono che:
Più del 93% dei partecipanti risulta NON INFETTO. Meno del 7% risulta VACCINATO.
Dal dicembre 2020 al settembre 2025. In uno studio su 4 milioni di adolescenti e giovani adulti. In paesi dove la copertura vaccinale ha superato l'80% e dove praticamente tutti sono passati attraverso l'infezione. Il 93% non infettato e il 7% vaccinato è una impossibilità statistica. Come ci sono arrivati?
Truccando il campione.
Primo: hanno considerato come "vaccinati" solo gli individui che erano non infetti o infetti prima della vaccinazione. Tutti i vaccinati che si sono infettati dopo il vaccino — cioè la maggioranza — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.
Secondo: hanno considerato come "infetti" solo gli individui che hanno cercato assistenza medica. Tutti gli infetti asintomatici o paucisintomatici — cioè la maggioranza delle infezioni in quella fascia d'età — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.
Risultato: un campione che non esiste nella realtà. Un campione costruito su misura per produrre la conclusione desiderata — che il vaccino riduce il rischio di miocardite rispetto all'infezione.
Questa non è scienza. È selection bias portato all'estremo. Quando elimini dal confronto tutti i vaccinati che si sono ammalati dopo il vaccino e tutti gli infetti che non sono andati dal medico, il risultato è predeterminato. Non è un'analisi — è una campagna di marketing con il marchio di una rivista scientifica.
E la domanda di Levi è la domanda giusta: Vaccine è una rivista scientifica o un'operazione di propaganda? Perché se i revisori di una rivista scientifica non si accorgono che il 93% di un campione di 4 milioni di persone risulta non infettato in 5 anni di pandemia, allora non stanno revisionando — stanno timbrando.
La miocardite post-vaccino mRNA nei giovani maschi è un segnale reale, documentato da decine di studi su Nature, JAMA Cardiology, BMJ. Non è un'invenzione dei no-vax. È farmacovigilanza. Ma ogni volta che uno studio cerca di minimizzare il problema, lo fa con trucchi statistici come questo — campioni truccati, comparazioni scorrette, finestre temporali manipolate. E ogni volta viene pubblicato su una rivista "scientificamente" e presentato dai media come prova definitiva che il vaccino è sicuro.
I fatti sono questi. Lo studio è metodologicamente truccato. Il campione è impossibile. La conclusione è predeterminata. E il professor Levi dal MIT lo ha spiegato in un tweet.
📄 Fonte: Retsef Levi (@RetsefL), MIT, 30/08/2026 — https://x.com/RetsefL/status/2093856186516803938 📄 Fonte: Studio originale — Vaccine (Elsevier), 2026 — "Cardiac outcomes following SARS-CoV-2 infection versus BNT162b2 vaccination in adolescents and young adults: a cohort study of 4 million individuals" 📄 Fonte: Politico, 14/12/2025 — Retsef Levi, ACIP vaccine adviser 📄 Fonte: Boston Globe, 21/10/2025 — "MIT professor at center of RFK Jr. vaccine policy"
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#Miocardite #mRNA #Vaccini #RetsefLevi #MIT #Scienza #PharmaceuticalPropaganda #EvolutaMente
Il professor Retsef Levi del MIT (non "pizza e fichi") — membro del comitato consultivo vaccini del CDC nominato da RFK Jr. — ha appena fatto a pezzi uno studio pubblicato sulla rivista Vaccine (Elsevier) che concludeva che il rischio di miocardite negli adolescenti è maggiore dopo l'infezione di quello che chiamano "COVID" rispetto allo stesso rischio post "vaccinazione" Pfizer.
Lo studio copre 4 milioni di individui dal dicembre 2020 al settembre 2025.
Levi scrive: "Lo studio è così oltraggiosamente difettoso che sorge il dubbio se Vaccine sia una rivista scientifica o un'operazione di propaganda".
Ecco il problema. Lo studio copre 5 anni di dati in una popolazione in cui la stragrande maggioranza è stata infettata ed anche "vaccinata". Eppure i numeri dicono che:
Più del 93% dei partecipanti risulta NON INFETTO. Meno del 7% risulta VACCINATO.
Dal dicembre 2020 al settembre 2025. In uno studio su 4 milioni di adolescenti e giovani adulti. In paesi dove la copertura vaccinale ha superato l'80% e dove praticamente tutti sono passati attraverso l'infezione. Il 93% non infettato e il 7% vaccinato è una impossibilità statistica. Come ci sono arrivati?
Truccando il campione.
Primo: hanno considerato come "vaccinati" solo gli individui che erano non infetti o infetti prima della vaccinazione. Tutti i vaccinati che si sono infettati dopo il vaccino — cioè la maggioranza — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.
Secondo: hanno considerato come "infetti" solo gli individui che hanno cercato assistenza medica. Tutti gli infetti asintomatici o paucisintomatici — cioè la maggioranza delle infezioni in quella fascia d'età — sono stati eliminati dall'analisi. Via. Spariti. Non contano.
Risultato: un campione che non esiste nella realtà. Un campione costruito su misura per produrre la conclusione desiderata — che il vaccino riduce il rischio di miocardite rispetto all'infezione.
Questa non è scienza. È selection bias portato all'estremo. Quando elimini dal confronto tutti i vaccinati che si sono ammalati dopo il vaccino e tutti gli infetti che non sono andati dal medico, il risultato è predeterminato. Non è un'analisi — è una campagna di marketing con il marchio di una rivista scientifica.
E la domanda di Levi è la domanda giusta: Vaccine è una rivista scientifica o un'operazione di propaganda? Perché se i revisori di una rivista scientifica non si accorgono che il 93% di un campione di 4 milioni di persone risulta non infettato in 5 anni di pandemia, allora non stanno revisionando — stanno timbrando.
La miocardite post-vaccino mRNA nei giovani maschi è un segnale reale, documentato da decine di studi su Nature, JAMA Cardiology, BMJ. Non è un'invenzione dei no-vax. È farmacovigilanza. Ma ogni volta che uno studio cerca di minimizzare il problema, lo fa con trucchi statistici come questo — campioni truccati, comparazioni scorrette, finestre temporali manipolate. E ogni volta viene pubblicato su una rivista "scientificamente" e presentato dai media come prova definitiva che il vaccino è sicuro.
I fatti sono questi. Lo studio è metodologicamente truccato. Il campione è impossibile. La conclusione è predeterminata. E il professor Levi dal MIT lo ha spiegato in un tweet.
📄 Fonte: Retsef Levi (@RetsefL), MIT, 30/08/2026 — https://x.com/RetsefL/status/2093856186516803938 📄 Fonte: Studio originale — Vaccine (Elsevier), 2026 — "Cardiac outcomes following SARS-CoV-2 infection versus BNT162b2 vaccination in adolescents and young adults: a cohort study of 4 million individuals" 📄 Fonte: Politico, 14/12/2025 — Retsef Levi, ACIP vaccine adviser 📄 Fonte: Boston Globe, 21/10/2025 — "MIT professor at center of RFK Jr. vaccine policy"
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“Cardiac outcomes following SARS-CoV-2 infection versus BNT162b2 vaccination in adolescents and young adults: a cohort study of 4 million individuals”
Is so outrageously flawed raising the questi…
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🧠 SPERANZA ALLA FESTA DELL'UNITÀ: PARLA DI SPESA, MA LA PAROLA "PREVENZIONE" NON LA NOMINA NEANCHE PER SBAGLIO
Roberto Speranza, ex ministro della Salute, ospite alla Festa dell'Unità di Terni. Tema dell'edizione 2026: la salute. Lui rilancia: "più spesa sanitaria", "la salute è un diritto fondamentale", sanità pubblica, finanziamento, territorio.
Ascoltate l'intervento. Cercate la parola prevenzione. Non c'è. Non la pronuncia. Non la pensa. Non la concepisce.
Per la classe politica che gestisce la sanità italiana, la salute inizia quando ti ammali. Prima no. La salute è un budget da distribuire quando il danno è fatto — farmaci, ospedali, rimborsi, liste d'attesa. La prevenzione vera — quella che costa zero e vale tutto — non esiste nel loro vocabolario.
Prevenzione significa: luce solare, movimento, alimentazione reale, sonno qualitativo, riduzione dello stress, vita all'aperto. Non costa niente allo Stato. Non genera appalti. Non crea commissioni. Non arricchisce nessuno. E quindi non interessa a nessuno.
Speranza parla di spesa sanitaria ma non si chiede mai perché la gente si ammala. Si preoccupa di come pagarla, la malattia — non di come evitarla. È la differenza tra un medico e un ragioniere.
E la domanda sorge spontanea ed è quella che mi fanno tutti i giorni: scusi, ma lei è medico?
No. Non lo è. E si vede.
La Festa dell'Unità è l'unico posto in Italia dove Speranza può ancora parlare senza essere fischiato. Provate a portarlo in una piazza qualsiasi, davanti a genitori che hanno visto i figli danneggiati dalle sue scelte durante la pandemia — lì la voce non gli arriva alla fine della frase.
Ma la cosa più grave non è Speranza. È il sistema che rappresenta: un sistema che spende miliardi per curare ciò che non ha prevenuto, e chiama "diritto" quello che dovrebbe essere "ultima spiaggia". Il diritto vero sarebbe non ammalarsi. Il diritto vero sarebbe crescere una generazione che non ha bisogno di farmaci a 40 anni. Ma per quello ci vorrebbe qualcuno che dica la parola proibita: prevenzione.
E Speranza quella parola non la dice. Perché la prevenzione non ha budget. Non ha appalti. Non ha lobby. Non ha festa dell'Unità.
Poi si incazzano se gli dici che sono finanziati da BIG PHARMA.
FONTE: https://www.facebook.com/share/v/1ByFUDTnMp/
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#Speranza #FestaDellUnità #Prevenzione #SpesaSanitaria #SanitàPubblica #Salute #EvolutaMente
Roberto Speranza, ex ministro della Salute, ospite alla Festa dell'Unità di Terni. Tema dell'edizione 2026: la salute. Lui rilancia: "più spesa sanitaria", "la salute è un diritto fondamentale", sanità pubblica, finanziamento, territorio.
Ascoltate l'intervento. Cercate la parola prevenzione. Non c'è. Non la pronuncia. Non la pensa. Non la concepisce.
Per la classe politica che gestisce la sanità italiana, la salute inizia quando ti ammali. Prima no. La salute è un budget da distribuire quando il danno è fatto — farmaci, ospedali, rimborsi, liste d'attesa. La prevenzione vera — quella che costa zero e vale tutto — non esiste nel loro vocabolario.
Prevenzione significa: luce solare, movimento, alimentazione reale, sonno qualitativo, riduzione dello stress, vita all'aperto. Non costa niente allo Stato. Non genera appalti. Non crea commissioni. Non arricchisce nessuno. E quindi non interessa a nessuno.
Speranza parla di spesa sanitaria ma non si chiede mai perché la gente si ammala. Si preoccupa di come pagarla, la malattia — non di come evitarla. È la differenza tra un medico e un ragioniere.
E la domanda sorge spontanea ed è quella che mi fanno tutti i giorni: scusi, ma lei è medico?
No. Non lo è. E si vede.
La Festa dell'Unità è l'unico posto in Italia dove Speranza può ancora parlare senza essere fischiato. Provate a portarlo in una piazza qualsiasi, davanti a genitori che hanno visto i figli danneggiati dalle sue scelte durante la pandemia — lì la voce non gli arriva alla fine della frase.
Ma la cosa più grave non è Speranza. È il sistema che rappresenta: un sistema che spende miliardi per curare ciò che non ha prevenuto, e chiama "diritto" quello che dovrebbe essere "ultima spiaggia". Il diritto vero sarebbe non ammalarsi. Il diritto vero sarebbe crescere una generazione che non ha bisogno di farmaci a 40 anni. Ma per quello ci vorrebbe qualcuno che dica la parola proibita: prevenzione.
E Speranza quella parola non la dice. Perché la prevenzione non ha budget. Non ha appalti. Non ha lobby. Non ha festa dell'Unità.
Poi si incazzano se gli dici che sono finanziati da BIG PHARMA.
FONTE: https://www.facebook.com/share/v/1ByFUDTnMp/
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🔴 TRUMP DIFENDE GLI AMISH: "330 ANNI, NESSUN CASO DI AUTISMO IN UN BAMBINO NON VACCINATO"
Ieri Trump ha condiviso un grafico su Truth Social che sta facendo tremare il sistema sanitario americano. Il dato: in 330 anni di storia della comunità Amish negli USA, nessun caso pubblicato documenta un bambino Amish non vaccinato con autismo.
Lo studio citato è del 2010 (International Society for Autism Research): 1.899 bambini Amish screenati in Ohio e Indiana, 7 casi di autismo confermati — ma gli autori non hanno collegato lo stato vaccinale ai singoli casi. Il grafico lo ammette: "l'abstract non riporta nessun caso confermato come completamente non vaccinato".
Cosa significa questo? Due cose, una certa e una che il sistema non vuole sentirsi dire:
1️⃣ L'autismo negli Amish ESISTE — ma a un tasso di 1 su 271, rispetto a 1 su 91 nella popolazione generale del 2010. Oggi il dato USA è 1 su 36. L'incidenza Amish è quindi 7-8 volte inferiore.
2️⃣ Il collegamento vaccinale non è provato — ma nemmeno escluso. Lo studio non ha verificato lo stato vaccinale dei bambini con autismo. Non ha detto "i bambini con autismo erano vaccinati" e non ha detto il contrario. Ha semplicemente raccolto le storie vaccinali senza pubblicare il collegamento. Il che è diverso da "non c'è collegamento".
La reazione del sistema? Fact-checking furioso. Il Washington Examiner, il Cato Institute, tutti a spiegare che "non c'è evidenza di un legame ambientale". Ma il punto non è quello che lo studio prova o non prova. Il punto è quello che non esiste uno studio che abbia mai confrontato i tassi di autismo tra Amish vaccinati e non vaccinati dentro la stessa comunità. E questo — l'assenza — è il dato più scandaloso.
330 anni. Nessuno ha mai fatto lo studio che serviva. Perché?
Nel frattempo, la Pennsylvania ha un'epidemia di morbillo nella comunità Amish di Lancaster County (solo il 25% vaccinato). Due morti contestati. RFK Jr. e il governatore Shapiro si stanno azzuffando. E Trump dice: "Lasciate stare gli Amish".
La libertà di scelta medica — per Trump — è un diritto. Non un'opzione. E se i dati non bastano, la domanda va fatta al sistema che non li ha mai raccolti, non a chi li pone.
📄 Fonte: International Society for Autism Research, 2010 — 1.899 bambini Amish, 7 casi ASD; Washington Examiner, 31 ago 2026; Truth Social @realDonaldTrump, 31 ago 2026
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Ieri Trump ha condiviso un grafico su Truth Social che sta facendo tremare il sistema sanitario americano. Il dato: in 330 anni di storia della comunità Amish negli USA, nessun caso pubblicato documenta un bambino Amish non vaccinato con autismo.
Lo studio citato è del 2010 (International Society for Autism Research): 1.899 bambini Amish screenati in Ohio e Indiana, 7 casi di autismo confermati — ma gli autori non hanno collegato lo stato vaccinale ai singoli casi. Il grafico lo ammette: "l'abstract non riporta nessun caso confermato come completamente non vaccinato".
Cosa significa questo? Due cose, una certa e una che il sistema non vuole sentirsi dire:
1️⃣ L'autismo negli Amish ESISTE — ma a un tasso di 1 su 271, rispetto a 1 su 91 nella popolazione generale del 2010. Oggi il dato USA è 1 su 36. L'incidenza Amish è quindi 7-8 volte inferiore.
2️⃣ Il collegamento vaccinale non è provato — ma nemmeno escluso. Lo studio non ha verificato lo stato vaccinale dei bambini con autismo. Non ha detto "i bambini con autismo erano vaccinati" e non ha detto il contrario. Ha semplicemente raccolto le storie vaccinali senza pubblicare il collegamento. Il che è diverso da "non c'è collegamento".
La reazione del sistema? Fact-checking furioso. Il Washington Examiner, il Cato Institute, tutti a spiegare che "non c'è evidenza di un legame ambientale". Ma il punto non è quello che lo studio prova o non prova. Il punto è quello che non esiste uno studio che abbia mai confrontato i tassi di autismo tra Amish vaccinati e non vaccinati dentro la stessa comunità. E questo — l'assenza — è il dato più scandaloso.
330 anni. Nessuno ha mai fatto lo studio che serviva. Perché?
Nel frattempo, la Pennsylvania ha un'epidemia di morbillo nella comunità Amish di Lancaster County (solo il 25% vaccinato). Due morti contestati. RFK Jr. e il governatore Shapiro si stanno azzuffando. E Trump dice: "Lasciate stare gli Amish".
La libertà di scelta medica — per Trump — è un diritto. Non un'opzione. E se i dati non bastano, la domanda va fatta al sistema che non li ha mai raccolti, non a chi li pone.
📄 Fonte: International Society for Autism Research, 2010 — 1.899 bambini Amish, 7 casi ASD; Washington Examiner, 31 ago 2026; Truth Social @realDonaldTrump, 31 ago 2026
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🔴 11.868 BAMBINI. IL VERDETTO: CHI CRESCE TRA IL VERDE PENSA MEGLIO.
La Attention Restoration Theory — l'idea che il contatto con la natura ricarichi l'attenzione volontaria — finora aveva prove contrastanti. Oggi arriva una conferma pesante: lo studio ABCD, il più grande dataset americano sullo sviluppo cerebrale di bambine e bambini, pubblica su Environment International i risultati su 11.868 soggetti di ~10 anni.
Chi vive in zone con più verde — alberi e parchi nel proprio quartiere — mostra attenzione diretta superiore (β = 0,76, p < 0,001) e intelligenza cristallizzata più alta (β = 0,83, p < 0,001).
E qui viene il bello, perché i ricercatori hanno controllato tutto quello che un critico potrebbe obiettare: deprivazione socioeconomica del quartiere (ADI), diagnosi di ADHD, uso di psico-stimolanti, problemi di sonno, sicurezza percepita, uso dei media, fumo in gravidanza, attività fisica e inquinamento dell'aria (PM2.5). L'associazione regge. Il verde non è un proxy della ricchezza del quartiere — fa il suo lavoro da solo.
L'intelligenza cristallizzata è la misura dell'apprendimento accumulato: vocabolario, conoscenze, capacità di usare ciò che si è imparato. Non è talento grezzo — è ciò che la scuola dovrebbe costruire e che il cemento disgrega.
Il meccanismo? Il PM2.5 media parte dell'effetto: il verde riduce l'esposizione alle polveri sottili e questo spiega in parte l'attenzione e l'intelligenza. Ma solo in parte — il contatto visivo e fisico con ambienti naturali fa il resto, esattamente come la teoria del biophiia di E.O. Wilson prevedeva.
Ora guardate fuori dalla finestra. Se vostro figlio cresce in un quartiere di cemento e LED, con il parco più vicino a 3 chilometri e lo schermo a 30 centimetri dal viso, questi dati sono per voi. L'attenzione diretta è la valuta dell'apprendimento: senza di essa non c'è studio, non c'è memoria di lavoro, non c'è futuro accademico. E si costruisce — o si distrugge — nell'ambiente dove si vive.
Non serve una foresta. Serve che ci sia un albero, un prato, un cortile con erba invece che asfalto sotto casa. La natura non è un lusso estetico: è infrastruttura cognitiva. E noi l'abbiamo cancellata dai piani urbanistici mentre ci chiedevamo perché i bambini non si concentrano più.
Prima di riempire i bambini di diagnosi, proviamo a dare loro un albero.
📄 Fonte: Fowler CH, Luby J, Bastain TM, Breton CV, Barch DM. Environ Int 2026, DOI 10.1016/j.envint.2026.110502 — studio ABCD, 11.868 bambini USA ~10 anni, pubblicato online 1 settembre 2026
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#Natura #Verde #Attenzione #Bambini #SviluppoCerebrale #PM25 #Città #Circadiano #EvolutaMente
La Attention Restoration Theory — l'idea che il contatto con la natura ricarichi l'attenzione volontaria — finora aveva prove contrastanti. Oggi arriva una conferma pesante: lo studio ABCD, il più grande dataset americano sullo sviluppo cerebrale di bambine e bambini, pubblica su Environment International i risultati su 11.868 soggetti di ~10 anni.
Chi vive in zone con più verde — alberi e parchi nel proprio quartiere — mostra attenzione diretta superiore (β = 0,76, p < 0,001) e intelligenza cristallizzata più alta (β = 0,83, p < 0,001).
E qui viene il bello, perché i ricercatori hanno controllato tutto quello che un critico potrebbe obiettare: deprivazione socioeconomica del quartiere (ADI), diagnosi di ADHD, uso di psico-stimolanti, problemi di sonno, sicurezza percepita, uso dei media, fumo in gravidanza, attività fisica e inquinamento dell'aria (PM2.5). L'associazione regge. Il verde non è un proxy della ricchezza del quartiere — fa il suo lavoro da solo.
L'intelligenza cristallizzata è la misura dell'apprendimento accumulato: vocabolario, conoscenze, capacità di usare ciò che si è imparato. Non è talento grezzo — è ciò che la scuola dovrebbe costruire e che il cemento disgrega.
Il meccanismo? Il PM2.5 media parte dell'effetto: il verde riduce l'esposizione alle polveri sottili e questo spiega in parte l'attenzione e l'intelligenza. Ma solo in parte — il contatto visivo e fisico con ambienti naturali fa il resto, esattamente come la teoria del biophiia di E.O. Wilson prevedeva.
Ora guardate fuori dalla finestra. Se vostro figlio cresce in un quartiere di cemento e LED, con il parco più vicino a 3 chilometri e lo schermo a 30 centimetri dal viso, questi dati sono per voi. L'attenzione diretta è la valuta dell'apprendimento: senza di essa non c'è studio, non c'è memoria di lavoro, non c'è futuro accademico. E si costruisce — o si distrugge — nell'ambiente dove si vive.
Non serve una foresta. Serve che ci sia un albero, un prato, un cortile con erba invece che asfalto sotto casa. La natura non è un lusso estetico: è infrastruttura cognitiva. E noi l'abbiamo cancellata dai piani urbanistici mentre ci chiedevamo perché i bambini non si concentrano più.
Prima di riempire i bambini di diagnosi, proviamo a dare loro un albero.
📄 Fonte: Fowler CH, Luby J, Bastain TM, Breton CV, Barch DM. Environ Int 2026, DOI 10.1016/j.envint.2026.110502 — studio ABCD, 11.868 bambini USA ~10 anni, pubblicato online 1 settembre 2026
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🔴 LE NANOPARTICELLE "DI TIPO PFIZER" ACCELERANO LE METASTASI DI OLTRE 10 VOLTE. INDIPENDENTEMENTE DAL mRNA
Su Nano Today — rivista di riferimento per le nanotecnologie — è appena uscito uno studio con un titolo che è già tutto lì: "La nanoparticella lipidica usata nei vaccini mRNA promuove la metastasi tumorale in modello murino tramite attivazione neutrofila indotta da mtDNA e NETosis".
18 ricercatori della Sichuan University (West China Hospital), finanziamenti pubblici cinesi, nessun conflitto d'interesse dichiarato. Non proprio il profilo della "fonte complottista".
Cosa hanno fatto. Hanno iniettato in topi con tumore le LNP — il guscio lipidico che nei vaccini mRNA fa da "corriere" del messaggio genetico. Ricetta principale: 50% ALC-0315 (il lipide ionizzabile del vaccino Pfizer-BioNTech), colesterolo, DSPC e DMG-PEG 2000.
Cosa hanno trovato. Le LNP vuote — SENZA nessun mRNA dentro — promuovono le metastasi polmonari. E non di poco.
— Cancro colorrettale CT26: carico metastatico polmonare aumentato di oltre 10 volte rispetto ai controlli. — Melanoma B16-F10: più metastasi polmonari, sia con LNP prima dell'inoculo tumorale sia dopo, con metastasi già in atto. — Cancro alla mammella 4T1 e modello spontaneo: più noduli metastatici polmonari. Anche metastasi epatiche aumentate. — Effetto dose-dipendente: più LNP, più metastasi.
Il dettaglio che inchioda: nessuna differenza tra le LNP vuote e quelle caricate con mRNA. Non è il prodotto della proteina — è il guscio. Quello che ci hanno descritto come "veicolo di consegna inerte".
Il meccanismo, che è la parte che mi riguarda. L'iniezione intramuscolare provoca necrosi delle cellule muscolari: al microscopio elettronico mitocondri gonfi e deformati, membrana cellulare rotta. Le cellule morte rilasciano DNA mitocondriale (mtDNA) in circolo. Il mtDNA attiva nei neutrofili le vie TLR9-MyD88 e cGAS-STING, i neutrofili formano le NET (trappole extracellulari), e le NET costruiscono la "nicchia pro-metastatica" nei polmoni: gli istoni facilitano l'adesione delle cellule tumorali all'endotelio, l'elastasi neutrofila rimodella la laminina e attiva le integrine.
Parte dai mitocondri. Come sempre — il capitolo del mio prossimo libro che i benpensanti considereranno "non pertinente".
Onestà scientifica, subito. Modello murino, non umano. I ricercatori non hanno iniettato il vaccino Pfizer finito, ma una LNP di composizione equivalente (ALC-0315). Il dettaglio: la loro formulazione con SM-102 (il lipide di Moderna) NON ha promosso metastasi nell'esperimento. Due formulazioni con ALC-0315 promuovevano, quella con SM-102 no. Gli autori non lo spiegano — e chiedono "raffinamenti delle formulazioni", non la chiusura della piattaforma. Loro all'mRNA ci credono ancora.
Il contesto che conta. Mentre questo studio passava la peer review, la FDA approvava il nuovo vaccino Pfizer per l'autunno senza nuovi dati di sicurezza ed efficacia. E ricercatori Moderna stessi, su Nature Reviews Drug Discovery (2023), ammettevano che i componenti lipidici delle LNP "presentano preoccupazioni di tossicità".
Nel 2021, chi chiedeva "ma dove vanno a finire queste nanoparticelle?" si prendeva la censura: vaccino sicuro ed efficace, il guscio è inerte, non fare domande. Oggi la letteratura primaria dice che il guscio — da solo, senza carico — non solo non è inerte: nei topi con tumore prepara il letto alle metastasi.
Nel topo. Per ora.
📄 Fonte: "Lipid nanoparticle used in mRNA vaccine promotes tumor metastasis in mouse model via mtDNA-induced neutrophil activation and NETosis", Nano Today Vol. 69, 2026, DOI 10.1016/j.nantod.2026.103039 — Sichuan University, 18 autori, nessun conflitto d'interesse dichiarato. 📄 Contesto: J. Fleetwood, 2 settembre 2026 — https://jonfleetwood.substack.com/p/pfizer-type-lipid-nanoparticles-even
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#LNP #mRNA #Metastasi #Nanoparticelle #Mitocondri #NETosis #SicuroEdEfficace #EvolutaMente
Su Nano Today — rivista di riferimento per le nanotecnologie — è appena uscito uno studio con un titolo che è già tutto lì: "La nanoparticella lipidica usata nei vaccini mRNA promuove la metastasi tumorale in modello murino tramite attivazione neutrofila indotta da mtDNA e NETosis".
18 ricercatori della Sichuan University (West China Hospital), finanziamenti pubblici cinesi, nessun conflitto d'interesse dichiarato. Non proprio il profilo della "fonte complottista".
Cosa hanno fatto. Hanno iniettato in topi con tumore le LNP — il guscio lipidico che nei vaccini mRNA fa da "corriere" del messaggio genetico. Ricetta principale: 50% ALC-0315 (il lipide ionizzabile del vaccino Pfizer-BioNTech), colesterolo, DSPC e DMG-PEG 2000.
Cosa hanno trovato. Le LNP vuote — SENZA nessun mRNA dentro — promuovono le metastasi polmonari. E non di poco.
— Cancro colorrettale CT26: carico metastatico polmonare aumentato di oltre 10 volte rispetto ai controlli. — Melanoma B16-F10: più metastasi polmonari, sia con LNP prima dell'inoculo tumorale sia dopo, con metastasi già in atto. — Cancro alla mammella 4T1 e modello spontaneo: più noduli metastatici polmonari. Anche metastasi epatiche aumentate. — Effetto dose-dipendente: più LNP, più metastasi.
Il dettaglio che inchioda: nessuna differenza tra le LNP vuote e quelle caricate con mRNA. Non è il prodotto della proteina — è il guscio. Quello che ci hanno descritto come "veicolo di consegna inerte".
Il meccanismo, che è la parte che mi riguarda. L'iniezione intramuscolare provoca necrosi delle cellule muscolari: al microscopio elettronico mitocondri gonfi e deformati, membrana cellulare rotta. Le cellule morte rilasciano DNA mitocondriale (mtDNA) in circolo. Il mtDNA attiva nei neutrofili le vie TLR9-MyD88 e cGAS-STING, i neutrofili formano le NET (trappole extracellulari), e le NET costruiscono la "nicchia pro-metastatica" nei polmoni: gli istoni facilitano l'adesione delle cellule tumorali all'endotelio, l'elastasi neutrofila rimodella la laminina e attiva le integrine.
Parte dai mitocondri. Come sempre — il capitolo del mio prossimo libro che i benpensanti considereranno "non pertinente".
Onestà scientifica, subito. Modello murino, non umano. I ricercatori non hanno iniettato il vaccino Pfizer finito, ma una LNP di composizione equivalente (ALC-0315). Il dettaglio: la loro formulazione con SM-102 (il lipide di Moderna) NON ha promosso metastasi nell'esperimento. Due formulazioni con ALC-0315 promuovevano, quella con SM-102 no. Gli autori non lo spiegano — e chiedono "raffinamenti delle formulazioni", non la chiusura della piattaforma. Loro all'mRNA ci credono ancora.
Il contesto che conta. Mentre questo studio passava la peer review, la FDA approvava il nuovo vaccino Pfizer per l'autunno senza nuovi dati di sicurezza ed efficacia. E ricercatori Moderna stessi, su Nature Reviews Drug Discovery (2023), ammettevano che i componenti lipidici delle LNP "presentano preoccupazioni di tossicità".
Nel 2021, chi chiedeva "ma dove vanno a finire queste nanoparticelle?" si prendeva la censura: vaccino sicuro ed efficace, il guscio è inerte, non fare domande. Oggi la letteratura primaria dice che il guscio — da solo, senza carico — non solo non è inerte: nei topi con tumore prepara il letto alle metastasi.
Nel topo. Per ora.
📄 Fonte: "Lipid nanoparticle used in mRNA vaccine promotes tumor metastasis in mouse model via mtDNA-induced neutrophil activation and NETosis", Nano Today Vol. 69, 2026, DOI 10.1016/j.nantod.2026.103039 — Sichuan University, 18 autori, nessun conflitto d'interesse dichiarato. 📄 Contesto: J. Fleetwood, 2 settembre 2026 — https://jonfleetwood.substack.com/p/pfizer-type-lipid-nanoparticles-even
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#LNP #mRNA #Metastasi #Nanoparticelle #Mitocondri #NETosis #SicuroEdEfficace #EvolutaMente
Substack
Pfizer-Type Lipid Nanoparticles Even Containing No mRNA Increase Metastatic Tumor Burden More Than 10-Fold in Mice With Cancer:…
“We demonstrate that LNP administration promotes tumor metastasis by inducing a systemic inflammatory response,” study authors confirm. “LNPs exhibited a promotive effect on tumor metastasis.”
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🔴 RIFIUTATO SENZA NESSUNA REVISIONE. IL MOTIVO? L'ARGOMENTO "NON INTERESSA I LETTORI". Sì, l'argomento è: i danni prolungati da vaccino.
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
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#RetsefLevi #VSafe #Censura #PeerReview #Vaccine #EffettiAvversi #MIT #EvolutaMente
Il professor Retsef Levi — MIT, e già responsabile della revisione sulla sicurezza dei vaccini COVID per l'ACIP federale — ha raccontato ieri sera cosa è successo al suo ultimo studio: "Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees". Analizzava i dati V-SAFE, il sistema di sorveglianza attiva tramite smartphone che il CDC ha usato per monitorare gli effetti dei vaccini COVID su milioni di americani.
Due rifiuti, entrambi "desk rejection" — cioè scartati dal banco della redazione, senza passare nemmeno un giorno di revisione tra pari:
1️⃣ La rivista Vaccine (Elsevier) — la rivista di vaccinologia più citata al mondo. 2️⃣ medRxiv — la piattaforma di preprint che nasce per pubblicare gli studi PRIMA della peer review, senza filtri.
La motivazione dichiarata, testuale: il tema "non è importante per i lettori" della rivista.
Rileggetelo. Una rivista chiamata Vaccine ritiene che gli effetti avversi prolungati riportati dai pazienti vaccinati non siano un tema di interesse per chi legge una rivista di vaccinologia.
I dettagli che rendono la cosa indecente:
— I dati V-SAFE sono pubblici. Sono i dati del CDC, raccolti col denaro dei contribuenti americani. Non è un dataset misterioso: è il dataset ufficiale dell'Agenzia. — La stessa rivista Vaccine ha pubblicato numerosi paper del CDC basati sui dati V-SAFE. Quando i risultati erano rassicuranti, il dataset era buono. Quando gli stessi dati raccontavano danni prolungati, il dataset è diventato "non interessante". — Un desk rejection da una piattaforma di preprint è un evento rarissimo: avviene solo quando ci sono dubbi gravi sui dati o sulle credenziali degli autori. Qui i dati sono pubblici e l'autore viene dal MIT. Non resta molta scelta su quale sia il vero motivo.
La conclusione di Levi è netta: "Queste politiche sono comuni a tutte le riviste scientifiche. La maggior parte di queste riviste e degli accademici nei loro board editoriali è finanziata da case farmaceutiche con interessi propri. Questo mette in seria discussione la nozione stessa di letteratura sottoposta a peer review".
Sono anni che lo dico e lo scrivo: la peer review non è un filtro di qualità — è un filtro di potere. Non decide cosa è vero, decide cosa è pubblicabile. Un errore che va a favore della narrazione passa la revisione in due settimane; un dato che la contraddice muore al banco, senza nemmeno il processo.
E il sistema funziona su due binari, come abbiamo visto proprio ieri con i documenti declassificati del Senatore Paul: in sala riunioni si dice una cosa (sieroprevalenza 20-25%), in TV se ne dice un'altra (5%). In laboratorio si misura una cosa, sulla rivista se ne pubblica un'altra. Il danno non sta solo nel singolo studio respinto — sta nel messaggio che passa a ogni ricercatore onesto del pianeta: se i dati ti portano dove non devi andare, i tuoi dati non usciranno dal cassetto.
Nel 2021 chi parlava di segnali negli effetti avversi era "complottista". Nel 2026 un professore del MIT usa i dati ufficiali del CDC, lo respingono lo stesso, e a chiamarsi "complottista" sono le stesse redazioni che scartano gli studi senza leggerli. La scienza non è mai stata questa. Questa è editoria.
📄 Fonte: R. Levi, X, 2 settembre 2026 — https://x.com/RetsefL/status/2095258711128252880 📄 Profilo: Retsef Levi, MIT Sloan School of Management; revisione sicurezza vaccini COVID per ACIP (Politico, dicembre 2025; The Guardian, marzo 2026)
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X (formerly Twitter)
Retsef Levi (@RetsefL) on X
We must counter the immense censorship by scientific journals on any discussion of vaccine injuries!
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
w…
Our recent preprint:
“Reporting on Prolonged Adverse Health Impact Among V-SAFE Enrollees”
w…
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🪖 2.544 MORTI DI MILITARI SEGNALATE AL SISTEMA AMERICANO. MAI VERIFICATE. ORA IL GOVERNO USA APRE L'INDAGINE. LO RIFERISCE POLITICO.
Notizia uscita ieri su POLITICO (3 settembre 2026), nemmeno troppo in grande: il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha incaricato una dottoressa dell'Esercito, Theresa Long — specialista in medicina aerospaziale, ora senior medical adviser militare del dipartimento — di indagare se i militari americani siano morti per il vaccino COVID dopo l'obbligo imposto da Biden nel 2021.
L'incarico della Long è triplo: verificare se le 2.544 morti tra i militari segnalate al VAERS (il sistema federale di farmacovigilanza) siano state causate dal vaccino; indagare il sistema di sorveglianza sanitaria durante la pandemia; riesaminare due database medici militari, incluso quello dietro il rapporto del Pentagono del 2026 sulla salute dei militari vaccinati.
Il primo punto è il cuore di tutto: 2.544 segnalazioni di morte di personale in servizio, finite nel sistema federale, e nessuno le ha MAI verificate. Cinque anni. Il VAERS non è progettato per verificare — è progettato per raccogliere. Le segnalazioni entrano e lì restano: "non verificate" è la definizione burocratica. Chi le ha archiviate non le ha nemmeno smentite: le ha solo lasciate. Ora qualcuno ha l'incarico ufficiale di aprirle una a una.
Nel corso della sua deposizione (14 agosto), la Long ha dichiarato di conoscere personalmente 28 persone morte per il vaccino — e di non aver avuto il permesso di dire di più.
Il contesto: l'obbligo vaccinale militare del 2021 ha portato al congedo di quasi 9.000 militari per aver rifiutato il vaccino, prima che il Congresso imponesse al Pentagono di cancellare la regola con la legge del 2022. A maggio, il segretario alla Difesa Hegseth ha lanciato la task force di "reinstatement and reconciliation" per reintegrare i congedati, con l'obiettivo dichiarato di "sanare i torti del passato".
Il contraltare va detto. Il rapporto del Pentagono del 2026 sugli effetti della vaccinazione sui militari in servizio attivo ha trovato un aumento di miocardite e pericardite "nel breve termine dopo la vaccinazione, ma non sostenuto su un periodo di 1 anno" — e non menziona nessuna morte. La Long sta proprio riesaminando i dati di quel rapporto. C'è poi il database medico militare che nel 2021 mostrò un'impennata impressionante di patologie tra i militari — il Pentagono la attribuì a un "errore di tabulazione" e la corresse al ribasso. La Long contesta quella correzione e sostiene l'opposto: che la rettifica abbia riportato i numeri "a un livello che faceva sembrare il vaccino benefico". È esattamente ciò che deve stabilire un'indagine: chi ha ragione. Nessuno lo sa ancora — ma per la prima volta qualcuno ha il mandato di guardare.
Per anni, chiedersi se i militari giovani e sani stessero morendo dopo il vaccino era "disinformazione": era il dato del database DMED contestato, erano le deposizioni della stessa Long, erano i 28 morti di cui non poteva parlare. Adesso è un'indagine ufficiale del governo americano.
La diga non si crepa più. Si sta sfaldando.
In Italia invece hanno già provveduto a ridicolizzare un sindacato di polizia che aveva semplicemente osato alzare il dito per chiedere...
📄 Fonte: POLITICO, 3 settembre 2026 — "RFK Jr. is investigating whether troops died of Covid vaccine, Army doctor says" — https://www.politico.com/news/2026/09/03/rfk-jr-covid-vaccines-pentagon-defense-injuries-01063921 📄 Avvertenza FDA su miocardite post-vaccino (formula 2023-2024): 27 casi per milione nella prima settimana nei giovani uomini, contro 8 per milione nella popolazione generale.
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#RFKJr #VacciniCovid #Militari #VAERS #Farmacovigilanza #Pentagono #EvolutaMente
Notizia uscita ieri su POLITICO (3 settembre 2026), nemmeno troppo in grande: il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha incaricato una dottoressa dell'Esercito, Theresa Long — specialista in medicina aerospaziale, ora senior medical adviser militare del dipartimento — di indagare se i militari americani siano morti per il vaccino COVID dopo l'obbligo imposto da Biden nel 2021.
L'incarico della Long è triplo: verificare se le 2.544 morti tra i militari segnalate al VAERS (il sistema federale di farmacovigilanza) siano state causate dal vaccino; indagare il sistema di sorveglianza sanitaria durante la pandemia; riesaminare due database medici militari, incluso quello dietro il rapporto del Pentagono del 2026 sulla salute dei militari vaccinati.
Il primo punto è il cuore di tutto: 2.544 segnalazioni di morte di personale in servizio, finite nel sistema federale, e nessuno le ha MAI verificate. Cinque anni. Il VAERS non è progettato per verificare — è progettato per raccogliere. Le segnalazioni entrano e lì restano: "non verificate" è la definizione burocratica. Chi le ha archiviate non le ha nemmeno smentite: le ha solo lasciate. Ora qualcuno ha l'incarico ufficiale di aprirle una a una.
Nel corso della sua deposizione (14 agosto), la Long ha dichiarato di conoscere personalmente 28 persone morte per il vaccino — e di non aver avuto il permesso di dire di più.
Il contesto: l'obbligo vaccinale militare del 2021 ha portato al congedo di quasi 9.000 militari per aver rifiutato il vaccino, prima che il Congresso imponesse al Pentagono di cancellare la regola con la legge del 2022. A maggio, il segretario alla Difesa Hegseth ha lanciato la task force di "reinstatement and reconciliation" per reintegrare i congedati, con l'obiettivo dichiarato di "sanare i torti del passato".
Il contraltare va detto. Il rapporto del Pentagono del 2026 sugli effetti della vaccinazione sui militari in servizio attivo ha trovato un aumento di miocardite e pericardite "nel breve termine dopo la vaccinazione, ma non sostenuto su un periodo di 1 anno" — e non menziona nessuna morte. La Long sta proprio riesaminando i dati di quel rapporto. C'è poi il database medico militare che nel 2021 mostrò un'impennata impressionante di patologie tra i militari — il Pentagono la attribuì a un "errore di tabulazione" e la corresse al ribasso. La Long contesta quella correzione e sostiene l'opposto: che la rettifica abbia riportato i numeri "a un livello che faceva sembrare il vaccino benefico". È esattamente ciò che deve stabilire un'indagine: chi ha ragione. Nessuno lo sa ancora — ma per la prima volta qualcuno ha il mandato di guardare.
Per anni, chiedersi se i militari giovani e sani stessero morendo dopo il vaccino era "disinformazione": era il dato del database DMED contestato, erano le deposizioni della stessa Long, erano i 28 morti di cui non poteva parlare. Adesso è un'indagine ufficiale del governo americano.
La diga non si crepa più. Si sta sfaldando.
In Italia invece hanno già provveduto a ridicolizzare un sindacato di polizia che aveva semplicemente osato alzare il dito per chiedere...
📄 Fonte: POLITICO, 3 settembre 2026 — "RFK Jr. is investigating whether troops died of Covid vaccine, Army doctor says" — https://www.politico.com/news/2026/09/03/rfk-jr-covid-vaccines-pentagon-defense-injuries-01063921 📄 Avvertenza FDA su miocardite post-vaccino (formula 2023-2024): 27 casi per milione nella prima settimana nei giovani uomini, contro 8 per milione nella popolazione generale.
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RFK Jr. is investigating whether troops died of Covid vaccine, Army doctor says
Theresa Long is one of a few advisers to the health secretary examining whether the government covered up vaccine side effects.
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🧪 "I VACCINATI TRASMETTONO IL MORBILLO?" LO CHIEDE UNA METANALISI. E LA RISPOSTA DEGLI AUTORI — CDC, OMS, JOHNS HOPKINS — È: SÌ.
Ogni focolaio di morbillo segue lo stesso copione: il bambino non vaccinato che scatena l'epidemia, il caso evitabile, l'obbligo per tutti gli altri. La premessa è che il "virus" viaggia solo coi non vaccinati. Una review sistematica appena pubblicata ha fatto quello che la scienza dovrebbe fare prima di ogni titolo di giornale: guardare i dati. Il paper si intitola, letteralmente, "Do vaccinated cases transmit measles?" — i casi vaccinati trasmettono il morbillo?
Prima le firme, perché qui sta la forza: 14 autori. Walter Orenstein, 16 anni direttore del programma immunizzazioni dei CDC, co-editor del Plotkin's Vaccines. Paul Rota, capo del laboratorio morbillo dei CDC. Natasha Crowcroft, responsabile del programma morbillo dell'OMS a Ginevra. William Moss, Johns Hopkins. David Durrheim, presiede la commissione OMS che certifica l'eliminazione del morbillo. Desirée Pastor, responsabile immunizzazioni OPAS. Non un collettivo di complottisti: la direzione stessa dei programmi vaccinali planetari.
Ecco cosa hanno trovato, vagliando 11.911 studi e includendone 33, da 18 paesi (Expert Review of Vaccines, 14 agosto 2026, DOI 10.1080/14760584.2026.2708188):
🔸 Tra i 890 casi di morbillo in persone vaccinate, 70 hanno trasmesso la malattia ad altri: 237 casi secondari diretti, e 812 casi totali ricondotti ai trasmettitori vaccinati, incluse le generazioni successive.
🔸 22 di quei 70 trasmettitori — il 31,4% — avevano ricevuto due dosi o più. "Pienamente vaccinati".
🔸 Solo il 36,8% dei trasmettitori vaccinati rispondeva alla definizione clinica OMS di caso (febbre + esantema + tosse, raffreddore o congiuntivite). Il morbillo in un vaccinato spesso non sembra il morbillo del libro di testo: niente isolamento, niente tracciamento, niente tampone. Buio epidemiologico certificato.
🔸 E il dato che chiude il cerchio: su 11.911 studi vagliati, UNO SOLO aveva stimato l'efficacia del vaccino contro la trasmissibilità in avanti di chi è già infetto. Uno. Con intervalli di confidenza larghi come autostrade: una dose, 10% (IC 95% da -80 a 62); due dosi, 61% (IC da -203 a 100). Su questa base probatoria poggiano vent'anni di titoli sul "non vaccinato che ha scatenato il focolaio".
Onestà completa, perché il rigore vale da entrambi i lati: gli autori stessi precisano che la trasmissione da vaccinati è "relativamente poco comune", e che i vaccinati restano molto meno trasmissivi dei non vaccinati (Gastañaduy et al., JAMA Pediatrics 2020: numero riproduttivo 0,17-0,27 per i vaccinati contro 0,76 per i non vaccinati). Il paper non dice "i vaccinati trasmettono come i non vaccinati". Dice: i vaccinati trasmettono. Entrambe le cose stanno nella stessa review: chi ne cita una senza l'altra fa propaganda.
Ma la conclusione resta quella che conta: la trasmissione da casi vaccinati esiste, è documentata, e la sorveglianza non la vede perché il caso vaccinato non risponde alla definizione clinica. Al prossimo focolaio col "non vaccinato che ha scatenato tutto", la domanda è una sola: su che base probatoria escludete i 70 su 890? La risposta adesso è per iscritto, firmata dagli stessi che i programmi li dirigono.
Questa non è battaglia pro o contro: è la differenza tra un dogma e una misura. Il dogma dice "trasmette solo il non vaccinato". La misura dice "trasmette meno il vaccinato — e trasmette". Sono due affermazioni diverse, e solo una è scienza.
📄 Fonte: Wright J, Crowcroft NS, Perry J, et al. "Do vaccinated cases transmit measles? A systematic review and meta-analysis." Expert Review of Vaccines, 14 agosto 2026. DOI 10.1080/14760584.2026.2708188 — https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/14760584.2026.2708188 📄 Thread di analisi: Sayer Ji, 4 settembre 2026 — https://x.com/sayerjigmi/status/2095683830787256451 📄 Gastañaduy PA et al., JAMA Pediatrics 2020.
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#Morbillo #Vaccini #Metanalisi #CDC #OMS #Farmacovigilanza #EvolutaMente
Ogni focolaio di morbillo segue lo stesso copione: il bambino non vaccinato che scatena l'epidemia, il caso evitabile, l'obbligo per tutti gli altri. La premessa è che il "virus" viaggia solo coi non vaccinati. Una review sistematica appena pubblicata ha fatto quello che la scienza dovrebbe fare prima di ogni titolo di giornale: guardare i dati. Il paper si intitola, letteralmente, "Do vaccinated cases transmit measles?" — i casi vaccinati trasmettono il morbillo?
Prima le firme, perché qui sta la forza: 14 autori. Walter Orenstein, 16 anni direttore del programma immunizzazioni dei CDC, co-editor del Plotkin's Vaccines. Paul Rota, capo del laboratorio morbillo dei CDC. Natasha Crowcroft, responsabile del programma morbillo dell'OMS a Ginevra. William Moss, Johns Hopkins. David Durrheim, presiede la commissione OMS che certifica l'eliminazione del morbillo. Desirée Pastor, responsabile immunizzazioni OPAS. Non un collettivo di complottisti: la direzione stessa dei programmi vaccinali planetari.
Ecco cosa hanno trovato, vagliando 11.911 studi e includendone 33, da 18 paesi (Expert Review of Vaccines, 14 agosto 2026, DOI 10.1080/14760584.2026.2708188):
🔸 Tra i 890 casi di morbillo in persone vaccinate, 70 hanno trasmesso la malattia ad altri: 237 casi secondari diretti, e 812 casi totali ricondotti ai trasmettitori vaccinati, incluse le generazioni successive.
🔸 22 di quei 70 trasmettitori — il 31,4% — avevano ricevuto due dosi o più. "Pienamente vaccinati".
🔸 Solo il 36,8% dei trasmettitori vaccinati rispondeva alla definizione clinica OMS di caso (febbre + esantema + tosse, raffreddore o congiuntivite). Il morbillo in un vaccinato spesso non sembra il morbillo del libro di testo: niente isolamento, niente tracciamento, niente tampone. Buio epidemiologico certificato.
🔸 E il dato che chiude il cerchio: su 11.911 studi vagliati, UNO SOLO aveva stimato l'efficacia del vaccino contro la trasmissibilità in avanti di chi è già infetto. Uno. Con intervalli di confidenza larghi come autostrade: una dose, 10% (IC 95% da -80 a 62); due dosi, 61% (IC da -203 a 100). Su questa base probatoria poggiano vent'anni di titoli sul "non vaccinato che ha scatenato il focolaio".
Onestà completa, perché il rigore vale da entrambi i lati: gli autori stessi precisano che la trasmissione da vaccinati è "relativamente poco comune", e che i vaccinati restano molto meno trasmissivi dei non vaccinati (Gastañaduy et al., JAMA Pediatrics 2020: numero riproduttivo 0,17-0,27 per i vaccinati contro 0,76 per i non vaccinati). Il paper non dice "i vaccinati trasmettono come i non vaccinati". Dice: i vaccinati trasmettono. Entrambe le cose stanno nella stessa review: chi ne cita una senza l'altra fa propaganda.
Ma la conclusione resta quella che conta: la trasmissione da casi vaccinati esiste, è documentata, e la sorveglianza non la vede perché il caso vaccinato non risponde alla definizione clinica. Al prossimo focolaio col "non vaccinato che ha scatenato tutto", la domanda è una sola: su che base probatoria escludete i 70 su 890? La risposta adesso è per iscritto, firmata dagli stessi che i programmi li dirigono.
Questa non è battaglia pro o contro: è la differenza tra un dogma e una misura. Il dogma dice "trasmette solo il non vaccinato". La misura dice "trasmette meno il vaccinato — e trasmette". Sono due affermazioni diverse, e solo una è scienza.
📄 Fonte: Wright J, Crowcroft NS, Perry J, et al. "Do vaccinated cases transmit measles? A systematic review and meta-analysis." Expert Review of Vaccines, 14 agosto 2026. DOI 10.1080/14760584.2026.2708188 — https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/14760584.2026.2708188 📄 Thread di analisi: Sayer Ji, 4 settembre 2026 — https://x.com/sayerjigmi/status/2095683830787256451 📄 Gastañaduy PA et al., JAMA Pediatrics 2020.
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Taylor & Francis
Do vaccinated cases transmit measles? A systematic review and meta-analysis
We reviewed evidence on whether vaccinated individuals can transmit measles and conducted a meta-analysis to understand transmission characteristics.We searched and extracted data from peer-reviewe...
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🛑 MILEI, LA "DESTRA" ITALIANA E IL MOTIVO PER CUI NON VOTERÒ MAI PIÙ — 2/2
Il governo Meloni — la "destra" — di "mileiano" ha solo il taglio della cravatta e due strette di mano, con annessi abbracci e sorrisi di rappresentanza.
Pressione fiscale al 43,1% del PIL nel 2025: il massimo dal 2014 (Istat). Debito pubblico oltre il 135% e in crescita (Banca d'Italia, 2025). Nessuna spending review seria, nessuna abolizione di tasse, nessuna deregolazione strutturale, nessun taglio delle accise, nessun blocco navale: UN CAZZO DI NIENTE. Solo chiacchiere e distintivo — la spesa pubblica aumenta e il contribuente paga come sotto i "centrosinistri", anzi di più.
E quando lo Stato ha bisogno di recuperare soldi, ti manda la Guardia di Finanza a casa — anche se hai già pagato un botto di tasse, distribuito benessere (dipendenti pagati) e contribuito al loro magna-magna con qualche milione di euro. L'imprenditore italiano non è un cittadino: è una mucca da mungere.
Il presidente argentino che la sinistra francese vuole bandire applica le ricette che la destra italiana promette da trent'anni e non applica mai.
Ecco perché non voterò mai più, anche se sono ideologicamente di destra (sociale).
Risultato: in Argentina la povertà crolla; in Italia i livelli di vita stagnano da trent'anni.
Ecco perché Vannacci (un ex militare come me, povero caporal maggiore,e sicuramente un vero patriota) sale vertiginosamente nei sondaggi — e gente come Monti dedicherà tutta la sua vita rimanente a fermarlo. La casta lo ha capito: un Milei in Italia significherebbe la fine del magna-magna, di destra e di sinistra. Per questo lo possono fermare solo unendosi tutti insieme.
La differenza tra le due sinistre — quella che governa Parigi e quella che vestita da destra governa Roma — non è il progetto: è la velocità.
Non voterò mai più in vita mia — almeno finché non vedrò in Italia un Milei.
🔗 Fonti: Istat — pressione fiscale 43,1% (2025); Banca d'Italia — debito pubblico (2025); dati INDEC su Argentina (secondo semestre 2025).
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#Milei #Meloni #PressioneFiscale #Italia #EvolutaMente
Il governo Meloni — la "destra" — di "mileiano" ha solo il taglio della cravatta e due strette di mano, con annessi abbracci e sorrisi di rappresentanza.
Pressione fiscale al 43,1% del PIL nel 2025: il massimo dal 2014 (Istat). Debito pubblico oltre il 135% e in crescita (Banca d'Italia, 2025). Nessuna spending review seria, nessuna abolizione di tasse, nessuna deregolazione strutturale, nessun taglio delle accise, nessun blocco navale: UN CAZZO DI NIENTE. Solo chiacchiere e distintivo — la spesa pubblica aumenta e il contribuente paga come sotto i "centrosinistri", anzi di più.
E quando lo Stato ha bisogno di recuperare soldi, ti manda la Guardia di Finanza a casa — anche se hai già pagato un botto di tasse, distribuito benessere (dipendenti pagati) e contribuito al loro magna-magna con qualche milione di euro. L'imprenditore italiano non è un cittadino: è una mucca da mungere.
Il presidente argentino che la sinistra francese vuole bandire applica le ricette che la destra italiana promette da trent'anni e non applica mai.
Ecco perché non voterò mai più, anche se sono ideologicamente di destra (sociale).
Risultato: in Argentina la povertà crolla; in Italia i livelli di vita stagnano da trent'anni.
Ecco perché Vannacci (un ex militare come me, povero caporal maggiore,e sicuramente un vero patriota) sale vertiginosamente nei sondaggi — e gente come Monti dedicherà tutta la sua vita rimanente a fermarlo. La casta lo ha capito: un Milei in Italia significherebbe la fine del magna-magna, di destra e di sinistra. Per questo lo possono fermare solo unendosi tutti insieme.
La differenza tra le due sinistre — quella che governa Parigi e quella che vestita da destra governa Roma — non è il progetto: è la velocità.
Non voterò mai più in vita mia — almeno finché non vedrò in Italia un Milei.
🔗 Fonti: Istat — pressione fiscale 43,1% (2025); Banca d'Italia — debito pubblico (2025); dati INDEC su Argentina (secondo semestre 2025).
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🛑 LA SINISTRA PARIGINA VUOLE VIETARE L'INGRESSO IN CITTÀ AL PRESIDENTE CHE HA TIRATO FUORI DALLA POVERTÀ MILIONI DI PERSONE — 1/2
Non è una provocazione. È successo davvero.
Il 1° settembre 2026, 250 firme — politici, intellettuali, artisti — hanno consegnato al Municipio di Parigi una petizione per dichiarare Javier Milei persona non grata nella capitale francese. Obiettivo: impedirne la partecipazione all'"Argentina Week Paris" (30 settembre - 2 ottobre), l'evento dove il presidente argentino incontrerà investitori europei.
Cosa chiedono? Che Parigi "rifiuti qualsiasi ricevimento ufficiale" a chi ha governato così:
POVERTÀ: da 52,9% a 28,2% (INDEC, dato ufficiale sul secondo semestre 2025: minimo dal 2018). Milioni di argentini usciti dalla povertà — 1,5 milioni di bambini secondo UNICEF.
INFLAZIONE: da 211% a circa il 30% annuo in corsa (INDEC, 2025). Il male cronico dell'Argentina, frenato.
BILANCIO: in avanzo per il secondo anno consecutivo (ministero dell'Economia argentino) — un avanzo che l'Italia non vede dal 1963.
CRESCITA: al 4,4% nel 2025, tra le più alte del continente (stime ufficiali).
Migliaia di norme abrogate, deregolazione strutturale, tasse tagliate di circa 3 punti di PIL (dati del governo argentino, 2025-2026).
Il paradosso è istruttivo. Il paese dei firmatari — la Francia, lo Stato più socialista dell'Occidente — ha un debito pubblico al 115,6% del PIL (Eurostat, 2025), pressione fiscale record, disoccupazione strutturale e un modello assistenziale che si finanzia stampando deficit. Ma la sinistra parigina, invece di chiedersi cosa funziona in Argentina, chiede al sindaco di vietare l'ingresso in città a chi ha dimostrato che si può fare diversamente.
Perché succede questo? Perché Milei non è una minaccia geopolitica. È una minaccia DIMOSTRATIVA. La sua esistenza prova ai cittadini francesi, italiani, spagnoli che la povertà non è una fatalità, che lo Stato magnaccia non è inevitabile, che i privilegi della casta (e di tutti i centri di potere) si possono tagliare. E un elettorato che scopre di poter vivere meglio con meno Stato è un elettorato che la sinistra perde per sempre.
Non è un caso francese. È la sinistra mondiale: chi boicotta il benessere dei propri cittadini non lo fa per sbaglio — lo fa perché il proprio potere si alimenta della dipendenza. Sussidi invece di lavoro, burocrazia invece di impresa, debito invece di crescita. Ogni cittadino che diventa autosufficiente è un voto che sfugge al controllo. La petizione parigina contro Milei non difende i diritti umani: difende l'allevamento del proprio elettorato.
E a chi mi scrive già con il dito alzato: sì, Milei è filo-israeliano, sionista convinto e dichiarato. A me non me ne frega un cazzo. Non lo sposo, non lo voto, non gli chiedo l'autografo: guardo i suoi dati. Un presidente che in due anni porta la povertà dal 52,9% al 28,2% e l'inflazione dal 211% al 30% è un esperimento da leggere, non un idolo da adorare — la sua geopolitica può piacere o no, i risultati sono oggettivi. A me interessano l'Italia e gli italiani. Il resto è cronaca. Ste cose di principio sono davvero ideologie da BAMBOCCIONI.
Ma la parte che brucia di più non è la sinistra parigina. È la destra italiana — quella che di queste ricette dovrebbe fare il tifo. Ne parliamo nel prossimo post.
🔗 Fonti: teleSUR — "Paris Petition Seeks To Declare Milei Persona Non Grata" (settembre 2026); Chequeado e Infobae — povertà al 28,2% su dati INDEC (secondo semestre 2025).
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#Milei #Argentina #Francia #SinistraMondiale #EvolutaMente
Non è una provocazione. È successo davvero.
Il 1° settembre 2026, 250 firme — politici, intellettuali, artisti — hanno consegnato al Municipio di Parigi una petizione per dichiarare Javier Milei persona non grata nella capitale francese. Obiettivo: impedirne la partecipazione all'"Argentina Week Paris" (30 settembre - 2 ottobre), l'evento dove il presidente argentino incontrerà investitori europei.
Cosa chiedono? Che Parigi "rifiuti qualsiasi ricevimento ufficiale" a chi ha governato così:
POVERTÀ: da 52,9% a 28,2% (INDEC, dato ufficiale sul secondo semestre 2025: minimo dal 2018). Milioni di argentini usciti dalla povertà — 1,5 milioni di bambini secondo UNICEF.
INFLAZIONE: da 211% a circa il 30% annuo in corsa (INDEC, 2025). Il male cronico dell'Argentina, frenato.
BILANCIO: in avanzo per il secondo anno consecutivo (ministero dell'Economia argentino) — un avanzo che l'Italia non vede dal 1963.
CRESCITA: al 4,4% nel 2025, tra le più alte del continente (stime ufficiali).
Migliaia di norme abrogate, deregolazione strutturale, tasse tagliate di circa 3 punti di PIL (dati del governo argentino, 2025-2026).
Il paradosso è istruttivo. Il paese dei firmatari — la Francia, lo Stato più socialista dell'Occidente — ha un debito pubblico al 115,6% del PIL (Eurostat, 2025), pressione fiscale record, disoccupazione strutturale e un modello assistenziale che si finanzia stampando deficit. Ma la sinistra parigina, invece di chiedersi cosa funziona in Argentina, chiede al sindaco di vietare l'ingresso in città a chi ha dimostrato che si può fare diversamente.
Perché succede questo? Perché Milei non è una minaccia geopolitica. È una minaccia DIMOSTRATIVA. La sua esistenza prova ai cittadini francesi, italiani, spagnoli che la povertà non è una fatalità, che lo Stato magnaccia non è inevitabile, che i privilegi della casta (e di tutti i centri di potere) si possono tagliare. E un elettorato che scopre di poter vivere meglio con meno Stato è un elettorato che la sinistra perde per sempre.
Non è un caso francese. È la sinistra mondiale: chi boicotta il benessere dei propri cittadini non lo fa per sbaglio — lo fa perché il proprio potere si alimenta della dipendenza. Sussidi invece di lavoro, burocrazia invece di impresa, debito invece di crescita. Ogni cittadino che diventa autosufficiente è un voto che sfugge al controllo. La petizione parigina contro Milei non difende i diritti umani: difende l'allevamento del proprio elettorato.
E a chi mi scrive già con il dito alzato: sì, Milei è filo-israeliano, sionista convinto e dichiarato. A me non me ne frega un cazzo. Non lo sposo, non lo voto, non gli chiedo l'autografo: guardo i suoi dati. Un presidente che in due anni porta la povertà dal 52,9% al 28,2% e l'inflazione dal 211% al 30% è un esperimento da leggere, non un idolo da adorare — la sua geopolitica può piacere o no, i risultati sono oggettivi. A me interessano l'Italia e gli italiani. Il resto è cronaca. Ste cose di principio sono davvero ideologie da BAMBOCCIONI.
Ma la parte che brucia di più non è la sinistra parigina. È la destra italiana — quella che di queste ricette dovrebbe fare il tifo. Ne parliamo nel prossimo post.
🔗 Fonti: teleSUR — "Paris Petition Seeks To Declare Milei Persona Non Grata" (settembre 2026); Chequeado e Infobae — povertà al 28,2% su dati INDEC (secondo semestre 2025).
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🔴 IL VACCINO "SALVAVITA" AVEVA IL DOPPIO DI MORTI IMPROVVISE NEL GRUPPO VACCINATO. ERA NELLA RELAZIONE FDA. NASCOSTO!
Nuovo studio forense su Medical Research Archives (1° settembre 2026): "Sudden Unexpected Death in the Pfizer BNT162b2 Trial: A Pharmacovigilance Failure". Quattro autori hanno ripreso i documenti originali del trial C4591001 di Pfizer — quelli rilasciati dopo la causa PHMPT — e hanno fatto quello che né Pfizer né la FDA hanno mai fatto: classificare le morti del trial per tipo.
I numeri noti: 38 morti totali nei primi 6 mesi, 21 nel gruppo vaccinato e 17 nel gruppo placebo. Dati ufficiali FDA (documento 151733, pag. 23). Erano lì dal 2021 — Peter Doshi li pubblicò sul BMJ e fu massacrato.
Ora i numeri nuovi. Di quelle 38 morti, 15 sono morti improvvise e inattese (SUD — Sudden Unexpected Death) in persone apparentemente stabili: 10 nel gruppo vaccinato, 5 nel gruppo placebo. Esattamente il doppio.
E i dettagli sono peggio dei numeri:
— In 8 casi su 15 la causa dichiarata è "arresto cardiaco" o "arresto cardiopolmonare" — che non è una causa, è una descrizione. L'eziologia sottostante: ignota. — Su 15 morti improvvise, solo 4 con autopsia — e i referti originali non sono mai stati forniti. — I maschi vaccinati deceduti per morte improvvisa erano più giovani: mediana 52,5 anni contro 65,5 del gruppo placebo (p=0,04). La morte improvvisa spostata verso il basso, nell'età di chi lavora, guida, ha figli.
Ma la parte che inchioda è come il segnale è stato reso invisibile. Tre scelte di metodo, secondo gli autori:
1️⃣ La morte improvvisa NON era nell'elenco degli eventi avversi di speciale interesse (AESI) predefiniti. Non la cercavano: chi non cerca, non trova. 2️⃣ Le date dei decessi riportate in modo incoerente tra i documenti. 3️⃣ Nessun dato autopsico standardizzato per le morti inattese.
Non è distrazione: è progettazione. Se la morte improvvisa non è tra gli AESI e le autopsie non esistono, il doppio di morti improvvise nel gruppo vaccinato non risulterà mai "statisticamente significativo" — e un segnale non significativo ufficialmente non esiste.
Il quadro è quello che dicevo nel 2021, quando tutti ancora ridevano: l'autorizzazione d'emergenza richiedeva una reale emergenza e un beneficio clinico significativo. Non c'era né l'una né l'altro — l'emergenza era costruita sui numeri PCR (l'inventore del test aveva già avvertito), e sul piano clinico il gruppo vaccinato aveva più morti e più malattie del gruppo placebo. Numeri "non ancora significativi" solo perché il trial fu interrotto dopo pochi mesi.
Precisazione di rigore: lo studio non dimostra causalità — gli autori segnalano che non trovano associazione temporale tra dose e morte. Ma è esattamente la loro tesi: la causalità non poteva essere valutata, perché i dati per farlo (autopsie, date, monitoraggio AESI) non sono mai stati raccolti. Non sappiamo se il vaccino abbia causato quelle morti perché il sistema era costruito per non saperlo.
E il finale dà il senso di questa settimana: Pfizer deve ancora consegnare alle autorità circa 1 milione di pagine, come nota Stefan Homburg nel thread che ha rilanciato lo studio. Ieri i verbali della CIA sul 20-25% di sieroprevalenza detto in privato, oggi il doppio di morti improvvise sepolto nel trial, la censura delle riviste sui dati V-SAFE del MIT.
Quello che sta uscendo su questo scandalo è solo l'inizio.
📄 Fonti: Michels C, Kunadhasan J, Clark E, Flowers C. "Sudden Unexpected Death in the Pfizer BNT162b2 Trial: A Pharmacovigilance Failure", Medical Research Archives, 1 settembre 2026 — https://esmed.org/MRA/mra/article/view/7810 📄 FDA, Clinical Review Memorandum Comirnaty, doc. 151733, pag. 23 (21 morti vaccinati vs 17 placebo) 📄 S. Homburg, X, 3 settembre 2026 — https://x.com/SHomburg/status/2095537833750491151
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#Pfizer #Comirnaty #Trial #MorteImprovvisa #SUD #FDA #Pharmacovigilance #EvolutaMente
Nuovo studio forense su Medical Research Archives (1° settembre 2026): "Sudden Unexpected Death in the Pfizer BNT162b2 Trial: A Pharmacovigilance Failure". Quattro autori hanno ripreso i documenti originali del trial C4591001 di Pfizer — quelli rilasciati dopo la causa PHMPT — e hanno fatto quello che né Pfizer né la FDA hanno mai fatto: classificare le morti del trial per tipo.
I numeri noti: 38 morti totali nei primi 6 mesi, 21 nel gruppo vaccinato e 17 nel gruppo placebo. Dati ufficiali FDA (documento 151733, pag. 23). Erano lì dal 2021 — Peter Doshi li pubblicò sul BMJ e fu massacrato.
Ora i numeri nuovi. Di quelle 38 morti, 15 sono morti improvvise e inattese (SUD — Sudden Unexpected Death) in persone apparentemente stabili: 10 nel gruppo vaccinato, 5 nel gruppo placebo. Esattamente il doppio.
E i dettagli sono peggio dei numeri:
— In 8 casi su 15 la causa dichiarata è "arresto cardiaco" o "arresto cardiopolmonare" — che non è una causa, è una descrizione. L'eziologia sottostante: ignota. — Su 15 morti improvvise, solo 4 con autopsia — e i referti originali non sono mai stati forniti. — I maschi vaccinati deceduti per morte improvvisa erano più giovani: mediana 52,5 anni contro 65,5 del gruppo placebo (p=0,04). La morte improvvisa spostata verso il basso, nell'età di chi lavora, guida, ha figli.
Ma la parte che inchioda è come il segnale è stato reso invisibile. Tre scelte di metodo, secondo gli autori:
1️⃣ La morte improvvisa NON era nell'elenco degli eventi avversi di speciale interesse (AESI) predefiniti. Non la cercavano: chi non cerca, non trova. 2️⃣ Le date dei decessi riportate in modo incoerente tra i documenti. 3️⃣ Nessun dato autopsico standardizzato per le morti inattese.
Non è distrazione: è progettazione. Se la morte improvvisa non è tra gli AESI e le autopsie non esistono, il doppio di morti improvvise nel gruppo vaccinato non risulterà mai "statisticamente significativo" — e un segnale non significativo ufficialmente non esiste.
Il quadro è quello che dicevo nel 2021, quando tutti ancora ridevano: l'autorizzazione d'emergenza richiedeva una reale emergenza e un beneficio clinico significativo. Non c'era né l'una né l'altro — l'emergenza era costruita sui numeri PCR (l'inventore del test aveva già avvertito), e sul piano clinico il gruppo vaccinato aveva più morti e più malattie del gruppo placebo. Numeri "non ancora significativi" solo perché il trial fu interrotto dopo pochi mesi.
Precisazione di rigore: lo studio non dimostra causalità — gli autori segnalano che non trovano associazione temporale tra dose e morte. Ma è esattamente la loro tesi: la causalità non poteva essere valutata, perché i dati per farlo (autopsie, date, monitoraggio AESI) non sono mai stati raccolti. Non sappiamo se il vaccino abbia causato quelle morti perché il sistema era costruito per non saperlo.
E il finale dà il senso di questa settimana: Pfizer deve ancora consegnare alle autorità circa 1 milione di pagine, come nota Stefan Homburg nel thread che ha rilanciato lo studio. Ieri i verbali della CIA sul 20-25% di sieroprevalenza detto in privato, oggi il doppio di morti improvvise sepolto nel trial, la censura delle riviste sui dati V-SAFE del MIT.
Quello che sta uscendo su questo scandalo è solo l'inizio.
📄 Fonti: Michels C, Kunadhasan J, Clark E, Flowers C. "Sudden Unexpected Death in the Pfizer BNT162b2 Trial: A Pharmacovigilance Failure", Medical Research Archives, 1 settembre 2026 — https://esmed.org/MRA/mra/article/view/7810 📄 FDA, Clinical Review Memorandum Comirnaty, doc. 151733, pag. 23 (21 morti vaccinati vs 17 placebo) 📄 S. Homburg, X, 3 settembre 2026 — https://x.com/SHomburg/status/2095537833750491151
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🐾 "SONO MORTI DI INSUFFICIENZA RENALE. E ALLORA? DEVONO ESSERE ETERNI?" — LA FRASE CHE SPIEGA PERCHÉ NESSUNO CHIEDE PIÙ "PERCHÉ".
Sotto il mio articolo sui gatti:
https://www.evolutamente.it/vitamina-d-gatti-colecalciferolo-renale/
è arrivato un commento che vale più di mille analisi sociologiche, perché fotografa un riflesso culturale diffuso: "i croccantini vanno benissimo, ho avuto tre gatti vissuti 17 anni, sono morti di insufficienza renale sicuramente due, e allora? Devono essere eterni?"
Fermatevi un secondo su questa frase, perché è un piccolo capolavoro di rassegnazione travestita da buon senso. L'insufficienza renale non è la vecchiaia: è una PATOLOGIA, con cause, meccanismi, e — soprattutto — fattori di rischio modificabili. Trattarla come il prezzo naturale di una vita lunga è esattamente il modo in cui si smette di indagare, e si comincia ad accettare una vecchiaia terribile.
Nessuno vuole ammettere che il cibo secco addizionato di "vitamine" sintetiche (obbligatoriamente) "uccide" i gatti. Dico che la comodità di un croccantino standardizzato, con dosi di colecalciferolo pensate per l'etichetta e non per il rene di un animale che vivrà 17 anni, è un fattore che la scienza veterinaria non ha mai voluto misurare — e che "sono morti di insufficienza renale, e allora?" liquida senza fare una sola domanda.
Il punto non è il gatto. È il riflesso: quando una patologia diventa "normale" perché è comune, smettiamo di chiederci il perché — e la domanda "perché" è l'unica cosa che ha mai fatto avanzare la medicina, veterinaria o umana che sia. Lo stesso identico riflesso lo vedo applicato all'invecchiamento delle persone: il declino cognitivo, la fragilità ossea, la stanchezza cronica trattati come destino biologico invece che come somma di cause modificabili — luce, mitocondri, minerali, movimento. "Devono essere eterni?" è la domanda sbagliata. La domanda giusta è: perché muoiono prima del tempo, e cosa di quello che facciamo lo accelera?
La rassegnazione non è saggezza. È solo la scorciatoia di chi ha smesso di guardare le cause.
📄 Fonti: Morris JG, "Ineffective vitamin D synthesis in cats is reversed by an inhibitor of 7-dehydrocholesterol-Δ7-reductase", J Nutr 1999, PMID 10203568; Merck Veterinary Manual — Cholecalciferol Poisoning; FDA.gov, alert Hill's Pet Nutrition 2019; dataset epidemiologico Banfield 2006-2011; IRIS (International Renal Interest Society).
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#Gatti #VitaminaD #SaluteAnimale #Mitocondri #EvolutaMente
Sotto il mio articolo sui gatti:
https://www.evolutamente.it/vitamina-d-gatti-colecalciferolo-renale/
è arrivato un commento che vale più di mille analisi sociologiche, perché fotografa un riflesso culturale diffuso: "i croccantini vanno benissimo, ho avuto tre gatti vissuti 17 anni, sono morti di insufficienza renale sicuramente due, e allora? Devono essere eterni?"
Fermatevi un secondo su questa frase, perché è un piccolo capolavoro di rassegnazione travestita da buon senso. L'insufficienza renale non è la vecchiaia: è una PATOLOGIA, con cause, meccanismi, e — soprattutto — fattori di rischio modificabili. Trattarla come il prezzo naturale di una vita lunga è esattamente il modo in cui si smette di indagare, e si comincia ad accettare una vecchiaia terribile.
Nessuno vuole ammettere che il cibo secco addizionato di "vitamine" sintetiche (obbligatoriamente) "uccide" i gatti. Dico che la comodità di un croccantino standardizzato, con dosi di colecalciferolo pensate per l'etichetta e non per il rene di un animale che vivrà 17 anni, è un fattore che la scienza veterinaria non ha mai voluto misurare — e che "sono morti di insufficienza renale, e allora?" liquida senza fare una sola domanda.
Il punto non è il gatto. È il riflesso: quando una patologia diventa "normale" perché è comune, smettiamo di chiederci il perché — e la domanda "perché" è l'unica cosa che ha mai fatto avanzare la medicina, veterinaria o umana che sia. Lo stesso identico riflesso lo vedo applicato all'invecchiamento delle persone: il declino cognitivo, la fragilità ossea, la stanchezza cronica trattati come destino biologico invece che come somma di cause modificabili — luce, mitocondri, minerali, movimento. "Devono essere eterni?" è la domanda sbagliata. La domanda giusta è: perché muoiono prima del tempo, e cosa di quello che facciamo lo accelera?
La rassegnazione non è saggezza. È solo la scorciatoia di chi ha smesso di guardare le cause.
📄 Fonti: Morris JG, "Ineffective vitamin D synthesis in cats is reversed by an inhibitor of 7-dehydrocholesterol-Δ7-reductase", J Nutr 1999, PMID 10203568; Merck Veterinary Manual — Cholecalciferol Poisoning; FDA.gov, alert Hill's Pet Nutrition 2019; dataset epidemiologico Banfield 2006-2011; IRIS (International Renal Interest Society).
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EvolutaMente.it
Vitamina D gatti: colecalciferolo obbligatorio e l'epidemia renale felina - EvolutaMente.it
Vitamina D gatti e cani: colecalciferolo obbligatorio per legge in ogni alimento. L'epidemia renale felina e l'ipotesi mai studiata.
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Forwarded from Evolutamente.it
🦠 QUANTE VOLTE SI PUÒ RICICLARE LA STESSA INFLUENZA CON UN NOME NUOVO, PRIMA CHE QUALCUNO NOTI IL PATTERN?
È la domanda che un profilo americano ha postato ieri sera, e vale la pena tradurla: "Quante volte puoi riciclare la stessa malattia simil-influenzale prima che la gente noti il pattern? Il 'patogeno' cambia nome, i sintomi restano impressionantemente familiari, e la macchina farmaceutica ha un'altra ragione per continuare a girare".
Prendete il 2026 e mettetelo in colonna. Hantavirus sulla nave da crociera olandese: febbre, mialgie, insufficienza respiratoria — 11 casi accertati, 3 morti, il direttore generale della WHO in conferenza stampa ("nessun segno di un focolaio più ampio, ma la situazione potrebbe cambiare"). Legionella a New York, torri di raffreddamento dell'Upper East Side: 90 contagiati, 11 morti. Criptosporidio a San Diego nelle piscine di un resort da 1,3 miliardi: diarrea, febbre, sintomi simil-influenzali. E sopra tutto, la melodia continua: esperti in allerta, "non è il prossimo coronavirus, ma", test di tracciamento, finanziamenti che arrivano.
Cambiato? Virus, batterio, parassita — tre categorie biologiche diverse. I sintomi? Identici. Febbre, mialgie, tosse, affaticamento. E qui la domanda che il pattern dovrebbe accendere: se la malattia è sempre la stessa qualunque sia il "colpevole" del mese — virus, batterio o parassita — allora quella febbre e quelle mialgie NON sono la firma del patogeno. Sono la risposta dell'ospite: l'immunità innata che si attiva, il fegato che alza la temperatura, i muscoli che fanno male. Il sintomo non descrive chi ti ha attaccato — descrive chi si sta difendendo. Per questo la lista dei sintomi non cambia mai: perché il corpo che risponde è sempre lo stesso.
Il profilo americano chiude con la domanda giusta, quella che da anni è anche la mia: a un certo punto bisognerebbe smettere di chiedere QUALE virus ha causato la malattia, e iniziare a chiedere SE un virus sia mai stato dimostrato come la causa — con isolamento, purificazione e trasmissione, non con un test al contrario.
Il resto è date. Conservatele: 2020, 2026, e ogni focolaio in mezzo, con nome nuovo e sintomo uguale. Il pattern si vede solo a chi non dimentica.
📄 Fonte: ViroLIEgy su X — https://x.com/ViroLIEgy/status/2096970099106205832 📄 Fonte: focolaio hantavirus MV Hondius — CIDRAP, 12 maggio 2026 — https://www.cidrap.umn.edu/hantavirus/hantavirus-outbreak-grows-11-cases-9-confirmed 📄 Fonte: focolaio Legionella NYC — NY Post, 28 agosto 2026 — https://nypost.com/2026/08/28/us-news/nyc-legionnaires-outbreak-death-toll-reaches-11-officials-insist-disease-no-longer-spreading/ 📄 Fonte: focolaio criptosporidio San Diego — NY Post, 4 settembre 2026 — https://nypost.com/2026/09/04/lifestyle/highly-contagious-socal-parasite-outbreak-linked-to-1-3b-resort-pools/
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#Patogeni #Focolai #ImmunitàInnata #Pattern #EvolutaMente
È la domanda che un profilo americano ha postato ieri sera, e vale la pena tradurla: "Quante volte puoi riciclare la stessa malattia simil-influenzale prima che la gente noti il pattern? Il 'patogeno' cambia nome, i sintomi restano impressionantemente familiari, e la macchina farmaceutica ha un'altra ragione per continuare a girare".
Prendete il 2026 e mettetelo in colonna. Hantavirus sulla nave da crociera olandese: febbre, mialgie, insufficienza respiratoria — 11 casi accertati, 3 morti, il direttore generale della WHO in conferenza stampa ("nessun segno di un focolaio più ampio, ma la situazione potrebbe cambiare"). Legionella a New York, torri di raffreddamento dell'Upper East Side: 90 contagiati, 11 morti. Criptosporidio a San Diego nelle piscine di un resort da 1,3 miliardi: diarrea, febbre, sintomi simil-influenzali. E sopra tutto, la melodia continua: esperti in allerta, "non è il prossimo coronavirus, ma", test di tracciamento, finanziamenti che arrivano.
Cambiato? Virus, batterio, parassita — tre categorie biologiche diverse. I sintomi? Identici. Febbre, mialgie, tosse, affaticamento. E qui la domanda che il pattern dovrebbe accendere: se la malattia è sempre la stessa qualunque sia il "colpevole" del mese — virus, batterio o parassita — allora quella febbre e quelle mialgie NON sono la firma del patogeno. Sono la risposta dell'ospite: l'immunità innata che si attiva, il fegato che alza la temperatura, i muscoli che fanno male. Il sintomo non descrive chi ti ha attaccato — descrive chi si sta difendendo. Per questo la lista dei sintomi non cambia mai: perché il corpo che risponde è sempre lo stesso.
Il profilo americano chiude con la domanda giusta, quella che da anni è anche la mia: a un certo punto bisognerebbe smettere di chiedere QUALE virus ha causato la malattia, e iniziare a chiedere SE un virus sia mai stato dimostrato come la causa — con isolamento, purificazione e trasmissione, non con un test al contrario.
Il resto è date. Conservatele: 2020, 2026, e ogni focolaio in mezzo, con nome nuovo e sintomo uguale. Il pattern si vede solo a chi non dimentica.
📄 Fonte: ViroLIEgy su X — https://x.com/ViroLIEgy/status/2096970099106205832 📄 Fonte: focolaio hantavirus MV Hondius — CIDRAP, 12 maggio 2026 — https://www.cidrap.umn.edu/hantavirus/hantavirus-outbreak-grows-11-cases-9-confirmed 📄 Fonte: focolaio Legionella NYC — NY Post, 28 agosto 2026 — https://nypost.com/2026/08/28/us-news/nyc-legionnaires-outbreak-death-toll-reaches-11-officials-insist-disease-no-longer-spreading/ 📄 Fonte: focolaio criptosporidio San Diego — NY Post, 4 settembre 2026 — https://nypost.com/2026/09/04/lifestyle/highly-contagious-socal-parasite-outbreak-linked-to-1-3b-resort-pools/
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How many times can you recycle the same flu-like illness before people notice the pattern?
The "pathogen" gets a new name, the symptoms remain remarkably familiar, and the pharmaceutical machine …
The "pathogen" gets a new name, the symptoms remain remarkably familiar, and the pharmaceutical machine …
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Forwarded from Evolutamente.it
🦠 IL "VIRUS" CHE ESISTE SOLO SE TI FA MALE.
Un paper del 1957 sulla natura dei "virus", riportato ieri da un profilo americano, contiene una confessione che la virologia non ha mai ritirato: l'unica proprietà "essenziale per il riconoscimento" di un virus è la capacità di causare danno. Se un "virus" non causa malattia, passa inosservato: la sua esistenza dipende dalla malattia che gli viene attribuita.
Fermatevi un secondo sul tipo di ragionamento. Il "virus" è definito dalla malattia, e la malattia è spiegata dal "virus": ognuno dei due fa da prova all'altro, senza dimostrazione esterna. Non è scienza — è circolarità: la stessa struttura logica per cui, se credi agli spiriti, ogni scricchiolio ne conferma l'esistenza, e ogni casa silenziosa diventa una casa "non infestata". Nel 1957 lo scrivevano in un paper. Nel 2020-2026 ne abbiamo fatto la base delle scelte politiche di mezzo pianeta.
La mia domanda resta quella di sempre: prima di chiedere QUALE virus, chiedere SE il virus sia mai stato dimostrato — isolato, purificato, trasmesso. Chi risponde "il danno ne prova l'esistenza" sta rispondendo col circolo vizioso del 1957. Le confessioni migliori della virologia sono quelle firmate dalla virologia stessa.
📄 Fonte: ViroLIEgy su X, 8 settembre 2026 — https://x.com/ViroLIEgy/status/2097300835327762718
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#Virus #Virologia #Logica #Scienza #EvolutaMente
Un paper del 1957 sulla natura dei "virus", riportato ieri da un profilo americano, contiene una confessione che la virologia non ha mai ritirato: l'unica proprietà "essenziale per il riconoscimento" di un virus è la capacità di causare danno. Se un "virus" non causa malattia, passa inosservato: la sua esistenza dipende dalla malattia che gli viene attribuita.
Fermatevi un secondo sul tipo di ragionamento. Il "virus" è definito dalla malattia, e la malattia è spiegata dal "virus": ognuno dei due fa da prova all'altro, senza dimostrazione esterna. Non è scienza — è circolarità: la stessa struttura logica per cui, se credi agli spiriti, ogni scricchiolio ne conferma l'esistenza, e ogni casa silenziosa diventa una casa "non infestata". Nel 1957 lo scrivevano in un paper. Nel 2020-2026 ne abbiamo fatto la base delle scelte politiche di mezzo pianeta.
La mia domanda resta quella di sempre: prima di chiedere QUALE virus, chiedere SE il virus sia mai stato dimostrato — isolato, purificato, trasmesso. Chi risponde "il danno ne prova l'esistenza" sta rispondendo col circolo vizioso del 1957. Le confessioni migliori della virologia sono quelle firmate dalla virologia stessa.
📄 Fonte: ViroLIEgy su X, 8 settembre 2026 — https://x.com/ViroLIEgy/status/2097300835327762718
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#Virus #Virologia #Logica #Scienza #EvolutaMente
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A 1957 paper on the nature of "viruses" stated that the only property "essential for recognition" is the ability to cause damage.
If a "virus" causes no disease, it goes unnoticed, meaning its ex…
If a "virus" causes no disease, it goes unnoticed, meaning its ex…
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